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Edilizia allo stremo Bergamasca: 1.000 posti in meno in quattro mesi

Gabriele Mazzoleni e Domenico Pesenti della Filca Cisl commentano i dati sul mercato delle costruzioni: “La crisi sta colpendo soprattutto le imprese già strutturate , e questo è motivo di grande preoccupazione perché il settore è già fortemente frammentato"

Altri mille posti di lavoro in meno. È questo il dato assolutamente appariscente che emerge dall’analisi dei numeri di Cassa Edile e Edilcassa che la Filca Cisl di Bergamo ha presentato venerdì 14 marzo, in opccasione della riunione del Presidium (una sorta di segreteria) della EFBWW (European Federation of Building and Wood Workers), in pratica il sindacato edile europeo, il cui presidente è Domenico Pesenti, bergamasco e attuale segretario generale della Filca Cisl, che si è riunito a Bergamo questa mattina per analizzare il bilancio del 2013 e fare una panoramica sui risultati dei progetti UE.

Con lui c’erano i due vice presidenti, il belga Alain Clauwaert e il polacco Zbigniew Janowski, e il Segretario Generale, lo svedese Sam Hägglund. La federazione Europea raccoglie 75 sindacati affiliati in 31 Paesi, garantendo la rappresenta di 2.350.000 lavoratori.

“L’area di azione della EFBWW – ci dice Pesenti – comprende iniziative di lobbying verso le Istituzioni Europee, fatte con l’intento di influenzare l’UE per rafforzare la parte sociale del mercato interno; la realizzazione di campagne come la lotta al dumping sociale, quella per i lavoratori migranti e per “Europa senza amianto nel 2033. Abbiamo prodotto proposte concrete in materia di registrazione, per migliori condizioni di lavoro, per la formazione dei lavoratori, il riconoscimento delle malattie correlate all’amianto e relativo indennizzo”. Per tornare in Italia, Domenico Pesenti ha ricordato come i dati relativi alla produzione nelle costruzioni “raccontano di una serie negativa davvero impressionante. Se non si interviene rapidamente si aggraverà l’ecatombe economica e sociale in corso da anni, che sta avendo effetti drammatici”.

Fanno ben sperare, a tal proposito, gli annunci del governo di mettere mano alla ristrutturazione delle scuole.

“I lavori previsti – ha detto il segretario nazionale della Filca – metterebbero in moto il comparto delle costruzioni, che dal 2008 ad oggi ha perso circa 750mila addetti. Positivo, inoltre, che il ministro abbia indicato sia la tempistica che la cifra a disposizione. Dal momento che parte delle risorse arriverà dall’allentamento del Patto di stabilità per Comuni ed enti locali, può essere un incentivo per questi ultimi ad essere più attenti e virtuosi”.

Passando a Bergamo, Gabriele Mazzoleni, segretario generale provinciale, ha segnalato che l’analisi degli ultimi quattro mesi (da ottobre a gennaio) delle casse edili segnalano una perdita di 1008 addetti (302 tra gli artigiani e 706 nell’industria) e la chiusura di 182 imprese (86 tra le iscritte a Edilcassa, 96 tra le aderenti a Cassa Edile), mentre nello steso periodo la massa salari ha avuto una contrazione del 10% tra gli artigiani e del 19% nelle grandi imprese edili.

“L’edilizia – ha detto Mazzoleni – sta vivendo un periodo di crisi senza precedenti: negli ultimi 6 anni ha perso il 50% dei lavoratori dipendenti. La crisi sta colpendo soprattutto le imprese già strutturate , e questo è motivo di grande preoccupazione perché il settore è già fortemente frammentato. In questi anni, più volte abbiamo chiesto che l’edilizia diventi il volano della ripresa e dello sviluppo del Paese, ma soprattutto chiediamo una edilizia di qualità che miri a ristrutturare il già costruito, senza costruire nuove case o sfruttare altro terreno. Nel 2009 abbiamo avviato un percorso comune sull’edilizia del futuro attraverso gli Stati generali delle costruzioni. Ci siamo spesi tutti insieme, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, per chiedere ai governi che si sono succeduti di intervenire in edilizia di qualità, nelle infrastrutture indispensabili alla crescita del Paese”.

