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Non solo Film Meeting Da “Felice chi è diverso” a “Un ragionevole dubbio”

Nella programmazione delle sale cinematografiche di Bergamo e provincia spiccano il docu-film di Gianni Amelio con il giovane bergamasco Aron Sanseverino, che affronta il tema della diversità e dell’omosessualità, e l’ultimo thriller firmato da Peter Howitt. Non mancano i titoli del momento, come “Allacciate le cinture” e “12 anni schiavo”. Ecco la panoramica completa delle pellicole che potete vedere nei cinema della bergamasca.

Per i cinema si apre una settimana ricca di titoli e variegata per i generi di film proposti. Nella programmazione delle sale cinematografiche di Bergamo e provincia, in modo particolare spicca “Felice chi è diverso”, il docu-film di Gianni Amelio incentrato sul tema della diversità, che racconta l’omosessualità in Italia dal fascismo ai giorni nostri.

La pellicola, precisamente, si compone di due parti. La prima, in particolare, è legata alle modalità con cui i mass media italiani hanno raccontato l’omosessualità tra gli anni trenta e ottanta del secolo scorso, con immagini ridicole, denigratorie e volgari, fino a quando in Italia, leggermente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei e agli Stati Uniti, sono sorte e si sono sviluppate strutture e spazi dove poter rivendicare i propri diritti senza subire violente e omofobe repressioni. La seconda parte è invece dedicata agli adolescenti gay, per capire cosa è cambiato e quali sono i problemi ancora da affrontare all’interno della famiglia e della società in cui vivono e viviamo. Quest’ultima serie di scene, girata in piazza Vecchia a Bergamo, vede anche la partecipazione di un ragazzo bergamasco: Aron Sanseverino, un diciottenne omosessuale di Bergamo.

In calendario, inoltre, spicca “Un ragionevole dubbio”, l’ultimo thriller in ordine di tempo firmato da Peter Howitt e che vanta un cast composto, tra gli altri, da Dominic Cooper, Gloria Reuben, Ryan Robbins, Erin Karpluk e Dylan Taylor. Non mancano, poi, i film del momento, come “Una donna per amica”, “Sotto una buona stella”, “Allacciate le cinture”, “12 anni schiavo”, “Monuments Men” e “Smetto quando voglio”. Infine, al Conca Verde è possibile vedere o rivedere “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, fresco vincitore del premio Oscar.

Vi proponiamo qui di seguito la panoramica completa dei cinema di Bergamo e provincia.

LUNEDI’ 10 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle ‎21;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Smetto quando voglio”, ‎100min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 22;

“Felice chi è diverso”, ‎93min‎‎ – Documentario‎‎ – Doppiato‎, alle 22.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

“La grande bellezza”, ‎142min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Nabucco”, ‎Musical‎‎ – Doppiato‎, alle 20:30.

CINEMA TEATRO DEL BORGO a Bergamo in piazza sant’Anna, 51 – 035 270760

“Saving Mr. Banks”, ‎125min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:20;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:20 e alle ‎22:20;‎

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“300: L’alba di un impero”, ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“La mossa del pinguino”, ‎94min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20 e alle ‎22:20;‎

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“Pompei”, 98min – Azione – Doppiato, alle 19:45;

“Un ragionevole dubbio”, ‎91min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20:10 e alle ‎22:30;‎

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30;‎

“Snowpiercer”, ‎126min‎‎ – Fantascienza‎‎ – Doppiato‎, alle 22:30;‎

“La scuola più pazza del mondo”, ‎95min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Monuments Men”, ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MARTEDI’ 11 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle ‎21;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“American Hustle” (film in lingua originale), 138min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Smetto quando voglio”, ‎100min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 22;

“Felice chi è diverso”, ‎93min‎‎ – Documentario‎‎ – Doppiato‎, alle 22.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

“Music Emotion”, serata dedicata alla musica di Johannes Brahms – Igor Stravinskij.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:20;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:20 e alle ‎22:20;‎

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle‎ 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“300: L’alba di un impero”, ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“La mossa del pinguino”, ‎94min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20;

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle ‎17:20;‎

“Un ragionevole dubbio”, ‎91min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎22:30;‎

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;‎

“Smetto quando voglio”, ‎100min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 18:30 e alle ‎21:30;‎

“Ghost in the Shell”, ‎82min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 20:30.

