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Il vescovo Francesco: “Vendo i beni della Curia per aiutare i poveri” fotogallery

Monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, in un'intervista al quindicinale Araberara annuncia la vendita di un immobile di proprietà per mettere a disposizione denaro per chi è in difficoltà.

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“La diocesi di Bergamo si priva di alcuni beni per essere vicina alle persone in difficoltà, soprattutto sul tema della casa”. Monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, in un’intervista rilasciata a Pietro Bonicelli direttore del quindicinale Araberara, annuncia la vendita di un immobile di proprietà della Curia di Bergamo per dar vita a un fondo che – dopo quello per la famiglia e per il lavoro – per chi ha perso la casa o fatica a pagare affitti e mutui (l’iniziativa è una delle "opere" segno che la Diocesi di Bergamo ha messo in campo per la quaresima). 

Partendo dalla lettera sulla Quaresima del vescovo di Bergamo che cita una frase del Papa “Diffido dell’elemosina che no costa e non duole”, monsignor Beschi spiega perché ha scelto questo passaggio: “Il Papa nel suo messaggio scrive questo, ed è vero, c’è qualche cosa che dobbiamo fare staccarci… il distacco è qualcosa che costa, che duole, noi spesso abbiamo fatto anche dei gesti di generosità ma come un di più, quindi tutto sommato ci costava relativamente. Il Papa invita quindi al coraggio di alcune scelte che ci portano alla rinuncia di alcune cose che ci sembrano irrinunciabili, in vista di un’attenzione maggiore agli altri”.

Relazione tra fede e carità – chiede Bonicelli -, se che l’accentuazione di una o dell’altra virtù teologale ha prodotto comportamenti diversi degli uomini di Chiesa. Insomma la coniugazione di queste due virtù teologali non è sempre stata pacificata. Penso alle accuse a Papa Giovanni per le due encicliche sociali di “comunismo”. E poi alla Fides et Ratio un’enciclica incomprensibile alla maggior parte dei credenti.

“È vero, questa unità è continuamente da ritrovare, da scoprire a tutti i livelli, non basta solo ritrovarla nel Papa, nei Vescovi, nei preti, bisogna che ogni cristiano, che ogni persona che crede nel Vangelo possa perseguire giorno per giorno l’unità tra fede e carità, unità che ci fa dire che non ci può essere fede in Cristo senza la carità, che ci rappresenta in mille modi nel vangelo e che noi siamo chiamati a tradurre nella nostra vita quotidiana. D’altra parte non ci può essere carità senza fede: questo, potrebbe essere un po’ più problematico, perché ci sono tante persone che non dichiarano la propria fede ma fanno veramente tanto ma tanto bene, ma non lo esibiscono: il bene della giustizia, il bene della generosità, il bene del volontariato, dell’attenzione ai più poveri. E allora perché non ci può essere carità senza fede? Nel senso che in ultima analisi anche per chi non ne è consapevole la verità profonda dell’amore è Dio stesso e i cristiani dovrebbero esserne sempre consapevoli: il Dio in cui loro credono è un Dio che è amore”.

Diocesi. Passando dalle parole ai fatti lei ha detto delle cose anche eclatanti. Lei ha detto, noi abbiamo già un fondo (corposo) per la famiglia e il lavoro, adesso ne creiamo uno per la famiglia e la casa, annunciando la vendita di una proprietà, un immobile, un palazzo per mettere a disposizione soldi per chi è in difficoltà.

“Sì, è un immobile di proprietà della Curia che stiamo individuando tra alcuni di cui disponiamo e verrà messo in vendita per alimentare il fondo di aiuto per la casa. Alla luce di quello che che diceva il Papa, vorrei che non fosse un gesto che si aggiunge ai tanti, ma fosse il frutto di una nostra rinuncia. Quindi la diocesi si priva di un bene per essere vicina alle persone in difficoltà, soprattutto sul tema della casa che sta diventando un tema altrettanto rilevante come quello del lavoro. I temi degli affitti non pagati, quindi degli sfratti, il tema dei mutui non pagati e relativa confisca della case che sono state magari pagate per larga parte, con grandi sacrifici e rischiano di sfuggire di mano, il tema della micro conflittualità sociale per le spese condominiali… ci hanno fatto attenti a questo tipo di bisogni. Ma tutto questo impegno non voglio che finisca in se stesso; io desidero che questo segno sia anche un segno sia anche un segno di speranza, che faccia crescere in tutti la consapevolezza che dobbiamo aiutarci vicendevolmente: basta egoismi! Moriamo dei nostri egoismi, mentre invece la possibilità di essere attenti gli uni agli altri, anche rinunciando a qualcosa, non può far altro che far crescere la speranza e la certezza di una vita migliore”.

