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“Allacciate le cinture” in sala torna Ozpetek pronto a spiazzare tutti

Arriva nelle sale l'atteso film di Ferzano Ozpetek dal titolo "Allacciate le cinture". Una commedia che non convince a pieno la nostra critica Paola Suardi: "Verrebbe da dire “Ferzan, ripigliati!”, ma più forte risuona l’interrogativo sul titolo: perchè‘Allacciate le cinture’? Forse perché la vita è un otto volante?".

Titolo: Allacciate le cinture;

Regia: Ferzan Ozpetek;

Genere: Commedia;

Durata: 110 minuti;

Cast: con Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano, Francesco Scianna, Carolina Crescentini.

Voto: 5 -;

Attualmente in visione: Cinema Capitol

 

Elena è bella (molto bella), intraprendente, equilibrata, sicura di sé, di buona famiglia. Antonio è bello (molto manzo), sensuale, passionale, ignorante, proletario. Intorno a loro, a Lecce, ci sono gli amici, il clan affettuosamente pettegolo e intimo che piace ritrarre a Ozpetek.

Gli opposti si attraggono, si amano, si sposano. Tredici anni e due figli dopo Elena si ammala di cancro, Antonio è sconvolto e ritrova la passione per lei. Elena soffre, perde i capelli e anche la speranza, quando il dolore giunge al culmine tornano al mare, dove avevano fatto l’amore la prima volta, e la pellicola si riavvolge, ci riporta inaspettatamente all’inizio della loro storia e ci strappa un sorriso. Insomma, questa volta l’agrodolce di Ozpetek parte come un fotoromanzo, imbocca la via del melodramma e poi la butta in commedia pur di finirla lì. O almeno così sembra. Sempre bella la fotografia, arguti i ritratti dei singoli personaggi, bravi gli interpreti (bravissima la Smutniak), ma tutto sembra decorativo -dalla pioggia iniziale alle occhiaia, dal mare ai tatuaggi- come quando si tende a rivestire più che ad arredare con personalità una stanza vuota.

Dietro ai personaggi più caratterizzati fanno capolino le macchiette, nei gesti e negli sguardi intensi affiora il ridicolo, ovunque aleggia un po’ di banalità. Niente a che vedere con l’intelligente ironia de “Le fate ignoranti”, il pensoso umorismo di “Mine vaganti”, in cui la commedia e il sorriso, un soggetto creativo e una sceneggiatura robusta sono stati per il regista lo strumento più lieve ed efficace per far riflettere su alcuni mutamenti relazionali, famigliari, in una parola sociali. Verrebbe da dire “Ferzan, ripigliati!”, ma più forte risuona l’interrogativo sul titolo: perchè‘Allacciate le cinture’?

Forse perché la vita è un otto volante?

Ma no, per non cadere dalla poltrona dal ridere quando Antonio trangugia tutto d’un fiato un bicchiere di birra fissando intensamente Elena e lei perde la testa, lascia il posto di lavoro e lo rincorre in strada spinta da un irrefrenabile desiderio… The power of beer!

Commenti

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  1. Scritto da Gaetano Moraca

    Finalmente è tornato il vecchio Ozpeteck! Ecco perché: http://minuscolospaziovitale.blogspot.it/2014/03/allacciate-le-cinture-torna-il-vecchio-ozpetek.html