MERCOLEDI’ 12 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle ‎21;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Smetto quando voglio”, ‎100min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 22;

“Felice chi è diverso”, ‎93min‎‎ – Documentario‎‎ – Doppiato‎, alle 22.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

“In solitario”, 93min – Commedia – Doppiato, alle 21;

“Dallas Buyers Club”, 117min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“300: L’alba di un impero”, ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;

“Ghost in the Shell”, ‎82min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 20:30.

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“La mossa del pinguino”, ‎94min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20;

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle ‎17:20;‎

“Un ragionevole dubbio”, ‎91min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“La scuola più pazza del mondo”, ‎95min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;

“Snowpiercer”, ‎126min‎‎ – Fantascienza‎‎ – Doppiato‎, alle 22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:20;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:20 e alle ‎22:20;‎

“Pompei”, 98min – Azione – Doppiato, alle 19:45;

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30;

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle‎ 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30.

Ecco le informazioni pellicola per pellicola.

– “Allacciate le cinture”. Nell’arco di tredici anni, a partire dai duemila, in una Lecce che scopre il piccolo grande boom economico pugliese, due giovani autoctoni (agli antipodi per estrazione sociale, convinzioni ideologiche, aspirazioni e frequentazioni) si odiano, si amano, si tradiscono, fanno esperienza della dolore e dell’ombra della morte, insomma vivono. Lei si chiama Elena, di buona famiglia, con ambizioni imprenditoriali, abbandonati gli studi si mette a fare la cameriera, divertita dalla cosa e dal sogno di mettere su un locale tutto suo, spalleggiata dall’amico Fabio, gay e fantasioso. Lui si chiama Antonio, proletario da cartolina, fa il meccanico, è omofobo, ma ha una solida cultura del corpo con tanto di tatuaggi che rasentano la vertigine dell’osso sacro, vagamente razzista, insomma non un buon partito per una ragazza borghese di provincia. I due, fatalmente, si incontrano e si scontrano in una giornata di pioggia, sotto la pensilina densamente affollata di una fermata dell’autobus. Scatta la scintilla che lavora sui contrari, che tanto si sa poi si attraggono. E così sarà. Elena e Antonio, contro il loro stesso ambiente, si innamoreranno e dovranno sostenere le prove della vita e soprattutto quelle della malattia che colpirà lei tredici anno dopo il loro primo incontro. Ospedali, sedute di chemioterapia, capelli che cadono, magrezza insana, occhi segnati… Ma all’improvviso le frecce lineari del tempo sembrano convergere forzandosi a disegnare un cerchio.

– “12 anni schiavo”. Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato.

– “Sotto una buona stella”. Federico Picchioni è un uomo d’affari di successo che lavora per una holding finanziaria e vive in una casa lussuosa con la giovane fidanzata, Gemma. I due figli avuti dalla ex moglie, Lia e Niccolò, abitano invece con la madre. Quando la donna muore, Federico si trova costretto ad accogliere in casa i due ventenni, che lo detestano per aver abbandonato la famiglia, più una nipotina nata da una passata relazione di Lia. Contestualmente, un socio di Federico viene arrestato dalla Finanza, non prima di aver dilapidato tutte le sostanze dei colleghi e aver compromesso la loro reputazione. Gemma, che non sa che farsene di un compagno disoccupato e con figli a carico, lascia Federico. Ed ecco che entra in scena Luisa Tombolini, una "tagliatrice di teste" tormentata dai sensi di colpa per il cinismo del proprio mestiere, che abita proprio nell’appartamento accanto ai Picchioni. Riuscirà questo mix di solitudini problematiche a raggiungere l’armonia?

