BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Il violinista del diavolo”: Paganini, un po’ rockstar e un poco Faust

Nel film di Bernard Rose un giovane Paganini (interpretato dal violinista David Garret) non ascoltato e considerato dal grande pubblico, spinto dalla sua immensa ambizione sigla un patto con il mefistofelico signor Urbani (Jared Harris), patto che gli garantirà fama e notorietà.

Titolo: Il Violinista del Diavolo

Regia: Bernard Rose

Genere: Drammatico

Durata: 122 minuti

Attori: David Garrett, Jared Harris, Andrea Deck, Joely Richardson, Veronica Ferres, Olivia D’Abo, Helmut Berger

Voto: 7

Attualmente in visione: Capitol Multisala

Intorno alla misteriosa e complessa figura di Niccolò Paganini, violinista virtuoso attivo verso la fine del ’700, sono nate diverse leggende e dicerie per giustificare la sua abilità nel padroneggiare il suo strumento musicale.

Oltre a chi ipotizzò che il maestro Paganini fosse affetto da una sindrome marfanoide, “grazie” alla quale avesse dita più lunghe e mobili del normale, altri iniziarono credere che questo artista avesse donato la sua anima al diavolo in cambio del suo eccezionale virtuosismo.

“Il Violinista del Diavolo” racconta la storia di un giovane Paganini (interpretato dal violinista David Garret, che ha suonato anche per la colonna sonora di questo film) non ascoltato e considerato dal grande pubblico, che spinto dalla sua immensa ambizione sigla un patto con il mefistofelico signor Urbani (Jared Harris), patto che gli garantirà fama e notorietà.

Molti storceranno il naso rispetto all’ennesimo film che stravolge la storia di un grande artista italiano, ma la pellicola di Bernard Rose risulta per molti aspetti interessante.

“Il Violinista del Diavolo” è, infatti, zeppo di citazioni del Faust di Goethe, e sembra basato più su questa opera letteraria che sulla vita del maestro genovese. Le parole che il diabolico Urbani pronuncia sono le stesse usate da Mefistofele, e molti episodi della vita di Niccolò Paganini sono simili a quelli che deve affrontare Faust (sedurre un’innocente, finire in prigione ed essere liberato dal diavolo).

Il regista Bernard Rose (già impegnato in altri film sulla musica come Amata Immortale, che racconta della vita e degli amori di Ludwig Van Beethoven) si concentra sull’ambizione che da sempre muove e consuma gli uomini, specialmente i grandi artisti.

Nel suo film, infatti, Paganini è presentato come una rock star confinata nel diciottesimo secolo, un artista maledetto, che abusa di droghe e medicinali, dipendente dal gioco d’azzardo e che in tournée prenota l’intero piano di un albergo.

La Musica, in questa pellicola, non ricopre un ruolo secondario, ma anzi si ritaglia larghi spazi.

Durante tutto il film diversi riadattamenti dei Capricci e dei Concerti di Paganini portano lo spettatore a conoscenza della vita di un artista che afferma: “Vivo attraverso la musica; tutto ciò che sento, che sono, che voglio essere, lo metto nella musica”.

“Il Violinista del Diavolo” non deluderà chi ancora oggi ammira e ascolta i virtuosismi di Niccolò Paganini, un artista che costruì la sua fama sulle voci che giravano sul suo conto, che decise di interpretare un personaggio, tenebroso e affascinante, per far parlare di sé.

Il film di Bernard Rose risulta intrigante, unico e inimitabile, d’altronde, “Paganini non si ripete”, neanche al cinema.

Francesco Parisini

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da francesca

    Film da 10 e lode. Il duetto fra la giovane e Paganini raggiunge l’armonia l’animus e l’anima si fondano nella bellezza della musica.

  2. Scritto da Eugenio

    Paganini è nato nel 1782, la sua carriera è tutta nella prima metà dell’Ottocento… non prima. David Garrett è un grande virtuoso che per estrosità gli somiglia :-)