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Ubi Banca, bilancio 2013: utile a 250,8 milioni Sei centesimi di dividendo

Ubi Banca ha registrato un utile netto dell’esercizio 2013 di 250,8 milioni di euro da 82,7 milioni del 2012. Verrà proposto ai soci un dividendo di 0,06 euro per azione, in crescita rispetto a 0,05 euro dell’anno precedente.

Il Consiglio di Gestione di Ubi Banca ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio di Ubi Banca e il bilancio consolidato di Gruppo relativi all’esercizio chiusosi il 31 dicembre 2013, che verranno sottoposti per approvazione al Consiglio di Sorveglianza il 26 marzo prossimo. Verrà proposto ai soci un dividendo unitario di 0,06 euro alle 900.048.572 azioni in circolazione. (pari al numero di azioni costituenti il capitale sociale al netto delle azioni.

L’esercizio 2013 ha fatto registrare un utile netto consolidato pari a 250,8 milioni di euro rispetto agli 82,7 milioni nel 2012. A tale risultato ha contribuito l’utile netto del 4° trimestre dell’anno, pari a 148,9 milioni, in crescita rispetto ai 49 milioni del 3° grazie al miglioramento dei ricavi, che hanno contribuito a controbilanciare l’incremento del costo del credito. Inoltre, il risultato del 4° trimestre ha beneficiato dell’effetto positivo delle modifiche alla normativa fiscale contenute nei provvedimenti di fine anno.

GESTIONE OPERATIVA DEL GRUPPO UBI

La gestione operativa del Gruppo per l’esercizio 2013 evidenzia un risultato di 1.295,5 milioni di euro, in crescita rispetto al 2012 (+2,85%) grazie ai significativi risparmi di costi (124,9 milioni) che hanno più che compensato la contrazione dei proventi (-89 milioni). I proventi operativi hanno infatti totalizzato complessivamente 3.437,3 milioni rispetto ai 3.526,3 milioni dell’esercizio 2012, una riduzione essenzialmente riconducibile al margine d’interesse e agli altri proventi di gestione, mentre registrano una crescita sia il risultato dell’attività finanziaria che le commissioni nette. Dal punto di vista congiunturale, i proventi operativi del 4° Trim 2013, pari a 951 milioni, mostrano un progresso del 14% rispetto agli 834 milioni rilevati nel terzo trimestre dell’anno, grazie all’incremento di tutte le principali voci di ricavo.

Il 2013 ha visto il conseguimento di un risultato dell’attività finanziaria significativo e pari a 324,5 milioni di euro (257,3 nel 2012).

Il risultato è attribuibile: – per 107,2 milioni all’”attività di negoziazione” (91,8 nel 2012);

– per 217,5 milioni (163,6 milioni nel 2012) alla “cessione di titoli disponibili per la vendita e al riacquisto di passività finanziarie”, essenzialmente titoli di stato italiani, la partecipazione in Intesa Sanpaolo (49,5 milioni) e la rivalutazione (29,2 milioni) delle quote partecipative detenute in Banca d’Italia;

– per 3,2 milioni alla “valutazione delle attività finanziarie al fair value” (0.9 milioni nel 2012);

– mentre le “attività di copertura” sono state negative per 3,3 milioni (+1,1 milioni nel 2012). Il 4° Trim 2013 ha fatto registrare il miglior risultato dell’anno a 156,1 milioni, grazie prevalentemente agli utili dalla cessione e riacquisto di strumenti finanziari realizzati essenzialmente sui titoli di Stato italiani (89,1 milioni), sull’ultima tranche di azioni Intesa Sanpaolo (11,8 milioni) e sulle quote partecipative in Banca d’Italia detenute (29,2 milioni) nonché grazie al risultato dell’attività di trading (28,3 milioni) riveniente in gran parte dalla negoziazione di titoli obbligazionari domestici.

RETTIFICHE DI VALORE

Per effetto del perdurare di una congiuntura difficile e del ritardo della ripresa economica, le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite a 943 milioni, contro gli 847,2 milioni del 2012, definendo un costo del credito pari all’1,07% del totale impieghi, rispetto allo 0,91% del 2012. L’aggregato è stato alimentato da svalutazioni specifiche sui crediti deteriorati per 908,1 milioni (+25,5 milioni rispetto al 2012) e da rettifiche di portafoglio sui bonis per 34,9 milioni (+70,3 milioni rispetto alle riprese nette registrate nel 2012 per 35,4 milioni).