– “Smetto quando voglio”, incentrato sul precariato, un problema sociale estremamente rilevante e di grande attualità. La pellicola, che verte sull’ardua ricerca di un posto di lavoro, è firmata dal giovane regista Sydney Sibilia, classe 1981, che ha sperimentato tanti lavori prima di approdare dietro la macchina da presa. In passato, per esempio, si è cimentato nell’animazione nei villaggi turistici, nelle svariate attività dietro al bancone di un fast food londinese. Infine, ha lavorato nello studio di un’agenzia pubblicitaria come copywriter. Ha sbarcato il lunario grazie a piccoli spot pubblicitari e ha iniziato a far parlare di sé quando, giunto a Roma, realizzando tre cortometraggi che hanno fatto incetta di premi in diversi festival, attirando l’attenzione degli addetti al settore. Nel cast ci sono nomi significativi, quali Edoardo Leo, nei panni del protagonista, Valerio Aprea, Pietro Sermonti e Paolo Calabresi, presi in prestito da Boris, serie tv cult, totalmente made in Italy, e un improbabile Neri Marcorè nei panni di un malavitoso boss di quartiere.

– “Felice chi è diverso”. Attraverso le parole dei giornali e le immagini di repertorio della televisione, viene raccontata la battaglia combattuta contro l’omosessualità in Italia nella seconda metà del novecento. Finita la repressione e il silenzio totale sulla questione degli anni fascisti, il paese scopre tutto insieme la presenza e la vita degli omosessuali, in una continua condanna che quando non prendeva la forma dell’attacco diretto o dell’insulto palese, era sottilmente indagata come la più infamante delle condizioni, la più deprecabile delle depravazioni umane. L’accettazione sociale dell’amore omosessuale e la sua normalizzazione sono una questione lessicale irrisolta per Gianni Amelio. È questa la prima e più importante intuizione sottesa a tutto quel che Felice chi è diverso costruisce, l’assunto che fonda un’impalcatura costituita da circa 20 interviste a 19 anziani omosessuali che ricordano la loro vita e (in un chiusura) ad un adolescente che non conosce che la situazione odierna.

– “La grande bellezza”, che vanta la regia di Paolo Sorrentino e un cast di grandi nomi tra cui Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi e Giorgio Pasotti. Scrittore di un solo libro giovanile, "L’apparato umano", Jep Gambardella, giornalista di costume, critico teatrale, opinionista tuttologo, compie sessantacinque anni chiamando a sé, in una festa barocca e cafona, il campionario freaks di amici e conoscenti con cui ama trascorrere infinite serate sul bordo del suo terrazzo con vista sul Colosseo. Trasferitosi a Roma in giovane età, come un novello vitellone in cerca di fortuna, Jep rifluisce presto nel girone dantesco dell’alto borgo, diventandone il cantore supremo, il divo disincantato. Re di un bestiario umano senza speranza, a un passo dall’abisso, prossimo all’estinzione, eppure ancora sguaiatamente vitale fatto di poeti muti, attrici cocainomani fallite in procinto di scrivere un romanzo, cardinali-cuochi in odore di soglio pontificio, imprenditori erotomani che producono giocattoli, scrittrici di partito con carriera televisiva, drammaturghi di provincia che mai hanno esordito, misteriose spogliarelliste cinquantenni, sante oracolari pauperiste ospiti di una suite dell’Hassler. Jep Gambardella tutti seduce e tutti fustiga con la sua lingua affilata, la sua intelligenza acuta, la sua disincantata ironia.

– “Nabucco”. di Giuseppe Verdi – Teatro alla Scala di Milano 2013 Direttore: Nicola Luisotti – Regia: Daniele Abbado – Cast: Leo Nucci, Aleksandrs Antonenko, Liudmyla Monastyrska – 2h4min. L’opera più risorgimentale di Verdi. Un intreccio condito di orgoglio, risentimento e spirito di conversione incentrato sulle figure del re di Babilonia Nabuccodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille.

