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Flessibilità e occupazione Confindustria e sindacati cavalcano la “ripresina”

Flessibilità organizzative e gestionali, professionalizzazione dei lavoratori, tutela e stabilità occupazionale: sono questi i temi affrontati dal “Protocolo generale per lo sviluppo del territorio” ratificato lunedì 10 marzo da Confindustria Bergamo e dalle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil.

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Flessibilità organizzative e gestionali, professionalizzazione dei lavoratori, tutela e stabilità occupazionale: sono questi i temi affrontati dal “Protocollo generale per lo sviluppo del territorio” ratificato lunedì 10 marzo da Confindustria Bergamo e dalle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e finalizzato a supportare nel biennio 2014-2015 imprese e lavoratori operanti nella nostra provincia nel delicato e lento percorso di avvicinamento all’auspicata ripresa produttiva.

“Gli ultimi dati sulla produzione industriale parlano di un +1% di gennaio su dicembre e di un +1,4% sullo stesso periodo dello scorso anno – ha sottolineato il presidente di Confindustria Bergamo Ercole GalizziCerchiamo con questo accordo di cogliere e valorizzare al massimo questo momento di leggera ripresa che va consolidato. Il protocollo cerca di creare degli strumenti aggiuntivi a quelli già esistenti per massimizzare la crescita e cerca di farlo avendo come focus i giovani: Bergamo ha una disoccupazione giovanile tra i 15 e 24 anni al 25%, un dato sconosciuto per la nostra provincia. Vogliamo arrivare a combinare i due aspetti della crescita dell’occupazione giovanile e della flessibilità”.

Il confronto tra industriali e sindacati si è focalizzato su cinque capitoli che delineano a loro volta cinque linee di intervento che saranno tutte rese operative nel trimestre marzo-giugno 2014: iniziative che riguardano il supporto alla nuova occupazione giovanile con una prospettiva di stabilizzazione dei rapporti di lavoro che consentano di mediare la necessaria tutela dei lavoratori e le esigenze datoriali di flessibilità nei tempi e nei modi di esecuzione delle prestazioni; l’orientamento del Piano d’azione provinciale per le politiche attive anche alla valorizzazione del reinserimento al lavoro di personale a fine ciclo lavorativo in grado di trasmettere professionalità al personale di nuova assunzione; l’attivazione di un’iniziativa di welfare territoriale che sarà realizzata con il supporto dei Centri per l’Impiego della Provincia di Bergamo e finalizzata ad attenuare le situazioni di particolare disagio; programmazione di interventi di formazione continua adeguati alle specifiche esigenze delle imprese e dei lavoratori coinvolti dal ricorso ad ammortizzatori sociali; sensibilizzazione delle imprese sui rischi correlati al ricorso a procedure di appalto che dovessere coinvolgere appaltatori o subappaltatori inadeguati.

“Sono interventi che saranno tutti monitorati periodicamente – ha precisato Galizzi – per consentire eventuali adattamenti e verificare il conseguimento di risultati concreti. Il carattere sperimentale dell’accordo permette di farlo e di aggiustare in corsa ciò che non va. Un accordo volontario che lascia alle aziende la decisione di aderire o meno”.

“La sfida è quella della buona occupazione – ha aggiunto il segretario generale della Cisl di Bergamo Ferdinando Piccinini – I piccoli segnali di ripresa non sempre si traducono in occupazione: dobbiamo rendere operativi gli accordi ma questa firma pone una cornice importante. Si devono coniugare occupazione e flessibilità ma teniamo molto alla questione del welfare”.

Un concetto ribadito dal segretario della Cgil orobica Luigi Bresciani che ha posto l’attenzione sull’incentivo di rapporti di lavoro diretti con l’azienda e sulla ricerca della stabilizzazione del rapporto stesso.

“C’è tutto un lavoro che va fatto a livello nazionale – ha commentato il leader della Uil di Bergamo Marco Cicerone – Noi stiamo facendo tutto ciò che possiamo a livello territoriale. Siamo alla ricerca di flessibilità positiva e vogliamo che questo protocollo rappresenti un campanello per tutta l’economia bergamasca”.

Dal vice presidente di Confindustria Matteo Zanetti è arrivato il plauso a tutti gli attori coinvolti per l’unità e la sensibilità dimostrata con l’auspicio che l’accordo possa raggiungere e possa essere esteso anche ad altre associazioni.

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