Il che rende più difficile anche per certi movimenti politici che vi accusano spesso di predicare bene e di razzolare male…

“Guardi, questa la raccolgo costantemente come una provocazione nel senso che dobbiamo predicare, ma anche praticare. E questo anche relativamente al grande insegnamento di Papa Francesco. Non basta ammirarlo, applaudirlo, essere felici, gioiosi, bisogna anche ascoltare e mettere in pratica quello che insegna con grande efficacia”.

L’intervista integrale al vescovo Francesco è pubblicata sul numero di Araberara di oggi in edicola.

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Commenti

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  1. Scritto da Diego

    Scusate la mia ignoranza , io vorrei contribuire con il mio tempo ad imitare chi a bisogno , ma non so dove andare , qualcuno mi dx per favore indicazioni?
    Grazie

  2. Scritto da arpaleni

    il termine “vendere le proprietà” mi sembra del tutto inappropriato.
    Si vende un qualcosa che è stato a suo tempo acquistato, ma qui si tratta di beni frutto generalmente di donazioni, lasciti, etc. etc. quindi sarebbe più corretto parlare di restituzioni.

    dovrebbe più realisticamente usare “restituire a

    1. Scritto da lotty

      Analisi perfetta!

    2. Scritto da definizioneerrata

      la tua definizione è tua, nel senso che hai inventato tu il significato delle parole.In un altra lingua che non sia l’italiano hai ragione tu, ma qui stiamo parlando l’italiano.

  3. Scritto da Progetto Nevj

    Ah, dimenticavo …. questo strumento serviva a finanziare un fondo per finanziare i bisogni della gente ( ma questo è stato presentato anche nel 2009 al comune) Ops…

  4. Scritto da Progetto Nevj

    L’importante è non svendere ad amici. Nel 2009 ad un capo della nostra curia ( ora monsignore) e ai vertici della fondazione PGXXIII ( 2013) fu proposto uno strumento di marketing per la valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e del territorio. Fino a che ci si limita a mostre, coniare monete per ricchi e stampare libri … Sembriamo un distaccamento di Brescia.

  5. Scritto da lodovico

    si migliora passo dopo passo…speriamo si utilizzi maggiormente la vendita dei beni ( senza trattativa privata…..) nel segno della trasparenza….è chiaro che se chiediamo alla chiesa di spogliarsi delle ZAVORRE in favore dei bisognosi….anche noi nel nostro piccolo se riusciamo dovremmo fare altrettanto….papa Francesco e religiosi vari continuate..nel fermento migliorativo….

  6. Scritto da Ivan giudici

    Grande vescovo, e voi soloni prendetevesempio, sono piu’ quelli che hanno e non danno di quelli che hanno e danno.

    1. Scritto da lotty

      Veramente il solone mi pare sia lei con questo commento presuntuoso, io le rispondo che sono più quelli che non hanno e danno!

  7. Scritto da max

    Poteva vendere le proprietà anche quando ci sono gli oratori da sistemare non farli pagare ai comuni come è avvenuto a Stezzano,per questo motivo non è credibile,venderanno un immobile,ma con la crisi quando riusciranno a piazzarlo,è un pesce d’aprile,anzi uno scherzo di carnevale per essere educati.

  8. Scritto da mario59

    Prima si garantiscono il malloppo con la legge subdola dell’otto x mille, poi diventano generosi facendosi pubblicità..proprio dei grandi altruisti sti preti, se fossero veramente dignitosi, rinuncerebbero all’otto per mille e pagherebbero l’IMU come tutti gli altri cittadini..altro che casta di privilegiati..con le sottane nere.