– "Saving Mr. Banks". Pamela Lyndon Travers è una scrittrice di romanzi per l’infanzia che vive a Londra e fa impazzire il suo editore. Da vent’anni Mr. Russell prova a convincerla a cedere i diritti di "Mary Poppins" a Walt Disney. Ossessionato dalla promessa fatta alle sue figlie, Mr. Disney sogna di realizzare un musical in technicolor con i pinguini animati e spazzacamini volteggianti. Cocciuta e ostinata a rendere la vita un inferno a chiunque, Miss Travers si persuade a partire per la California. Impermeabile agli ossequi e all’amabilità di Walt Disney e dei suoi assistenti, Pamela si siede in cattedra e passa in rassegna lo script e la sua infanzia, sublimata nei suoi romanzi. Cresciuta in Australia da una madre fragile e un padre sognatore, costretto a lavorare in banca e deciso ad affogare la propria vita nell’alcol, Pamela ha inventato Mary Poppins per salvare suo papà e i Mr. Banks del mondo. Assediata dai ricordi e dal corteggiamento di Disney, che intuisce il dolore radicato nell’infanzia, Pamela dovrà infine decidere del suo futuro e di quello della sua celebre governante.

– “Una donna per amica”. Francesco è un avvocato trapiantato a Lecce, dove difende casi indifendibili e svolge l’attività di consigliere comunale per la lista civica Ambiente e libertà. Claudia è la sua migliore amica italo-francese, che gli movimenta la vita piombandogli in casa a sorpresa e coinvolgendolo nei suoi guai, fra cui spicca una sorellastra, Anna, tossicodipendente. I due amici avviano storie romantiche parallele, ma entrambe sono destinate a naufragare, poiché la vera tensione erotica è fra loro. Riusciranno finalmente a chiamare le cose con il loro nome?

– “La bella e la bestia”, ispirato alla celebre fiaba che ha emozionato e appassionato diverse generazioni. 1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l’attende.

– “300: L’alba di un impero”. Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all’invasione dell’Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell’Ellade e di contrastare con l’astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. 300 – L’alba di un impero nasce da presupposti analoghi ma da una base di partenza totalmente diversa rispetto al suo predecessore. Dove il film di Zack Snyder prendeva spunto da una graphic novel già esistente "300" di Frank Miller, capolavoro della nona arte – per esaltarne i lati più spettacolari e metterli al servizio del progresso tecnologico, il sequel di Noam Murro (ma co-sceneggiato da Snyder) parte dal film precedente, e dalla mitopoiesi generata attorno ad esso, per anticipare e "immaginare" il fumetto. Quantomeno per il pubblico, visto che è probabile che ci sia stata più di una consultazione in fase di produzione con Frank Miller per allinearsi al suo ancora inedito "Xerxes", sequel del 300 fumettistico.

– “La mossa del pinguino”. Il film racconta l’avventura verso il sogno olimpico di quattro uomini perdenti, che scoprono per caso il gioco del curling e si convincono di poter partecipare alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 dove l’Italia, paese ospitante, avrà di diritto una squadra qualificata. Si ingegnano in allenamenti improbabili, trovano scappatoie alle regole, provocano gli avversari e finiscono per diventare campioni italiani, acquisendo così il diritto di partecipazione alle Olimpiadi. Per riuscirci dovranno però diventare uomini migliori.

– “Tarzan”. Un re-imagining realizzato con la performance-capture e in 3D, aggiornato ai giorni nostri dell’uomo della giungla ideato da Edgar Rice Burroughs. In questa versione i genitori di Tarzan sono degli avventurieri miliardari che sono stati uccisi in un incidente aereo. Jane Porter è la figlia di una guida africana e il suo obiettivo è quello di proteggere la giungla africana.

– “Pompei”. Pompei, 79 d.C., Milo è un giovane gladiatore celta che ha visto morire da bambino il suo popolo e i suoi genitori nella feroce rappresaglia di Quinto Attilio Corvo. Senatore di Roma in visita a Pompei, Corvo pretende la mano di Cassia, la bella figlia di Marco Cassio Severo, signore della città che sogna di risanare e di fare più bella. Un incidente lungo la strada che porta a Pompei incontra e innamora Cassia e Milo, intralciando i piani esecrabili di Corvo, che accortosi del loro sentimento, condanna Milo a morire nell’arena. Ma niente andrà come previsto perché gli dei risveglieranno la montagna, affondando ricchi e poveri, buoni e malvagi, barbari e romani sotto un fiume di lava e una pioggia di cenere.

