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Nano e avanzati i materiali protagonisti allo stage per insegnanti

L’iniziativa dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo ha avuto l’obiettivo di far conoscere le realtà produttive locali e le nuove figure professionali richieste.

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C’è il grafene, costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo), duro quanto il diamante, oggetto di numerosi progetti di ricerca, c’è il legno liquido, sostituto dei polimeri termoplastici ad alto impatto ambientale, ottenuto da lignina, cellulosa e fibre di lino, canapa o altre piante, con l’aggiunta di additivi naturali. Ci sono i nanotubi di carbonio, passo concreto verso l’elettronica del futuro.

Ci sono le innumerevoli applicazioni delle nanotecnologie per potenziare le prestazioni dei materiali nei più svariati ambiti: dalla medicina all’elettronica, dall’energia all’ambiente ai processi produttivi. Insomma, il futuro è già qui, e molto ancora si profila all’orizzonte. L’Italia, peraltro, vanta un buon numero di aziende sulla frontiera tecnologica, sostenute da enti di ricerca di prestigio, come l’Ispra, l’Enea, il Cnr, e Bergamo primeggia nell’applicazione dei materiali avanzati, grazie alle sue industrie fortemente orientate all’esportazione e in cerca di sempre maggiore competitività.

E’ un mondo tutt’altro che ripiegato su se stesso quello delineato durante lo stage rivolto a una cinquantina di docenti degli istituti secondari di I e II grado di Bergamo e provincia, in particolar modo ai referenti per l’orientamento, organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo con l’obiettivo di creare un’occasione di conoscenza diretta delle realtà produttive locali e di incontro e confronto con il management aziendale, con un focus particolare sulle nuove figure professionali richieste.

I docenti hanno incontrato nella sede i.lab, il centro di ricerca e innovazione di Italcementi, attivo al Kilometro Rosso, il vice-direttore innovazione di Italcementi Enrico Scalchi, che ha fatto il punto sui nuovi materiali in campo edile e non, ed hanno poi visitato, nel corso della settimana, Lamiflexgroup, TenarisDalmine e Carvico.

Le conclusioni sono state tirate durante il dibattito nella sede di Confindustria Bergamo sui materiali avanzati e i nano materiali, di cui ha parlato Mauro Sampellegrini, dell’area innovazione tecnologica di Confindustria Bergamo, e sulla quarta rivoluzione industriale, delineata da Stefano Ierace, responsabile operativo del Consorzio Intellimech, che sta cambiando integralmente la vecchia fabbrica, grazie alle macchine che comunicano e interagiscono.

La Commissione Europea, ha spiegato Mauro Sampellegrini, ha lanciato una nuova strategia per la diffusione e lo sviluppo del mercato delle tecnologie chiave abilitanti (KETs), che include micro e nanoelettronica, materiali tecnologicamente avanzati, biotecnologie industriali, fotonica, nanotecnologie e sistemi avanzati di produzione su cui verranno concentrati sforzi e investimenti per sostenere la ricerca di base e applicata. Riuscire ad intercettare queste risorse per favorire l’innovazione delle imprese bergamasche sarà uno degli obiettivi principali dell’associazione. “Non è certo possibile ignorare la crisi in cui ci stiamo dibattendo – ha rilevato il direttore generale di Confindustria Bergamo Guido Venturini durante il dibattito a cui ha partecipato anche la dirigente scolastica Patrizia Graziani, a capo dell’Ufficio X ambito territoriale di Bergamo – ma è anche importante capire che la crisi non è uguale dappertutto: Asia e Stati Uniti, pur fra alti e bassi, ne sono già usciti, l’Africa è la nuova frontiera”.

La scelta degli Stati Uniti, che puntano a riportare entro confine la manifattura, conferma l’importanza dell’industria, motore del sistema economico. “E Bergamo, in questo contesto – ha concluso – ha un posizionamento straordinario. In questi anni le imprese hanno cambiato pelle, la maggior parte degli imprenditori ha scelto di innovare e mettersi ancora in gioco, scacciando le tentazioni difensiviste e attendiste”.

Rossana Pecchi

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