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Sette primari, maestri della medicina, premiati a Bergamo

Tiziano Barbui, Valentino Cassinari, Ugo Felci, Giorgio Invernizzi, Giuseppe Locatelli, Mario Maritano e Antonio Mazzoni: sette primari doc, oggi in pensione, verranno premiati martedì 11 marzo (alle 20.30 al Centro congressi di Bergamo) dall'assessore regionale Mario Mantovani. Sono i primari emeriti dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

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Sette primari doc, oggi in pensione, verranno premiati martedì 11 marzo (alle 20.30 al Centro congressi di Bergamo) dall’assessore regionale Mario Mantovani. Sono i primari emeriti dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Sono: Tiziano Barbui, Valentino Cassinari, Ugo Felci, Giorgio Invernizzi, Giuseppe Locatelli, Mario Maritano e Antonio Mazzoni.

Sette nomi entrati nella storia dell’Ospedale di Bergamo, che hanno permesso al nosocomio cittadino negli anni ’80 e ’90 di raggiungere importanti traguardi nel campo della medicina, che si sono dimostrati decisivi per lo sviluppo e la crescita di quello che oggi si chiama Ospedale Papa Giovanni XXIII e che allora erano i Riuniti di Bergamo.

Sette maestri della medicina che si sono distinti nella ricerca, nella formazione e nella capacità di fare squadra, e che hanno ancora molto da insegnare ai più giovani e a tutta l’azienda ospedaliera orobica.

Tiziano Barbui (nato a Gruaro in provincia di Venezia il 17.11.1938) , ematologo, ha fondato nel 1981 il reparto di Ematologia dell’ospedale di Bergamo, che ha guidato fino al 2005. È stato responsabile del Dipartimento onco-ematologico degli Ospedali Riuniti di Bergamo dal 1998 al 2008, quando, dopo la pensione, è stato nominato Direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore di Bergamo. Nel corso della sua lunga carriera ha ampliato le conoscenze nel campo delle malattie ematologiche che portano alle trombosi e in quello della cura delle malattie mieloproliferative croniche. Attualmente è tra i Top Italian Scientists, cioè tra i ricercatori italiani più citati nel mondo.

Valentino Cassinari (nato a Trieste il 24.9.1926) , neurochirurgo, è conosciuto in tutto il mondo anche per aver dato il nome a un’importante arteria del cervello, quella di Cassinari – Bernasconi. È arrivato a Bergamo nel 1964 come primario del reparto di Neurochirurgia dopo aver lavorato come assistente di ruolo all’Ospedale Maggiore di Milano. È il fondatore della neurochirurgia bergamasca e della prima terapia intensiva dei Riuniti. Nel 1945 ha militato nelle formazioni partigiane di Trieste, esperienza che gli è valsa il riconoscimento di “Patriota”. È andato in pensione nel 1993.

Ugo Felci (nato a Borgo Val di Taro in provincia di Parma il 19.10.1927) , radioterapista, è arrivato a Bergamo nel 1969 con la carica di primario dell’allora Istituto di Radioterapia e medicina nucleare dall’Università di Milano, dove prestava servizio come assistente alla cattedra di Radiologia. Promotore del Centro di Senologia, riuscì a dotare l’ospedale di apparecchiature all’avanguardia, e comprese tra i primi l’importanza delle associazioni di pazienti e degli stakeholders cittadini. E’ andato in pensione nel 1996.

Giorgio Invernizzi (nato a Bergamo, il 6.8.1924) , cardiologo, ha cominciato a lavorare all’Ospedale di Bergamo nel 1953 diventando poi nel 1970 primario dell’allora divisione di Cardiologia, carica che ha mantenuto fino alla pensione, arrivata alla fine del dicembre 1993. Con Lucio Parenzan portò la medicina cardiovascolare ai vertici internazionali.

Giuseppe Locatelli (nato a Corna Imagna il 28.3.1940) , chirurgo, è stato primario della Chirurgia pediatrica degli Ospedali Riuniti dal 1979 al 2007 e pioniere dei trapianti di rene. Allievo di Lucio Parenzan, è stato primo operatore in oltre 30 mila interventi chirurgici e in oltre 380 interventi di cardiochirurgia. Per i traguardi raggiunti, nel 2009 l’azienda ospedaliera di Bergamo l’ha premiato con il bisturi d’oro. È stato Presidente e fondatore dell’ABIO (Associazione Bambino in Ospedale) e Fondatore e membro del Comitato Volontario per il nuovo Dipartimento di Pediatria (Onlus), che ha portato alla realizzazione del reparto di Terapia intensiva pediatrica e del Day Hospital Pediatrico e all’acquisto di apparecchiature mediche. È Fondatore e Presidente di Casa Eleonora (onlus), casa di accoglienza per famiglie disagiate con bambini ricoverati all’Ospedale di Bergamo per gravi patologie.

Mario Maritano, anestesista-rianimatore, è arrivato a Bergamo alla fine degli anni ‘60. È stato tra i principali promotori della donazione degli organi a Bergamo, oggi tra le città più virtuose d’Italia in questo campo, e tra i primi a comprendere l’importanza delle cure palliative. Nel 1982 si è trasferito all’Ospedale “Le Molinette” di Torino, dove ha concluso la sua carriera.

Antonio Mazzoni (nato a Milano il 14.6.1937) , otorinolaringoiatra, ha lavorato dal ’62 al ‘64 nel reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Mariano Comense come assistente, dove si occupava soprattutto dell’assistenza post-operatoria dei pazienti. Dal ’65 al ’78 ha lavorato nella divisione di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale S. Anna di Ferrara, per poi trasferirsi all’Ospedale di Bergamo con l’incarico di primario della divisione di Otorinolaringoiatria, che ha diretto fino al gennaio 2004, quando è andato in pensione. E’ stato il pioniere in Italia della Microchirurgia della base cranica. I criteri per l’assegnazione, decisa dal Collegio di Direzione su proposta di una commissione, sono molto rigidi: essere stati primari all’Ospedale di Bergamo per almeno 5 anni, non essere ancora in attività in altre strutture del Servizio Sanitario Nazionale, avere un curriculum professionale di rilievo e aver creato una scuola di allievi di valore per metodi di approccio al malato e alle malattie.

La nomina consente ai primari emeriti di aver accesso all’ospedale per affiancare sul campo i clinici.

La serata sarà un viaggio nel passato dell’Ospedale di Bergamo, con immagini e documenti storici, che racconteranno i tanti traguardi raggiunti nei 500 anni storia di un’istituzione oggi conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo, anche grazie al contributo dato da questi maestri. “Non si tratta di un’operazione nostalgia, ma di un’occasione per mettere in luce le nostre radici – ha spiegato Carlo Nicora , direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Vogliamo indicare ai giovani quale è il DNA di questo ospedale e offrire loro dei maestri, a cui chiediamo con questa nomina di continuare a dare il loro contributo scientifico e di esperienza ”. Nel corso della serata un momento speciale verrà riservato al cardiochirurgo Lucio Parenzan e a Francesco Vaccari, già primario di Medicina degli Ospedali Riuniti di Bergamo, entrambi scomparsi prima di poter consegnare loro la nomina a primario emerito. La serata è ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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