Mazzoleni ha anche ricordato la grande opportunità che l’arrivo della Guardia di Finanza nei vecchi Riuniti potrebbe dare all’asfittica economia edilizia locale e la “provocazione” della Filca di dare vita a una cordata locale per cercare di ripartire. “Ma innanzitutto – conclude -, serve lo sblocco immediato dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, e un più facile accesso al credito delle banche. Se questo non avviene le imprese e i lavoratori soffocheranno”.

Commenti

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  1. Scritto da Pt

    Il VERO ed unico problema e’ che un’Europa che non abbia unione politica e fiscale non ha senso di esistere. I veri padri fondatori (leggi De Gasperi) infatti partirono proprio da quei punti. Moneta unica ok, ma regole e tassazioni uniformi, altrimenti anche un bimbo capirebbe che vi sarebbe troppo disuguaglianza.

  2. Scritto da Roger

    Nei primi anni di questo secolo l’italia ha fatto una follia, enorme consumo di territorio come mai si era visto nella storia , sostenuto dall’immigrazione. Milioni di lavoratori stranieri per costruire case e poi per … comprarsele , magari quelle vecchie cedute dagli italiani . Un mercato ultra pompato con il beneplacito di LEGA (ipocriti !) e PDL al governo. Quei tempi non torneranno mai più , era una pura follia che ha “coperto” la deindustrializzazione della nazione.

  3. Scritto da c

    Mettiamocelo in testa una volta per tutte, non c’è nazione al mondo senza il contrasto ricchi e poveri.
    La Germania ha bisogno di tutto il sud europa e quindi anche della disgraziata Italia..

  4. Scritto da Arturo

    Non è certo un caso che la finanza mondiale che ha sede a Londra non abbia voluto l’€ per la Gran Bretagna.I conti italiani sono sempre peggiorati con l’€ gli ultimi governi hanno aumentato il debito pubblico insieme alle tasse,facendo scappare le aziende,i giovani e anche i pensionati.Paghiamo 15 mld € di stipendi per i burocrati dello stato(L’Espresso di 15-20 gg.fa),più i milioni di stipendi inutili dei dipendenti pubblici,grazie alle tasse di chi il pil lo produce,ma non li si tocca.

    1. Scritto da Kissà !

      Chissà perchè la germania, la francia, l’olanda ecc ecc NO ! Forse perchè hanno governanti NON cacciapalle e con il cervello ?

      1. Scritto da Arturo

        Perché loro non spendono 15 mld di € per i burocrati statali ed inutili.(600.000€Befera e Saccomanni,1,2 mln € Mastrapasqua INPS,1,06 mln € Moretti ferrovie,ecc.).Obama incassa meno della metà di Befera!gli altri paese n on spendono il quadruple per napolitano rispetto alla regina Elisabetta tutta gentaglia da cacciare che vive sulle spalle di chi cerca di produrre il pil.

        1. Scritto da Kissà !

          E allora che c’entra l’euro ? (!!??)

  5. Scritto da Claudio

    Il problema non è l’euro ma come tutti se ne sono approfittati.
    Ma non è di questo che voglio parlare, voglio puntualizzare alcuni aspetti sui numeri in edilizia: sono SBAGLIATI sempre e per difetto! Chi calcola il NON lavoro suo tavoli degli ingenieri, degli architetti, dei mediatori? Chi calcola il non lavoro che soffrono le migliaia di partite IVA senza diritti e senza voce?

