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Dea, ecco il codice etico Per Alberto Grassi non ci sarà alcun ricorso

Il club nerazzurro ha deciso di non fare ricorso di fronte alla maxi squalifica inflitta dal giudice sportivo al centrocampista della Primavera che nel match col Verona ha offeso un avversario con un "alzati, vu cumprà".

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L’Atalanta non presenterà nessun ricorso contro la maxi squalifica di dieci giornate inflitta dal giudice sportivo ad Alberto Grassi. E’ la prima misura del codice etico adottata dal club di Percassi dopo la presentazione dello stesso effettuata in pompa magna due settimane fa a Zingonia.

Il centrocampista di Lumezzane si vede così chiusa la sua avventura nel settore giovanile nerazzurro: a 19 anni e con la stagione praticamente archiviata con larghissimo anticipo (al massimo, se tutto andrà per il meglio da qui alla fine per i ragazzi di Bonacina, potrà disputare solo la finale-scudetto) l’anno prossimo finirà – presumibilmente – in prestito in qualche realtà di Serie B o Lega Pro dal momento che non potrà più essere schierato con la formazione Primavera per raggiunti limiti di età.

Una mazzata, la squalifica decisa per lui dal giudice sportivo, che non gli ha perdonato l’espressione offensiva "alzati, vu cumprà" rivolta a Salifu nel match perso dai bergamaschi sabato scorso contro il Verona. La sanzione, durissima, è basata sulla modifica del 4 giugno 2013 dell’articolo 11 del codice di Giustizia Sportiva. E per il centrocampista dell’Atalanta, 19 anni compiuti venerdì scorso, potrebbe scattare anche il codice etico della Federcalcio: Grassi era stato a lungo nel giro dell’Italia Under 17, prima di rietrare, proprio la scorsa settimana, tra i convocati dell’Under 19 quando Alessandro Pane gli ha affidato le chiavi del centrocampo nell’amichevole di Fermo contro la Germania.

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Commenti

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  1. Scritto da luigi

    Avra sbagliato ma tranquilli che non lo ha fatto perche razzista il nervoso che aveva tutto qua é stato provocato tutta la partita quindi non parlate a vanvera cari se non sapete bene le.cose non fate i moralisti

  2. Scritto da luigi

    Parlate parlate.senza.sapere tutto tutti bravi a pompare le.cose…….

  3. Scritto da giulio

    La sfida dei nostri calciatori è che gli arbitri capiscono solo l’italiano e quando sono insultati dagli stranieri ovviamente non succede nulla. Ritengo pesante una squalifica del genere.
    Per quanto riguarda il codice etico di casa nostra, pensiamo a non mettere in campo gente come Masiello, caro Marino.

  4. Scritto da Asterix

    L’Atalanta dimostra di essere veramente una società seria, ma per il ragazzo dovrebbero sentirsi responsabili tutti gli adulti che col loro parlare quotidiano glielo hanno insegnato…. i frutti maturano sulle piante!

  5. Scritto da emilio

    di certa gente non sappiano cosa farne,hanno una fortuna fra le mani e la buttano via