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L’ex ministro Cancellieri indagata per le telefonate ai Ligresti

Anna Maria Cancellieri è indagata per le telefonate che, mentre era ministro, fece alla famiglia Ligresti. Una vicenda che già creò tensioni dentro il Governo di Enrico Letta il quale difese Cancellieri e si rifiutò di farla dimettere anche perché nessuna indagine era stata aperta nei suoi confronti.

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Anna Maria Cancellieri è indagata per le telefonate che, mentre era ministro, fece alla famiglia Ligresti. Una vicenda che già creò tensioni dentro il Governo di Enrico Letta il quale difese Cancellieri e si rifiutò di farla dimettere anche perché nessuna indagine era stata aperta nei suoi confronti.

Ora invece il fascicolo è aperto: false dichiarazioni a pubblico ministero. È il reato che la procura di Roma contesta nell’ambito della vicenda delle sue telefonate con Antonino Ligresti, fratello di Salvatore, arrestato dalla procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta su Fonsai insieme alle figlie, Giulia e Jonella.

Il fascicolo era arrivato dalla procura piemontese a quella capitolina per competenza. Non aveva indagati né ipotesi di reato. Agli atti c’era soltanto il verbale dell’audizione dell’allora Guardasigilli che si era svolto al ministero di via Arenuala lo scorso 22 agosto.

All’epoca il ministro non era indagato ma il procuratore aggiunto di Torino, Vittorio Nessi, gli aveva chiesto conto di alcune telefonate con Antonino, finite nell’inchiesta sulla compagnia assicurativa.

Telefonate che si erano concentrate nei giorni in cui pendeva la richiesta di arresti domiciliari (poi ottenuti grazie a un’istanza di patteggiamento) per Giulia Ligresti, malata di anoressia.

Conversazioni sulle quali il ministro ero stato molto vago, ammettendo di aver parlato con il suo «amico di famiglia» il 19 agosto e di aver discusso delle condizioni di salute della nipote, ma di aver risposto a una sua telefonata. Cosa non vera: i tabulati dimostrarono che la chiamata non l’aveva ricevuta, ma fatta lei e che i due avevano chiacchierato per sei minuti.

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Commenti

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  1. Scritto da Gino

    Il contenuto delle telefonate lo abbiamo letto tutti e non c’è nessun reato. Può essere una questione di “opportunità” e nient’altro. Non c’è e non c’è stato alcun rapporto con magistrati. Il tema verte sul fatto che abbia telefonato lei piuttosto che essere chiamata. Cioè il nulla. Questi sono i fatti.

    1. Scritto da Giorgio

      Ma come “il nulla”? Sai benissimo che in Italia una telefonata (fatta o ricevuta) da un politico o dirigente pubblico induce a “vedere” le cose con piglio diverso… dai doca, smettiamola di fare i cavillosi in punta di diritto, usiamo il realismo va’! Guarda come va l’Italia: è perché tutti non hanno fatto nulla di male?

  2. Scritto da Pietro

    che stia cambiando il vento ?

  3. Scritto da Luciano

    Sono diviso tra un “Era ora!” e un “Meglio tardi che mai!”.

    1. Scritto da Damiano

      Lei si dimostra una persona ragionevole ponendo tale quesito, ma con questa casta di governanti indegni, sarà meglio applicare in fretta il “vedi di non farlo mai, o te ne vai…” E a chi l’ha già fatto a casa con restituzione dello stipendio immeritato!

      1. Scritto da Alessandro

        bravo ma anche stop a tutti i privilegi!

        1. Scritto da Damiano

          Quello è il minimo…. Ma vede, se avessero guidato il Paese in maniera decorosa, un po’ di “premio” per il lavoro svolto glielo darei anche…. Invece siamo l’unico paese europeo ancora in crisi: gli altri già da tempo stanno cavalcando la ripresa! Abbiamo gli europarlamentari più retribuiti di tutti (e lì, non si può dire che svolgano maggior lavoro dei colleghi di altri paesi, anzi…). E’ una macchina pubblica da rifondare da zero!

  4. Scritto da mario59

    Se doveva essere indagata avrebbero dovuto farlo fin da subito, come del resto molti politici e normali cittadini avevano detto, quando i fatti vennero alla luce.
    Tutto questo avviene perchè anche chi stava e sta sopra di lei, è proprio come lei…Purtroppo viviamo in un paese marcio… a partire dalla testa.

    1. Scritto da Damiano

      Due nomi piccoli piccoli? Napolitano e Letta, a fare a gara per sperticarsi in giuramenti e in attestazioni di fiducia verso di lei. Non si spendono così per uno che si suicida a causa della crisi, ma per un inopportuno loro compagno di casta, sì!!!

      1. Scritto da mario59

        Purtroppo hai ragione…(:

  5. Scritto da Mak

    da brava donna voleva solo aiutare !

  6. Scritto da nino cortesi

    Una dei tanti di un sistema da abbattere e che si squalifica sistemicamente.

    1. Scritto da tempesta

      Condivido e dico: come mai il CSM fa silenzio?

  7. Scritto da il polemico

    ci sarebbe pure da aspettarsi una inchiesta verso il figlio,che era direttore generale di fonsai al tempo del famoso buco da 500 milioni di euro,non ne sapeva nulla o non ha contribuito a far sparire i soldi?

  8. Scritto da il polemico

    finalmente si sono decisi,anche se hano aspettato che non contasse più nulla prima di intervenire.la cancellieri ha fatto le stesse cose che hanno fatto tutti gli altri politici per decine di anni,fare telefonaste per aiutare amici a uscire dai guai,farsi assumere alla rai o nel pubblico impiego.il berlusca ha fatto come tutti gli altri,solo che per lui aiutare gli amici è un reato,quindi avendo creato un precedente,chiunque dopo di lui commetterà un reato…non meno di 6 anni deve beccarsi

  9. Scritto da Sergio

    Certo che un ministro che mente spudoratamente e a testa alta se ne fa un baffo delle istituzioni (in quel momento rappresentava lo Stato) rifiutando le ipotesi e gli inviti alle dimissioni, fa accapponare la pelle. C’è da rabbrividire a pensare che la giustizia e le leggi sono proprio usate ad orologeria e a personale convenienza (perché soltanto ora viene indagata???).