– “Un ragionevole dubbio”. Mitch è un procuratore distrettuale infallibile, che non ha mai perso una causa. Una sera si concede un po’ di baldoria con i colleghi, ma decide comunque di tornare a casa in auto; terrorizzato dalla polizia finisce per investire un uomo, ridotto in fin di vita, e lo abbandona dopo aver chiamato un’ambulanza. Venuto a sapere della morte dello stesso e dell’arresto di un presunto omicida, fa di tutto per ottenere il caso e scagionare l’imputato, un meccanico di nome Clinton Davis. Capita sempre più di rado di assistere all’esplicito disconoscimento di un’opera, come all’epoca dei film firmati Alan Smithee, ma Peter Howitt, regista di Sliding Doors, adatta ai giorni nostri l’antica usanza, scegliendo di firmare con lo pseudonimo di Peter Croudins. Basta poco per comprenderne le ragioni. Dopo decenni di legal thriller che hanno invaso piccoli e grandi schermi, è sempre più arduo affrontare il genere e aggirarne i cliché: specie senza essere sorretti da una sceneggiatura di sostanza, forte di colpi di scena credibili, e con l’aggravante di una colonna sonora che enfatizza con un crescendo insistito ogni sequenza, spesso a prescindere dal contesto filmico. Una volta esisteva il cinema di serie B, che faceva di necessità virtù, concentrando gli sforzi su script anche sensazionalisti, per ottemperare alle manchevolezze della produzione. Oggi che lo scenario è profondamente mutato e la serie B è stata in parte rimpiazzata dalle serie Tv e dal loro boom, al cinema si chiede altro; ma niente di questo altro rientra in quel che Un ragionevole dubbio è in grado di dare. È facile intuire come procederà la parabola dell’avvocato che non perde una causa e che ha sviluppato una corazza di egotico cinismo, costretto a sprofondare e a vivere il peggiore dei contrappassi per poter ritrovare se stesso. Un percorso prevedibile, destinato a essere risollevato dall’inventiva di alcune sequenze o da qualche exploit interpretativo, elementi che purtroppo latitano.

– “The Lego Movie”. Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l’esistenza. La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l’aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l’universo come lo conoscono. Dovrebbe essere il simbolo della mancanza di idee ad Hollywood un film sui Lego, in realtà è l’esatto contrario: un tripudio di trovate come non ne vediamo di frequente, portate avanti con una comicità molto intelligente che non usa solo la voce ma anche il "corpo" dei personaggi.

– “Snowpiercer”. In un futuro non lontano, la Terra conosce una nuova Era Glaciale. Gli ultimi sopravvissuti del genere umano vivono confinati in un treno rompighiaccio in grado di correre perpetuamente attraverso il globo. L’inventore di questa macchina perfetta, il misterioso Wilford, ha anche determinato un sistema sociale su cui si regge l’equilibrio della comunità che abita i vagoni del treno. In coda stanno i miserabili sfruttati che salirono a bordo gratis, verso la testa del treno vivono invece nei privilegi i passeggeri di prima classe. Ma la rivolta degli oppressi dalla coda del treno è oramai imminente e il suo leader, Curtis, attende solo il momento giusto per tentare l’ardimentosa presa della testa del convoglio.

– “La scuola più pazza del mondo”. La scuola elementare St. Claire apre le porte per un giorno alla visita degli aspiranti nuovi alunni. Tre piccole pesti, la piccola Mako, la vanitosa Miko e la secchiona Mutsuko, s’infilano nell’aula di scienze, chiusa per smantellamento imminente, e si divertono (letteralmente) sulla pelle del modello di anatomia, scarabocchiandolo e ignorandone allegramente i sentimenti. La notte, deciso a vendicarsi, con la complicità dell’amico Scheletro, il Signor Nudo (come lo chiamano le ragazzine) invita le tre ad una "danza macabra" con il proposito di spaventarle a morte. Ma, come piccoli supereroi armati di invincibile entusiasmo, snobismo e amore del gotico, le tre pesti non solo non mostrano paura, ma colgono al balzo l’occasione per un divertimento sfrenato.

