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Arriva un bimbo Cosa pensa il cane? I rischi della convivenza

L'arrivo in casa di un bambino cambia l'ambiente domestico intorno ai nostri amici a quattro zampe: vediamo quali possono essere i rischi e quali invece i vantaggi della convivenza.

Agli occhi del cane, il bambino non è solo un “piccolo essere umano”. Gli odori, i suoni e i movimenti che caratterizzano i bambini sono completamente differenti da quelli di un adulto e cambiano continuamente con la crescita.

Con l’arrivo di un bimbo l’ambiente domestico sarà invaso da odori nuovi che probabilmente prima l’amico a quattro zampe non aveva mai sentito: quello del bambino e di tutti i prodotti utilizzati per lui, l’odore dei pannolini, delle pappe delle creme ecc. Tutti questi stimoli olfattivi sono molto forti e tendono a coprire e invadere quelli che prima “dominavano” in casa.

E poi c’è l’interazione fisica. Con il passare dei mesi migliora l’attività motoria del bambino che inizia a gattonare, ad avvicinarsi al cane e a cercare di interagire con lui anche tirandogli il pelo, le orecchie o la coda. Questo potrebbe indurre dolore e stress nell’amico a quattro zampe che cercherà di sottrarsi al contatto.

Il cane viene quindi esposto a nuovi comportamenti messi in atto dal bambino che sono spesso del tutto imprevisti da parte sua, come per esempio il tentare di prendere in bocca la zampa del cane. Il bambino infatti, come sappiamo, nella fase di esplorazione, tende a mettere tutto in bocca, un po’ come fa il cucciolo che tende a esplorare il mondo con la bocca, masticando e mordicchiando.

Per aiutare il cane e il bambino ad interagire correttamente, è necessaria una costante supervisione dei genitori nel momento in cui si trovano insieme. I bambini possono cercare di cavalcare il cane, oppure possono arrivare a giocare con il cibo dell’amico a quattro zampe, assaggiarlo, nasconderlo e possono disturbare il cane mentre dorme. Tutte situazioni potenzialmente a rischio elevato: il cane, soprattutto se agitato o spaventato, può arrivare a reagire in modo aggressivo o comunque fare del male pur senza cattive intenzioni, vista la delicatezza della pelle del bambino.

Altre volte, invece, il cane vede nel bambino un “animale” da proteggere e difendere, per questo spesso si vedono quattro zampe che tendono a proteggere il bambino da estranei o adulti in generale.

Quando il bambino arriva ai cinque anni di età, entra nella cosiddetta fase dei giochi sociali e inizia a vedere il cane come un compagno di divertimenti. In questa fase la sorveglianza dei genitori diminuisce, mentre sarebbe bene che il controllo rimanesse costante sulle interazioni bambino-cane.

Tutto ciò premesso al fine di assicurare la massima sicurezza, secondo gli esperti, la presenza di un cane è utile per lo sviluppo del bambino, che viene responsabilizzato e trova in esso un compagno di giochi molto stimolante per l’apprendimento. Gli animali possono influenzarne il senso di sicurezza, la percezione di sé, l’autostima, lo sviluppo cognitivo e del linguaggio e l’intelligenza emozionale. Il cane inoltre offre un’incondizionata accettazione a differenza di ciò che si verifica nelle relazioni  interpersonali. Non a caso, l’amico a quattro zampe viene utilizzato nei programmi di Pet therapy indirizzati a bambini.

In collaborazione con Il Rifugio del cane di Seriate

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Commenti

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  1. Scritto da michele

    Il commento di Carlo è del tutto fuori luogo. Ho cane e bambini, mi sembra che l’articolo sia equilibrato e di buon senso. Ovvio prima i bambini ma occorre vigilanza ed attenzione affinchè la convivenza con un animale (è sempre un animale) non arrechi danni al bambino. Che c’entra prima il cane ?

  2. Scritto da carlo

    chiaramente prima bisogna preoccuparsi del cane,i bambini dopo

    1. Scritto da Cris

      Che commento senza senso!