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Cgil verso il congresso: a Bergamo 1.008 assemblee con 29mila votanti

In vista del congresso provinciale del 6 e 7 marzo al Collegio Sant'Alessandro la Cgil di Bergamo ha diffuso i dati sul percorso di avvicinamento: 1.008 assemblee congressuali di base, territoriali e nei luoghi di lavoro nelle quali hanno votato 29.578 lavoratori e pensionati.

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La Cgil di Bergamo ha concluso il suo lungo percorso di avvicinamento al settimo congresso provinciale che svolgerà giovedì 6 e venerdì 7 marzo all’auditorium del Collegio Sant’Alessandro: a partire da metà gennaio sono state svolte 1.008 assemblee congressuali di base, territoriali e nei luoghi di lavoro nelle quali hanno votato 29.578 lavoratori e pensionati.

La Cgil si presenta all’appuntamento congressuale con due Documenti: il primo, dal titolo "Il lavoro decide il futuro", vede come prima firmataria Susanna Camusso ed è stato sottoscritto da tutti i componenti del direttivo ad eccezione di Giorgio Cremaschi che ha sottoscritto come primo firmatario insieme ad altri cinque componenti un secondo documento dal titolo "Il sindacato è un’altra cosa". A Bergamo il documento 1 ha ottenuto 26.933 preferenze, pari al 92,6%, mentre il secondo ne ha raccolte 2.151, pari al 7,4%. 494, invece, le schede bianche o nulle. I delegati attesi all’appuntamento congressuale sono 246, di cui 228 a supporto del primo documento e 18 a supporto del secondo.

"Le preferenze raccolte dal secondo documento – hanno fatto notare il segretario generale della Cgil di Bergamo Luigi Bresciani e il segretario organizzativo Giuseppe Mascioli – sono di provenienza Fiom: in Same, in particolare, c’è stato un vero e proprio plebiscito mentre in Brembo si è arrivati al 40% circa".

La speranza espressa dal segretario Bresciani è che al Congresso provinciale la discussione verta soprattutto su quanto da fare sul territorio, superando divisioni interne: dalle assemblee, infatti, sono emerse due problematiche trasversali a tutte le categorie, quella delle pensioni e quella riguardante le politiche del lavoro.

"Sulle pensioni – argomenta Bresciani – dovremo risolvere la questione degli esodati e affrontare il nodo dei lavoratori precoci che possono andare in pensione dopo 42 anni di lavoro ma che poi vengono penalizzati fino al raggiungimento del 62esimo anno d’età; per quanto riguarda il lavoro, invece, ci si divide tra chi ha paura di perdere il posto, chi l’ha già perso e chi invece ha un familiare in condizioni simili. A livello territoriale vogliamo dire a Confindustria e Imprese e Territorio che ci sta bene un accordo sulla flessibilità ma deve essere collegata ad una stabilizzazione dei posti di lavoro, a una crescita occupazione e a rapporti di lavoro in capo all’azienda. Con questo percorso ci possiamo stare ma oltre agli accordi servono anche investimenti e quindi servono politiche industriali mirate, un ampio ragionamento sul manifatturiero e la modifica del patto di stabilità per ridare respiro all’edilizia".

Tutte questioni che il segretario generale della Cgil orobica tratterà nella sua relazione di apertura del Congresso, seguita poi dagli interventi del segretario organizzativo Giuseppe Mascioli, del responsabile del servizio di segretariato sociale Annalisa Colombo, del responsabile Toolbox Cgil Marco Toscano e dal responsabile dell’Ufficio Studi Orazio Amboni.

"Il Congresso – conclude Bresciani – si svolge in un clima di grande sofferenza e arrabbiatura da parte di lavoratori e pensionati e la nostra organizzazione svolge anche una funzione di contenimento di una situazione che potrebbe degenerare. Quanto successo recentemente in Fiom (il lancio di un uovo che ha colpito il segretario ndr) è un fenomeno minoritario, un fatto individuale da parte di qualcuno che si sente autorizzato ad azioni violente: che sia stato un delegato a compiere il gesto è inaccettabile. La questione non sarà sminuita e sarà denunciata alla Commissione di Garanzia che deciderà il da farsi. Noi non abbiamo bisogno di delegati così".

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