– “Monuments Men”. Mentre le forze alleate stanno sferrando il loro attacco alla Germania lo storico dell’arte Frank Stokes ottiene l’autorizzazione da Roosevelt in persona per mettere insieme un gruppo di esperti che cerchi di recuperare le opera d’arte che Hitler ha fatto portare via e nascondere in previsione della costruzione del mastodontico Museo del Fuhrer. In caso di sconfitta del Reich l’ordine è di distruggerle. Si viene così a creare una compagnia formata da due storici e un esperto d’arte, un architetto, uno scultore, un mercante, un pilota britannico e un soldato ebreo tedesco per le traduzioni. Escluso il soldato i componenti del gruppo non hanno certo l’età dei combattenti ma la loro missione non è priva di pericoli.

– “American Hustle”. Abscam era il vero nome di un’operazione dell’FBI che negli anni ’70 incastrò alcuni membri del congresso con l’aiuto di una coppia di noti truffatori. Irving Rosenfeld che per anni aveva guadagnato promettendo a persone disperate cifre grosse in cambio di cifre piccole senza mai corrispondere nulla, fu incastrato assieme alla sua socia e compagna Sydney Prosser e costretto dall’agente Richie DiMaso ad aiutare l’FBI nell’organizzazione di una truffa ai danni di politici e mafiosi. Quello che nessuno aveva calcolato era però la devastante presenza della vera moglie di Irving, un ingestibile tornado di problemi. La storia che David O. Russell trae dalla sceneggiatura di Eric Singer rifiuta subito qualsiasi realismo storico in stile Argo e si getta a capofitto nel tunnel del grottesco, prediligendo l’uso sfarzesco ed esagerato di costumi d’epoca e parrucche (eccezionale quella totalmente implausibile di Jeremy Renner) per conferire ai suoi personaggi quell’aura di amabile vulnerabilità con cui è solito condirli per avvicinarli al pubblico. Dunque è senza proibirsi nessuna delle sue consuete ruffianerie che Russell ha realizzato forse il suo film più convincente. Su tutta la vicenda narrata aleggia l’ombra flebile di un conflitto tra i più comuni al cinema, ovvero il rapporto che la finzione instaura con la realtà (cosa implichi cioè per due individui l’essere uniti dal proporsi a oltranza per quello che non sono), si basasse realmente su questo però American hustle non avrebbe speranze di generare interesse, tanto è svogliata la trattazione dell’argomento. Nel dipanarsi e intrecciarsi dei rapporti tra i quattro protagonisti è infatti evidente che sono i piccoli momenti autentici in un mare di bugie quel che David O. Russell ama filmare e quindi i più sinceri da guardare.

– “Music Emotion”. Il concerto diretto da Daniel Harding unisce un caposaldo del repertorio romantico, il concerto di Brahms, all’opera rivoluzionaria che ha spalancato le porte dell’era moderna in musica: la Sagra della Primavera di Stravinskij, che ha appena compiuto 100 anni. La prima esecuzione del Concerto in re minore, il 22 gennaio 1859 a Hannover, con Brahms appena venticinquenne al pianoforte, naufragò nell’indifferenza e nell’incomprensione. Il celebre incipit è affidato alla sola orchestra che presenta un tema assertivo e drammatico prima dell’entrata del pianoforte, cui non sono richieste prove di virtuosismo spettacolare ma un’integrazione piena nel complesso discorso orchestrale: un deciso passo avanti rispetto al protagonismo solistico in voga fino ad allora. La sagra della primavera, che alla prima parigina nel 1913 suscitò una vera e propria rissa tra conservatori e progressisti, evoca i riti primaverili della Russia pagana, culminanti nel sacrificio di una fanciulla costretta a danzare fino alla morte. La partitura semplifica gli aspetti melodici e armonici a vantaggio di una straordinaria invenzione ritmica e coloristica, che costruisce un paesaggio sonoro “barbarico” assolutamente nuovo e ancora oggi impressionante.

