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All’auditorium del liceo “Mascheroni” incontro con Carlo Sini

Il filosofo bolognese sarà il protagonista del nuovo incontro del corso di filosofia 2013/2014 organizzato dall’associazione Noesis. La serata, intitolata “Umanità planetaria e ragione futura”, si terrà martedì 11 marzo.

Sarà Carlo Sini il protagonista del nuovo appuntamento dell’edizione 2013/2014 del corso di filosofia organizzato dall’associazione Noesis. L’incontro, intitolato “Umanità planetaria e ragione futura”, si terrà martedì 11 marzo alle 20 nell’auditorium del liceo scientifico “Mascheroni” di Bergamo.

Relatore della serata sarà il filosofo bolognese, docente all’Institut International del Philosophie di Parigi e all’Accademia nazionale dei Lincei, che vanta una lunga esperienza di studi in ambito filosofico. Carlo Sini, nato a Bologna il 6 dicembre 1933, ha studiato all’Università degli studi di Milano con Giovanni Emanuele Barié ed Enzo Paci, con il quale si è laureato in Filosofia, diventandone in seguito assistente.

Dopo aver conseguito la libera docenza in Filosofia teoretica, ha insegnato Filosofia della storia e Storia della filosofia presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Nel 1976 è stato chiamato a ricoprire la cattedra di Filosofia teoretica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, dove ha anche svolto per un triennio la funzione di Preside di Facoltà. Membro per molti anni del Collegium Phaenomenologicum di Perugia, del Direttivo Nazionale della Società Filosofica Italiana e dell’Institut International de Philosophie di Parigi, è socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Istituto lombardo di scienze e lettere e dell’Archivio Husserl di Lovanio. Insignito nel 1985 per una sua opera del Premio della Presidenza del Consiglio dello Stato italiano, ha ricevuto nel 2002 la Croce d’onore di I Classe per la Scienza e l’Arte dallo Stato austriaco. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze negli Stati Uniti, in Canada, Argentina, Spagna, Svizzera e altri paesi europei. Ha collaborato per oltre un decennio alle pagine culturali del Corriere della Sera e collabora tuttora con la Rai, con la Radiotelevisione svizzera, con vari settimanali e testate giornalistiche.

Sini è stato tra i primi a introdurre all’attenzione del pubblico italiano l’importanza dell’opera di Charles Sanders Peirce, e ha proposto un filone di ricerca sulla convergenza teoretica dei percorsi filosofici di Peirce e Heidegger sul filo dell’ermeneutica benché la sua formazione didattica fosse di orientamento prevalentemente fenomenologico. La sua proposta teoretica si è in seguito concentrata sul tema della scrittura e sulla centralità dell’alfabeto greco come forma logica del pensiero occidentale.

In particolare, in Figure dell’enciclopedia filosofica, Sini rende conto della radicalità del gesto istitutivo platonico e della nascita della filosofia in modo da illuminare la genealogia della nostra civiltà e le figure del suo destino. Questa pubblicazione si misura con nodi problematici e profondi della nostra cultura. Viene mostrata la verità del gesto filosofico di Platone nel tratto tecnologico della parola alfabetica che trasforma la relazione al mondo in "cosità". La pratica del concetto, infatti, in-forma il paradigma dell’oggettività e traduce le “sterminate antichità” dell’umano all’interno dell’ambito cronotopico della visione logica elaborata dalla scansione alfabetica del mondo (con la conseguente nascita del tempo e del sapere storico). All’educazione mitologica dell’uomo si sostituisce l’educazione psichica dell’anima nella rimozione delle qualità sensibili della vita vissuta. Prima operazione di ingegneria genetica che comporta sia la nascita del soggetto morale nella paideia del bio-politico (come Nietzsche aveva intuito) sia il conseguente destino nichilista rivelato dall’epoca contemporanea intesa come “epoca del disincanto”, secondo la nota definizione di Max Weber. Ma l’intreccio, che dalla preistoria conduce ai nostri giorni, rinvia al desiderio e all’iscrizione originaria che danza nelle figure della sessualità e della morte. La soglia così dischiusa, annunciata dalla verità analogica dell’evento mimato nella generazione, transita il movente desiderante nel “desiderio di vita eterna”. Platone e la logica disgiuntiva hegeliana rappresentano i due poli più rilevanti di questa consapevolezza lancinante. Addirittura, tutta la filosofia platonica è probabilmente da pensare come la domanda più alta e profonda che sia mai stata posta alla sapienza dionisiaca. E così, dagli ominidi alla società dell’informazione (sul filo delle pratiche che ne circoscrivono le traiettorie) la trama del senso transita dai “signa” ai “segni”, disegnando le coordinate del nostro tempo e il predominio della visione scientifica e delle sue figure che dileguano la consistenza oggettuale dell’oggettività, profilando nel rituale pubblico del potere finanziario, e nella conseguente imposizione dell’universalità oggettiva, un paradosso costitutivo che nasconde nuove e positive opportunità ancora tutte da scoprire (e attualmente mascherate dalla deleteria mercificazione imperante). Delineando nuove occasioni di senso, le Figure dell’enciclopedia invitano a “sognare più vero”, vale a dire ad abitare la conoscenza filosofica nell’esercizio dell’evento del significato nella concretezza delle sue pratiche. Ethos di una nuova scrittura della soggezione del mortale al desiderio, nell’apertura al transito della vita eterna.

La partecipazione all’incontro è libera ed è richiesta la prenotazione. Per avere ulteriori informazioni e per prenotarsi è possibile contattare l’associazione Noesis inviando un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica info@noesis-bg.it

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