  6. Scritto da No euro

    È l’Europa che ha affossato l’Italia. Capito testoni?
    Fuori dall’euro , fuori dai guai

    1. Scritto da Come No

      Quando uno è un incapace , dopo aver rovinato l’italia cerca altri colpevoli o altre invenzioni , l’euro, le macroregioni e ogni altra amenità indimostrata ed indimostrabile. L’euro è neutro , i paesi nordici vanno benissimo con l’euro, la differenza ? Politici onesti e capaci. Quando non fai nulla se non occuparti degli affari tuoi personali che diavolo vuoi combinare ? E quei poltici (pdl e lega) li hai votati TU ! altro che colpa dell’euro !

    2. Scritto da ulissebg

      ehhh già…infatti i conti italiani pre-euro erano sani e ottimi….e restando fuori dall’euro con una moneta ipersvalutata in una nazione che non ha risorse proprie ne materiali ne ernergetiche sarebbe stato tutto più facile solo stampand moneta vero? ….forse non hai capito ma non posso mica pretendere tu ci riesca…

      1. Scritto da Raimondo V.

        Del resto l’idea dell’Europa unita è un sogno che ha radici secolari e non solo puramente economiche. L’Euro non è stato altro che il culmine di un processo che ha portato all’unificazione dell’elite finanziaria europea a discapito delle economie nazionali e dei Paesi stessi.
        Vorrei precisare che ci sono nazioni aderenti alla UE che non adottano l’euro eppure la loro economia è ben salda.
        Saluti

      2. Scritto da Raimondo V.

        “Quello che è successo è che entrando nell’euro, la Spagna e l’Italia hanno ridotto loro stessi a paesi del Terzo Mondo, che prendono in prestito la moneta di qualcun’altro, con tutte le perdite di flessibilità che tale operazione comporta.”
        Paul Krugman (Premio Nobel Economia 2008).
        E ci sono svariati altri economisti (e premi Nobel) che ritengono che l’EURO è stato un fallimento e anche “addetti ai lavori” fervidi sostenitori del sogno euro, che si sono dovuti ricredere.

      3. Scritto da A.Z. Bg

        Il solito sinistro eurocrate,villano ed amante dell’euro.Si dimentica che negli anni 70-80 l’infalzione era del 20% l’anno,che i prezzi dei prodotti aumentavano 3 volte l’anno,ma l’italia era la 4°potenza industriale del mondo?Le vendite di auto,case e beni vari aumentavano e tutti lavoravamo.Oggi con l’euro i prezzi sono raddoppiati in poco tempo nonostante non ci sia ufficialmente inflazione,non si vende più nulla e la disocc.è enorme.Quanti ci hanno guadagnato con l’euro,alzate la mano.

        1. Scritto da Genius

          Infatti a botte di inflazione del 20% la ns industria per i ricchi paesi stranieri non costava più un cavolo, l’hanno comprata, usato la tecnologia , trasferito le sedi e gli uffici di ricerca ed eccoci qui con le pezze al c …….. Hai dimenticato che quando svaluti esporti sì di più ma gli altri ti comprano perchè costi poco. Quante svalutazioni hai visto da parte della germania ecc. ? Geniale no ? Per gli altri anche perchè per compensare poi aumenti il debito

      4. Scritto da il polemico

        si stava meglio prima dell’euro,o adesso?tutto il resto credo siano solo ipotesi di convenienza.e pensa che senza nemmeno avere materie prime,l’italia è comunque una potenza economica,anche se un po appannata dall’entrata in vigore dell’euro.prima si svalutava per rilanciare l’economia,ora non lo si può fare e i risultati sono questi.se poi è vero che la francia ,senza l’italia,non avrebbe adottato l’euro,la germania senza francia e italia avrebbe adottato l’euro?bohhhhh

  7. Scritto da Giulio

    Sì, però non dovete dirlo a noi: ditelo a Renzi e ai suoi sostenitori (anche su queste pagine)! E’ la foglia di fico, della casta che ha affossato l’Italia!