– “Ghost in the shell”. Una nuova edizione di Ghost in the Shell di Mamoru Oshii che include nuova computer grafica ed effetti digitali per alcune scene e la riunione della maggior parte del cast per un nuovo suono in dolby 6.1. Nel 2029, il mondo è completamente informatizzato, gran parte degli individui che abitano il pianeta hanno impianti cibernetici o sono dei robot completi, e le varie nazioni sono ancora in lotta tra di loro. Il cyborg Motoko Kusanagi (membro della nona sezione di polizia) è intento a spiare un diplomatico estero impegnato nel tentativo di assumere un ingegnere per rimediare al bug del Progetto 2501. Ma la polizia irrompe nell’edificio e, di fronte al rifiuto dell’ufficiale estero di riconsegnare l’ingegnere, Kusanagi, provvista di mimetica termo-ottica, uccide il sequestratore e scompare senza lasciare traccia. Nella scena successiva, il capo della Sezione 9, Daisuke Aramaki, conversa con un ufficiale riguardo agli ingegneri in attesa di ricevere asilo politico. Lo sviluppo degli eventi si sposta quindi sull’elemento chiave del film, il misterioso Signore dei Pupazzi, un hacker dalle fattezze sconosciute responsabile dell’attacco al cervello cibernetico dell’interprete di un ministro del governo. Ma proprio grazie a questo attacco la Sezione 9 riesce a localizzarne il segnale d’origine. L’hacker fonte del segnale si rivela essere un netturbino che vuole rovinare la vita della ex-moglie per punirla di averlo lasciato e di avergli impedito di vedere sua figlia. Spiega anche, al suo compagno di lavoro, che è stato uno sconosciuto ad avergli insegnato come fare. Batou e Ishikawa (due membri della Sezione 9) arrivano al terminale di hacking troppo tardi ma, grazie alla fortuita collaborazione di un condomino della zona, individuano nel netturbino l’origine del problema. Colto in flagrante, quest’ultimo raggiunge la persona che l’aveva aiutato nell’operazione di hacking la quale, a sua volta, rifiuterà di farsi arrestare scaricando un intero caricatore di proiettili ad alta velocità sul camion dei rifiuti e sull’automobile di Batou. Dopo una lunga caccia nel mercato e nei quartieri di New Port City Kusanagi e Batou riescono ad arrestarlo. Si scopre che l’uomo ha subito a sua volta un hacking al cervello e, nonostante gli fosse chiara la missione da svolgere, non conosce la propria identità: è un’altra marionetta controllata dal Signore dei Pupazzi. L’interrogatorio del netturbino rende noto che anch’egli è stato vittima di una forte manipolazione mentale: gli era stata implementata una memoria fittizia poiché non sapeva realmente cosa stava facendo e non era nemmeno mai stato sposato. La trama proseguirà non senza avvincenti colpi di scena.

– “In solitario”. Yann Kermadec (François Cluzet) vede realizzarsi il suo sogno quando inaspettatamente viene chiamato a sostituire l’amico Franck Drevil (Guillaume Canet) alla partenza della Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario. E’ animato da un furioso desiderio di vincere ma, in piena gara, scopre a bordo la presenza di un giovane passeggero che rimetterà tutto in discussione…

– “Dallas Buyers Club”. Essenziale, divertente, tragico e doloroso…sono tanti gli aggettivi che possono essere usati per descrivere questa opera unica, che gioca con il lato emozionale dello spettatore sorprendendolo di volta in volta. E’ il nuovo film del regista canadese Jean-Marc Vallée, che dopo “C.R.A.Z.Y”, continua a parlare di argomenti socialmente importanti, denunciando il sistema. “Dallasy Buyers Club” è tratto dalla storia vera del texano Ron Woodroof, che negli anni ’80 è divenuto inconsapevolmente paladino dei diritti dei malati di AIDS contro il sistema delle aziende farmaceutiche che volevano imporre le loro direttive politiche e i loro interessi economici, in questo caso contro la Food and Drug Administration americana, a discapito della vera ricerca.

Paolo Ghisleni

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