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Voto segreto e la parità di genere viene affossata

Bocciata. Con voto segreto. La Camera ha detto no al primo emendamento alla riforma della legge elettorale che puntava a inserire la parità di genere nelle liste, prevedendo che "nella successione interna delle liste non possono esservi due candidati consecutivi nel medesimo genere, a pena di inammissibilità".

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Bocciata. Con voto segreto. La Camera ha detto no al primo emendamento alla riforma della legge elettorale che puntava a inserire la parità di genere nelle liste, prevedendo che "nella successione interna delle liste non possono esservi due candidati consecutivi nel medesimo genere, a pena di inammissibilità".

All’appello sono mancati almeno 60 voti di deputati del Pd, partito che si è spaccato per l’ennesimo voto: le parlamentari dem sono in rivolta: "Persa un’occasione".

La decisione dell’Aula è arrivata al termine di una giornata convulsa segnata dall’incertezza. Sospensioni, ritardi, incontri…

Il ministro dei rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschidopo una riunione con i capigruppo di Pd, Fi, Scelta civica e Nuovo centrodestra a Montecitorio, ha annunciato che sugli emendamenti in tema di parità di genere nelle liste elettorali firmati in modo trasversale da vari gruppi parlamentari si sarebbe rimesso all’Aula.

Sugli stessi emendamenti i capigruppo di Pd, Fi, Sc e Ncd hanno convenuto di lasciare libertà di voto.

Decine e decine di deputate erano arrivate nell’Aula di Montecitorio vestite di bianco per sottolineare la loro battaglia sulla parità di genere nel dibattito sulla legge elettorale. A lanciare l’idea Laura Ravetto di Forza Italia, che aveva invitato le colleghe a indossare qualcosa di bianco, simbolo della loro battaglia. A raccogliere l’invito deputate di diverse forze politiche: oltre alla stessa Ravetto, le ‘azzurre’ Mara Carfagna e Gabriella Giammanco, in ‘white’, tra le altre, anche Alessandra Moretti del Pd e Nunzia Di Girolamo di Ncd. Anche Rosy Bindi ha fatto il suo ingresso in Aula con un foulard bianco al collo. Le deputate 5 Stelle non hanno invece preso parte all’iniziativa, anzi. "Quote rosa come fumo negli occhi di una legge elettorale che si porcellizza e diventa incostituzionale ogni momento di più", ha scritto su Fb la grillina Roberta Lombardi. Ma alla fine col voto segreto la parità di genere è stata affossata.

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Commenti

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  1. Scritto da Sergio

    D’altronde non ci sono in lista le Jotti, le Hack, le Levi Montalcini, etc… Ci sono le Boldrini, le Carfagna, le Santanché… Non è garantito che sappiano fare meglio dei maschi…

  2. Scritto da pm

    Riterrei più utile vietare la candidatura di chi ha precedenti penali, piuttosto che rendere obbligatoria per legge quella di un certo numero di donne, o di biondi, o di grassi, o…

  3. Scritto da poeret

    ehehe..il nuovo che avanza!! A parte che anch’io avrei votato contro le quote rosa ma avrei tolto i listi a lasciato le preferenze, cosi si che si guarda ai meriti…e la base (che sia di partiti o movimenti) vota chi ritiene congruo, meritevole, rappresentativo.