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Lei (Her): tra il virtuale e l’incomunicabilità spuntano le emozioni

Theodore (Joaquin Phoenix), sensibile e solo, si innamora dell’unica cosa che, nel mondo che lo circonda, ha ancora voglia di imparare e di scoprire il mondo, un super intelligente sistema operativo dotato di una coscienza propria, chiamato Samantha, che comunica con lui attraverso una sensuale voce di donna.

Titolo: Lei

Regia: Spike Jonze

Genere: Commedia

Durata: 120 minuti

Attori: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde

Voto: 7,5

Attualmente in visione: Capitol Multisala

In un futuro non troppo lontano, essere poco socievoli, se non del tutto asociali, sarà la norma.

La razza umana è ormai dipendente da sistemi operativi e programmi sempre più efficienti e per cui computer, videogame ed intelligenze artificiali hanno portato ad un isolamento quasi totale dell’individuo, che, rifugiandosi in se stesso, perde a poco a poco la volontà di conoscere il mondo e di riscoprire i propri sentimenti.

Theodore Twombly (interpretato da un sorridente ma malinconico Joaquin Phoenix) è parte integrante di questa società, estranea alle emozioni e ai gesti d’affetto. Al lavoro, infatti, scrive lettere toccanti, affettuose ed emozionanti per alcuni clienti che non conosce e non ha mai incontrato.

Theodore, molto sensibile e molto solo, si innamora dell’unica cosa che, nel mondo che lo circonda, ha ancora voglia di imparare e di scoprire il mondo, un super intelligente sistema operativo dotato di una coscienza propria, chiamato Samantha, che comunica con lui attraverso una sensuale voce di donna.

Con questa commedia, il regista e sceneggiatore Spike Jonze presenta varie riflessioni sulla vita coniugale, sul rapporto di coppia e sui limiti di ogni tipo di relazione amorosa, anche tra macchine e umani.

Da un lato, infatti, questo film abbraccia tematiche già affrontate dalla fantascienza classica, come l’amore tra uomo e intelligenza artificiale, presente in film come “Blade Runner” di Ridley Scott.

La particolarità di “Lei”, però, sta nel modo in cui questa società futura si pronuncia rispetto alla storia amorosa tra Theodore e Samantha. Questo rapporto insolito e innaturale viene invece ritenuto normale, addirittura accolto con entusiasmo, interesse ed un briciolo di invidia.

Spike Jonze ci racconta questa vicenda dal punto di vista di Samantha, sia mostrandoci con lapidarie inquadrature cosa questo sistema operativo “veda” (grazie alla telecamera del cellulare di Theodore), sia proponendoci delle melodie che descrivono alcune situazioni composte proprio dall’intelligenza artificiale.

Lo spettatore, infatti, compie insieme a Samantha un viaggio attraverso la sfera emotiva di Theodore, scoprendone tutti i pensieri ed i sentimenti, affezionandosi alla semplicità e alla serenità di questo personaggio magistralmente interpretato da Joaquin Phoenix.

“Lei” è sicuramente un film ben costruito e molto profondo, che con la storia di Theodore Twombly cerca di parlare di tutti noi e che ci lascia con diverse riflessioni.

Siamo davvero indirizzati verso una tale dipendenza da cellulari, computer e programmi? Sarà veramente possibile innamorarsi di una intelligenza artificiale, un’entità astratta priva di corpo? Saremo disposti a progredire ancora di più nello sviluppo tecnologico e a regredire nei rapporti umani? Ai posteri l’ardua sentenza.

Francesco Parisini

Commenti

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  1. Scritto da B.G.

    bravo Francesco!!!!