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Zanetti: La Popolare resterà cooperativa Ancora lontana la ripresa

Emilio Zanetti, 82 anni, presidente della Banca Popolare di Bergamo, commenta i dati del bilancio 2013 che sarà proposto alla prossima assemblea dei soci in calendario il 24 marzo.

La voce è un sussurro. È la voce della Banca Popolare di Bergamo. Discreta, pacata, prudente eppure ferma. Emilio Zanetti, 82 anni, è entrato nel Cda della Popolare nel 1955 e in una mattina piena di sole del 10 marzo 2014 da presidente commenta i dati del bilancio 2013. Si parla di risultati, ma l’attenzione è su di lui, ormai prossimo a cedere il comando.

Il prossimo 24 marzo i soci della banca saranno chiamati a rinnovare i vertici della Popolare. E Zanetti si ritira per raggiunti limiti d’età.

Con quella voce sussurrata, legge i dati di un bilancio positivo per una banca che rimane solida in un tempo in cui il meteo dell’economia segna burrasche e tempeste e il sole della serenità sembra lontanissimo.

Quell’utile netto di 138 milioni e 700 mila euro del 2013 esprime bene lo stato di salute della Popolare, così come quegli accantonamenti che serviranno per affrontare possibili nuove burrasche che potrebbero abbattersi sull’istituto di credito di piazza Vittorio Veneto. In particolare per i concordati “di cui si usa e si abusa” osserva Zanetti.

Nella sua lunga presenza alla guida della Popolare di Bergamo ha attraversato molte crisi. L’anno scorso disse dopo sette anni di crisi, come il tempo delle vacche magre, ci sarebbe stato un tempo per la ripresa. La vede?

“Qualche sintomo di ripresa, qualche segnale c’è. Ci sono imprese che hanno razionalizzato, investito in ricerca e ora vanno bene grazie all’export. Ma credo che si dovrà attendere ancora molto per vedere numeri significativi tali da essere considerati una vera ripresa. Ci sono settori che hanno subito pesanti crolli, penso al campo immobiliare. Si è costruito troppo, a volte male nelle periferie delle città, non seguendo la richiesta del mercato. Credo in particolare per questo settore ci vorrà molto tempo”.

Eppure per le imprese il credito non manca.

“Sì, è vero. Ma sono proprio le imprese che non chiedono credito. Colpa di un’incertezza ancora troppo diffusa. Anche se osservando il costo del credito si dovrebbero vedere alcuni segnali positivi in seguito. Come Popolare abbiamo concesso moratorie per 700 milioni di euro alle famiglie e oltre un miliardo e duecento milioni per 3.800 imprese”.

Taglierebbe l’Irpef o l’Irap? Con un sorriso Zanetti scioglie il suo aplomb e risponde: “Bisognerebbe chiederlo a Renzi”.

Poi non si risparmia: “Taglierei entrambe”.

Ha lasciato Ubi, ora la Popolare….

“A luglio lascerò Abi e l’Assopopolari. Resterò solamente nella Fondazione della Banca Popolare. Una fondazione che ha molti legami sul territorio”.

Che cosa farà ora?

“Ho molti documenti da rivedere e da sistemare. Poi vorrei poter dedicare più tempo all’azienda di famiglia alla quale ho riservato meno tempo in questi anni per seguire la banca”.

Si darà la golf? Torna il sorriso.

“No. Il golf è una delusione. Ad una certa età anche i muscoli non rispondono come un tempo”.

C’è qualcosa che si rimprovera in tutti questi anni?

“Non una, ma tante. Ci sono cose che avrei voluto fare meglio. Anche se poi guardo i risultati e posso dire di avere avuto anche tante, tantissime soddisfazioni. Il merito è anche delle persone che mi hanno affiancato alla guida della banca e dei validi collaboratori, oltre a tutti i dipendenti che hanno sempre dimostrato un attaccamento allo spirito della banca”.

Uno spirito che non è mai venuto meno?

“No. Anche se la banca è diventata uno dei primi gruppi italiani, ci sono due imperativi che non sono mai venuti meno: che la banca rimanesse cooperativa e che la sede restasse a Bergamo. E non è stato facile, perché abbiamo dovuto affrontare delle scelte in momenti in cui il nostro mercato si apriva a grandi banche estere che avrebbero potuto raccogliere i nostri risparmi per investire altrove. Non è stato facile fare certe scelte, ma ci siamo riusciti”.

La Popolare resterà cooperativa?

“Sì, è nel suo spirito. E lo resterà”. Quali sono le linee guida che si è sempre imposto per guidare le banca? “Direi la prudenza da una parte e il coraggio dall’altro”. Ci sarà anche quest’anno un dividendo? “Nella nostra storia di banca abbiamo sempre avuto questa tradizione, anche nei momenti di crisi, anche negli anni dopo il 1929, di corrispondere un dividendo. Anche piccolo, ma non siamo mai venuti meno a questo impegno con i nostri soci”. 

Commenti

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  1. Scritto da Gitantedomenicale

    Banca Popolare di Bergamo S.p.A. http://www.bpb.it/page/c/document_library/get_file?uuid=7a8b7deb-0ab6-450c-9ee9-7d130c3bf39f&groupId=563319

  2. Scritto da anonimo

    sono un dipendente, un umilissimo cassiere da tanti anni. un grazie al dott. Zanetti, e alla Banca che mi ha accolto.