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I ricercatori statunitensi: come fare a non ingrassare mangiando in mensa

Dalla Cornell University, negli Stati Uniti, Brian Wansink ha confermato la teoria che mangiare ai self service fa ingrassare di più rispetto a un pasto consumato a casa, ma offre alcuni consigli da tenere presente quando si è davanti al buffet.

Oramai quasi tutte le mense delle università e delle aziende, le colazioni degli hotel e dei villaggi vacanza sono a self service. È una forma veloce di ristorazione che permette ai commensali di scegliere e di servirsi da soli, il problema è proprio questo: tendiamo a scegliere i cibi che più ci invogliano e ci serviamo porzioni più grandi rispetto a quelle che ci sarebbero state servite in mensa, ingurgitando il 92% in più di calorie rispetto a quelle che mangeresti a casa. È stata una scoperta, abbastanza prevedibile, di Brian Wansink, docente di Scienza della Nutrizione della Cornell University.

Nel suo libro mindless eating dichiara che bastano 20 calorie al giorno di troppo per mettere su un chilo all’anno e sostiene che non bisogna fare una dieta rigorosa, ma la migliore è quella che non ci si accorge di fare. Non bisogna, tuttavia, preoccuparsi dato che lo psicologo americano ci dà anche degli escamotage per evitare di abbuffarsi. Innanzitutto la scelta delle stoviglie è molto importante: scegliere un piatto da frutta invece che un piatto piano permette di prendere il 20% in meno di cibo, stessa cosa vale per i bicchieri, nel caso in cui beviate alcolici (birra o vino) o bevande contenenti zuccheri, scegliere bicchieri alti e stretti per un effetto ottico fa sì che versiate il 28% in meno. È molto importante esaminare l’intero buffet prima di servirsi e partire prima dal banco della frutta e della verdura, questo permetterà che venga occupato spazio sui piatti da cibi voluminosi ma sani. Lo studioso va oltre specificando che il 73% delle persone magre scelgono il posto al tavolo che dà le spalle al buffet, al contrario di quello che fanno le persone paffute.

Wansink ha contato quanti atti masticatori danno le persone e ha notato una differenza anche in questo, infatti i magri ne danno in media 15 per ogni bocone, i soggetti in carne solo 12; questa diversità può anche sembrare insignificante, ma bisogna tenere in considerazione che lo stimolo di appagamento ci mette 20 minuti ad arrivare dallo stomaco al cervello. Per questo se ci abbuffiamo il messaggio non arriva in tempo al cervello e ci troviamo alla fine del pasto con ancora fame e tempo per un’altra porzione, masticare lentamente, quindi, ridurrà l’introito calorico medio del 12%.

Commenti

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  1. Scritto da papao

    CLAMOROSO!!! lapalisse in un commento dichiara: “Per non ingrassare in mensa, bisogna…mangiare meno!!!”.

    presa di posizione dell’associazione mondiale della sanità comunica di non aver mai avuto contatti e di non aver nessuno studio che possa avvalorare la tesi.
    L’associazione italiana medici-dottori-laureati-premi nobel alla salute e alimentazione e anche a nome di tutte le altre categorie che si sentano offese dichiara….. è un ERETICO, farnetica e non sa cosa sta dicendo. :)

  2. Scritto da Fivelementi

    Hanno scoperto cosa?! L ‘acqua fredda!
    Se nell’articolo scrivevano che le cure dentali dovrebbero essere garantite di stato e gratis avrebbero scoperto come risparmiare il 70% delle spese sanitarie di una nazione. E avrebbero scoperto l’acqua calda. Sono millenni che la masticazione è alla base dell’assimilazione del cibo e quindi con più potere saziante e la causa di molte malattie tra cui anche il cuore.

  3. Scritto da lapalisse

    La risposta la so, senza bisogno di leggere gli articoli sensazionali di bgnews sui ricercatori americani.Per non ingrassare in mensa, bisogna……..mangiare meno!!! Visto che bravo che sono senza bgnews e senza i ricercatori americani? Ma questa risposta non so se me la pubblicano…va beh, non importa.