In termini congiunturali, le rettifiche di valore nette su crediti registrate nel 4°Trim 2013, pari a 366,3 milioni, presentano il solito andamento congiunturale rispetto al 3° Trimestre, recependo in via prudenziale, come di consueto, anche fenomeni manifestatisi dopo la chiusura dell’anno ma antecedenti l’approvazione della relazione annuale nonché l’effetto dell’aggiornamento delle serie storiche per la determinazione dei parametri di rischio in coerenza con il perdurare della crisi economica.

Nel corso dell’esercizio sono state inoltre contabilizzate rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività/passività finanziarie per 47,5 milioni (54,8 milioni nel 2012), riferite quasi interamente, in ambedue gli esercizi, a componenti non ricorrenti relative a svalutazioni durevoli di strumenti detenuti nel portafoglio AFS; da segnalare nel 4° trimestre 2013 un onere di 17,1 milioni quale quota a carico del Gruppo conseguente all’intervento di sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi a favore di Banca Tercas.

Gli accantonamenti netti a fondi per rischi ed oneri si sono significativamente ridimensionati nel 2013, attestandosi a 12,4 milioni rispetto ai 49,2 del 2012, che risentivano in tale esercizio della riorganizzazione delle reti distributive terze. Nell’esercizio sono stati iscritti 37,7 milioni, al netto di imposte e terzi, quali “rettifiche di valore dell’avviamento e delle attività materiali” relativi a Prestitalia e ad alcuni immobili di pertinenza delle Banche Rete rivalutati in sede PPA.

GLI AGGREGATI PATRIMONIALI

Al 31 dicembre 2013, gli impieghi verso la clientela ammontano a 88,4 miliardi di euro in diminuzione dell’1,6% rispetto agli 89,8 miliardi di settembre 2013 e del 4,8% rispetto ai 92,9 miliardi di dicembre 2012.

L’andamento dei prestiti del Gruppo è stato prevalentemente influenzato dal contesto economico caratterizzato dalla perdurante debolezza della domanda, ma anche dalla progressiva dismissione di alcune attività più rischiose (essenzialmente l’attività non captive della ex Banca 24/7 e di UBI Leasing) e dalla cessione di Banque de Dépôts et de Gestion a Novembre 2013. Ciononostante nel quarto trimestre dell’anno si sono confermati i segnali di miglioramento visti nel terzo trimestre relativamente alle nuove erogazioni delle Banche Rete del Gruppo.

Grazie appunto al favorevole andamento nel secondo semestre dell’anno, le erogazioni di mutui a privati e di crediti a m/l termine a imprese “corporate” sono risultati superiori rispettivamente del 10,7% e dell’11,8% ai corrispondenti valori del 2012.

CREDITI DETERIORATI

Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) a dicembre 2013 è pari a 12,7 miliardi (12,4 miliardi a settembre 2013, 11 miliardi a dicembre 2012). Il 2013, per quanto ancora caratterizzato da uno scenario economico recessivo, ha comunque evidenziato una minor crescita degli stock di crediti deteriorati lordi, saliti di 1,7 miliardi rispetto ai 2,4 del 2012 (-28%). Si sono inoltre ridotti i flussi da crediti in bonis a crediti deteriorati (-4,2% o -182 milioni) e sono cresciuti i ritorni da deteriorati a bonis (+22,7% o +220 milioni). In termini netti, lo stock di crediti deteriorati, pari a 9,3 miliardi, risulta sostanzialmente allineato ai 9,2 miliardi di settembre 2013 (erano 8,1 a dicembre 2012).

GLI INCAGLI

Gli incagli netti ammontano a 4,3 miliardi (stabili rispetto settembre 2013) e presentano una copertura complessiva del 15,12%, in significativa crescita sia rispetto ai valori di settembre (14,03%) che di fine 2012 (12,63%).

Anche per quanto riguarda gli incagli resta importante l’incidenza delle posizioni assistite da garanzia reale (circa il 62%) mentre la copertura delle posizioni prive di garanzia reale è pari al 23,5% (+218 bps rispetto a settembre). Infine le posizioni ristrutturate nette totalizzano 751 milioni di euro (580 milioni a settembre 2013), le posizioni scadute/sconfinanti 811 milioni (926 milioni a settembre 2013).

