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Luigi Bresciani confermato segretario della Cgil: “E ora sotto col lavoro”

Il segretario provinciale è stato rieletto con 69 voti favorevoli sui 79 votanti del nuovo comitato direttivo: “Questo voto per l’elezione del segretario generale e quello sul Documento politico vengono letti da me con un significato politico preciso: l’astensione della FIOM-CGIL è un atto politico importante, apprezzato”.

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“Grazie a tutti, anche a chi ha votato contro. Questo è un Comitato Direttivo di grande qualità. Mi aspetto grandi discussioni, anche vivaci. Buon lavoro, ce n’è tanto davanti a noi”: così Luigi Bresciani, appena rieletto segretario generale provinciale della CGIL di Bergamo, con 69 voti favorevoli sui 79 votanti (7 i contrari e 3 le astensioni) del nuovo Comitato Direttivo, ha chiuso i lavori del VII Congresso della CGIL di Bergamo. “Questo voto per l’elezione del segretario generale e quello sul Documento politico vengono letti da me con un significato politico preciso: l’astensione della FIOM-CGIL è un atto politico importante, apprezzato”.

Poco prima dell’elezione di Bresciani era stato votato il nuovo Comitato Direttivo della CGIL provinciale (composto da 87 persone, 81 delle quali a sostegno del Documento congressuale n.1, prima firmataria Susanna Camusso, e 6 per il Documento n. 2, primo firmatario Giorgio Cremaschi. In allegato, la lista con i nomi).

Nel corso della mattinata sono intervenuti: Sara Modora dell’Associazione Aiuto Donna, Marcello Bertazzoni della SLC-CGIL, Elisabetta Martinelli della FIOM-CGIL, Sonia Agostinelli dello SPI-CGIL, Eugenio Borella della FIOM-CGIL, Ciro Indellicati della FLC-CGIL, Eliana Como della FIOM-CGIL, Valentina Cappelletti della FILCTEM-CGIL, Roberto Rossi della FP-CGIL, Mauro Giorgio della FIOM-CGIL e Luciana Fratus della FILLEA-CGIL e della Camera del Lavoro. Non ha, invece, partecipato Stefano Paleari, rettore dell’Università di Bergamo, a causa di un lutto.

Con un minuto di silenzio, la platea congressuale della CGIL ha voluto ricordare il lavoratore di 56 anni, residente a Brignano, morto giovedì dopo un infortunio in un cantiere di Soncino, ma anche tutti gli altri lavoratori che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro e per le vittime di violenza. Prima del voto degli Ordini del Giorno, degli emendamenti ai Documenti congressuali e del Documento politico del Congresso territoriale, ha preso la parola per le conclusioni del dibattito il segretario generale della CGIL Lombardia, Nino Baseotto: “Nel Congresso celebrato quattro anni fa c’era la speranza che ci saremmo trovati a celebrare quello attuale con una situazione economica migliore. Non è stato così. È un inganno quello di chi dice che la ripresa è iniziata. Perché c’è ripresa solo se c’è occupazione, se c’è lavoro”. Rispetto alla crisi Baseotto ha sottolineato come essa “stia generando un approccio, un’idea del lavoro che non è quella che abbiamo conosciuto noi e quelli che hanno lavorato prima di noi. Oggi la precarietà è vista come una condizione accettabile, di fronte al rischio della mancanza di occupazione”. Brevemente il leader regionale è tornato anche sulla questione previdenziale: “Il tema delle pensioni è da riproporre con forza all’attenzione del nuovo Governo. Per la CGIL non è un tema chiuso”. E a proposito di ciò che il sindacato chiederà al nuovo Governo, ha aggiunto: “La CGIL ha avanzato tante proposte, ha svolto diverse mobilitazioni, scioperi generali nazionali compresi. Abbiamo proposto il nostro Piano del lavoro (anche con le idee su dove recuperare le risorse per metterlo in pratica). Di questo discuteremo col nuovo Governo, un esecutivo che è arrivato seguendo modalità che non mi sono piaciute, ma che oggi è stato caricato di attese di cambiamento diffuse. La prima domanda che porremo al Governo, già domenica, quando lo incontreremo, sarà: dove pensate di andare a prendere i soldi per compiere quanto promettete? Il sospetto che ci viene è che si torni a pensare ai tagli, visto che in questo Paese sembra un tabù parlare di tassare grandi patrimoni e grandi rendite (a differenza di quello che succede in tutta Europa). E in quel caso sappiamo dove si rischia di finire, in una storia già vista, coinvolgendo i soliti noti”.

Sul dibattito, anche molto acceso, all’interno della CGIL tra sostenitori dei due diversi Documenti congressuali, Baseotto ha concluso sancendo la “pari dignità di tutte le categorie e la necessità di solidarietà tra le categorie. Non c’è in CGIL una sola donna al comando, la CGIL non è lo scontro tra Camusso e Landini. Questo fa solo male alla CGIL. Due cose, durante le assemblee congressuali, ci hanno chiesto i nostri iscritti: una CGIL unita al suo interno e soluzioni concrete che diano risposte ai loro problemi”.

Il Documento politico del Congresso Territoriale della Camera del Lavoro di Bergamo, è stato approvato con 171 voti favorevoli. I voti contrati sono stati 18, gli astenuti 23.

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Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Anche se l’apparenza è quella di una scelta democratica, non si tratta di una libera scelta dei lavoratori e dei delegati con diritto di voto, ma dell’ennesima vittoria del PD sulla CGIL, partito al quale Bresciani è legato mani e piedi.

  2. Scritto da fringuello

    A qualcuno serve vendere l’immagine dell’operaio border line, per giustificare l’illegitimità modello Mollah, erezioni divina!

  3. Scritto da jill

    Cambiamento nella continuita, “riconfermato” linguaggio – democrazia guidata: agli antipodi di Renzi e il corso delle primarie…poi la Signora Segretaria cgil si permette di ironizzare su Renzi. Il colmo…

  4. Scritto da lotty

    Avrei preferito un cambiamento.