  9. Scritto da vince

    Ma non siete mai contenti: e se non lo fanno, e perche’ non lo fanno, e se lo fanno e cosa lo fanno a fare, mi sembra la storiella di “mamma Ciccio mi tocca, toccami Ciccio che mamma non c’e'”. Mio modesto modo di vedere: gesto nobile, profondo segnale a dimostrazione che seguono le indicazione del Grande Francesco.
    Fatti non parole. Bravo il nostro Vescovo

  10. Scritto da marco

    bravo vescovo! sulla via di papa Francesco

  11. Scritto da Seriano

    Lìa mej sel fàa négòt! (SIC!)
    Gli accenti li ho messi a “capocchia”, ma il senso mi auguro sia chiaro anche a tutti quei rosiconi a cui qualsiasi gesto della Chiesa appare sbagliato, insufficiente o fuori luogo/tempo.
    E quel che più vi brucia é che malgrado il Vs malpensare, i “maledetti” preti lo fanno anche per voi! Anche per poveri di cuore. Mah?!

    1. Scritto da lotty

      Basterebbe che l’otto per mille non venisse più regalato al vaticano per risolvere i problemi di chi ha bisogno. Invece lo stato, grazie a un concordato con politici ipocriti, usa il denaro delle tasse per arricchire ancora di più chi dovrebbe farsi mantenere solo dai credenti che scelgono di farlo. Io non sono povera di cuore, glielo assicuro!

      1. Scritto da ottopermille

        l’8 per mille puoi anche destinarlo ad altre chiese, chi ti obbliga?

        1. Scritto da lotty

          L’otto per mille dovrebbe essere destinato allo stato che fra l’altro non fa nessuna pubblicità, la lascia fare alla chiesa che non specifica nemmeno quanto è il denaro destinato alle opere sociali(circa il 20%) mentre il più viene utilizzato per il clero. Le chiese, ripeto, devono essere sovvenzionate solo dai loro fedeli volontariamente!

          1. Scritto da Giulio

            Eh già, siccome lo stato ha dimostrato di saper usare bene i nostri soldi, siccome la tassazione è minima, siccome la voracità della pubblica amministrazione e dei burocrati è insignificante, diamogli anche l’otto per mille…. Sei disarmante! Si può essere contro la chiesa, ma si può anche evitare di dire sciocchezze….

          2. Scritto da scendidallapianta

            quel “DEVONO” è perentorio,non lascia (non lascerebbe) spazio a opinioni diverse. Io invece dico che una sovvenzione volontaria dei contribuenti è uno strumento positivo.E’ volontaria e puoi scegliere di destinarlo a chi vuoi tu, anche lo stato italiano è uno dei beneficiari. Più volontario di cosi…Alla prossima dichiarazione dei redditi scrivi “stato”. Basta poco, che ce vo?

          3. Scritto da lotty

            Forse è lei che deve scendere dalla pianta. Devo ripeterle la solita storia cioè che quando il contribuente non specifica la scelta,il suo otto per mille va tutto alla chiesa perchè è quella che riceve più sottoscrizioni. Io ho scritto devono perchè lo stato è laico, la chiesa si preoccupi di raccogliere denaro dai suoi seguaci attraverso le sue organizzazioni non grazie al 730.Se l’otto per mille ragalato alla chiesa fosse utilizzato per i cittadini, si potrebbero sistemaretuttelescuole

  12. Scritto da Alex

    Patrimonio immobiliare come puro valore di costruzione (senza contare il valore artistico dei beni e stima per difetto) 3 miliardi di euro,beni mobili (oggetti) approssimativamente 1 miliardo quattrocento milioni di euro. Dividendi azionari 800.000 euro l’anno ciò significa che le azioni detenute ammontano con larga approssimazione a circa 21.000.000 di euro, 5 milionidi euro dell’8×1000 ecc.ecc. secondo me ce la faranno ancora ad andare avanti anche dopo questo generoso gesto!!

  13. Scritto da BergoglioDocet

    Perché un gesto simile dovrebbe avere il carattere dell’eccezionalità? Dovrebbe essere normale, come insegnò Gesù, lo spogliarsi di beni materiali per darli ai più bisognosi…. Evidentemente, se questa decisione da parte del Vescovo balza in prima pagina, è perché fino ad oggi si è andati in un’altra direzione…

  14. Scritto da gaziantep

    ……. di trentadue (mila) che lui ne ha. Povero vescovo, e povero anche il sagrista ah beh si beh…..

  15. Scritto da bb

    Che generosità, si parla di un immobile con tutti quelli che hanno !!!
    che privazione, piuttosto li lasciano vuoti e sfitti per non dire altro.

  16. Scritto da Massimo

    Alleluja. Era ora.