RACCOLTA DIRETTA

Al 31 dicembre 2013, la raccolta diretta totale è pari a 92,6 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i valori di settembre 2013 (92,8 miliardi) e in calo del 6,3% rispetto ai 98,8 miliardi al 31 dicembre 2012. L’andamento annuale è principalmente conseguenza delle manovre di ottimizzazione intraprese sullo stock complessivo, finalizzate alla riduzione delle componenti marginali più onerose, essenzialmente conti istituzionali e large corporate, più volatili e a maggior costo, e depositi vincolati.

Tali manovre sono state consentite dalla solida posizione di liquidità del Gruppo e hanno permesso di generare effetti positivi sul margine di interesse. Questi nel dettaglio gli andamenti delle principali componenti:

 la raccolta diretta da clientela ordinaria (escluse le emissioni obbligazionarie “retail” e la raccolta istituzionale), e’ pari a 45,2 miliardi (45,7 a settembre 2013 e 49,8 a dicembre 2012).

 i prestiti obbligazionari collocati sulla clientela ordinaria del Gruppo si attestano a 24,1 miliardi (erano 23,8 miliardi a settembre 2013). Rispetto ai valori di dicembre 2012 (24,5 miliardi) il calo è interamente spiegato dal rimborso del prestito convertibile (circa 640 milioni di euro) effettuato a luglio 2013: si conferma pertanto la tradizionale capacità del Gruppo di sostituire interamente le emissioni scadute;

 le operazioni di pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia, utilizzate per il finanziamento di posizioni in titoli sono pari a 5,5 miliardi, stabili rispetto a settembre 2013 (3,9 miliardi a dicembre 2012);

 la restante raccolta istituzionale, essenzialmente EMTN e Obbligazioni Bancarie Garantite e’ di 12,4 miliardi (12 miliardi a fine settembre 2013 e 14,5 miliardi a fine dicembre 2012).

La riduzione da fine 2012 e’ stata dettata dalla opportunità di attendere condizioni migliori per procedere ad emissioni sui mercati internazionali, vista comunque la positiva situazione di liquidità e di equilibrio strutturale del Gruppo. Infatti, a partire da fine 2013 e nei primi mesi del 2014, con il miglioramento delle condizioni di mercato, è stato effettuato un totale di 4 emissioni pubbliche “benchmark” per complessivi 4 miliardi di euro, ampiamente sottoscritte da investitori istituzionali, soprattutto esteri. Conseguentemente a quanto descritto, il rapporto impieghi/raccolta diretta totale a fine dicembre 2013 si attesta al 95,5%.

ESPOSIZIONE VERSO BANCA CENTRALE EUROPEA

Al 31 dicembre 2013 l’esposizione del Gruppo verso la BCE è rimasta invariata e consiste in un ammontare totale di 12 miliardi di euro nominali, derivante dalla partecipazione del Gruppo alle aste LTRO a tre anni promosse dalla BCE a dicembre 2011 e febbraio 2012, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e quindi non inclusa nella Raccolta diretta.

LIQUIDITA’ DEL GRUPPO

La solida posizione di liquidità del Gruppo è ulteriormente assicurata dall’ammontare delle attività stanziabili che alla data del 7 marzo 2014 risultano complessivamente pari, al netto degli haircut, a 33,6 miliardi di euro (18,8 miliardi di attivi stanziabili disponibili e circa 12 dati a collaterale per l’LTRO). Tale dato risulta particolarmente significativo in quanto già include gli effetti della citata estinzione anticipata in data 7 marzo, dei 3 miliardi di obbligazioni con garanzia statale.

ATTIVITA’ FINANZIARIE

A fine 2013, le attività finanziarie del Gruppo hanno una consistenza di 21,8 miliardi di euro, di cui 19,7 miliardi relativi a titoli di stato italiani: quest’ultimo aggregato e’ sostanzialmente stabile rispetto al dato del 30 settembre 2013 e in crescita di 1,8 miliardi rispetto a fine 2012.

DIPENDENTI

Al 31 dicembre 2013, le risorse umane del Gruppo UBI Banca totalizzavano 18.337 unità, in diminuzione rispetto a dicembre 2012 (19.089 a parità di perimetro). L’articolazione territoriale a fine periodo constava di 1.725 sportelli in Italia e 6 all’estero.

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