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I Diari di Papa Giovanni nelle biblioteche del mondo La sua storia in 10 volumi fotogallery

Sono stati presentati sabato 15 marzo nel Salone Papa Giovanni XXIII della Curia Vescovile di Bergamo i dieci volumi dei Diari e delle Agende di Papa Giovanni XXIII, la cui pubblicazione è stata curata dall'Istituto di Scienze Religiose di Bologna: i volumi saranno donati alle nunziature e a 300 biblioteche nel mondo.

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Sono stati presentati sabato 15 marzo nel Salone Papa Giovanni XXIII della Curia Vescovile di Bergamo i dieci volumi dei Diari e delle Agende di Papa Giovanni XXIII, la cui pubblicazione è stata curata dall’Istituto di Scienze Religiose di Bologna: un’opera completa sull’attività di Angelo Roncalli dal 1895 al 1963, dagli anni dell’adolescenza fino al pontificato.

I volumi, illustrati dal vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi, dal Presidente della Fondazione Italcementi, Giovanni Giavazzi, dal Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII don Ezio Bolis, dallo storico Alberto Melloni, della Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna e, in videomessaggio, dal neo cardinale Loris Capovilla, verranno dati in dono alle nunziature e a 300 biblioteche del mondo: biblioteche nazionali e alcune di luoghi simbolo, come Hiroshima, Nagasaki e Cracovia, o di centri teologici di rilievo, come Tubinga e Lovanio.

In occasione della prossima canonizzazione del “papa buono” le sue agende partiranno per queste destinazioni grazie alla generosità della Fondazione Italcementi e con il sostegno della Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il valore assoluto ed eccezionale di questa documentazione è stato riconosciuto dallo Stato italiano che ne ha voluto fare un’edizione nazionale, lavoro compiuto dalla Fondazione per le scienze religiose di Bologna: il lavoro si è basato su archivi messi a disposizione dell’equipe bolognese dalla Santa Sede, dalla Postulazione, da altri Archivi e dall’oggi cardinale Capovilla, le cui carte sono patrimonio della Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il dono alle biblioteche, oltre a costituire un omaggio alla memoria di papa Giovanni, è un elemento di valorizzazione della storiografia e della cultura italiane: non c’è mai stata per nessun papa l’edizione critica di un testo di queste proporzioni, un diario non solo spirituale ma a 360 gradi di tutta una vita. Gli scritti si fermano al 20 maggio 1963, pochi giorni prima del 3 giugno, giorno della morte.

“L’opera ha per noi un significato particolare – ha sottolineato il vescovo Francesco Beschi Papa Roncalli è cresciuto nella nostra terra, è stato educato nel nostro seminario ma ha sempre desiderato varcare i confini. Grazie a lui Bergamo è conosciuta in tutto il mondo, è il fiore più bello sbocciato dalla nostra terra. Ha portato alla ribalta la nostra diocesi e nessuno meglio di lui può rappresentare Bergamo nel mondo. I Diari sono un omaggio alla cultura di Papa Giovanni, liberando la sua figura da luoghi comuni superficiali che non rendono giustizia all’elevatezza del suo pensiero. É il contributo di Papa Giovanni alla cultura e spero che se ne faccia oggetto di studio”.

“Era per noi la grande occasione di onorare la memoria di un grande cristiano bergamasco che ha segnato un punto di svolta tanto nella comunità ecclesiale quanto nella società del novecento – ha sottolineato il presidente della Fondazione Italcementi Giovanni Giavazzi – Si tratta di un’opera di eccezionale interesse storico, culturale e religioso”.

Felici di essere coinvolti nell’iniziativa anche dalla Fondazione Giovanni XXIII: don Ezio Bolis ha evidenziato come i Diari restituiscano una fotografia fedele e completa di Papa Giovanni, come studioso, colto, prete obbediente e libero, uomo di chiesa e del mondo, cristiano devoto e umile, pontefice lungimirante e coraggioso.

“I volumi – continua Don Bolis- offrono i tratti più significativi della proposta umana, spirituale e culturale maturata da Papa Roncalli dall’adolescenza al pontificato”.

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Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Nell’articolo di oggi su l’eco firmato da Monica Gherardi non si accenna per niente all’edizione nazionale pagata dallo stato. Si parla solo di”dieci volumi realizzati dalla fondazione per le scienze religiose di Bologna” come patrimonio donato al mondo. Alla fine mi piacerebbe sapere chi ha pagato veramente!

  2. Scritto da Progetto Nevj

    Se la cantano e se la ridono da soli, incapaci di promuovere e valorizzare PPXXIII tra i giovani e creare un senso di appartenenza e speranza nella comunità bergamasca. Dai che il 27 finisce stà storia e vi potete dedicare a festeggiare Paolo VI, facendo partire pullman di pellegrini alla volta di Brescia. Che tristezza

  3. Scritto da lotty

    Se non ho capito male, lo stato italiano ha pagato l’edizione nazionale dell’opera. Ma perchè? Il vaticano è povero? Basta dare acqua al mare!