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Alberghi contro agenzie online “Tutta colpa loro se non abbassiamo i prezzi”

Nel mirino di Federalberghi le presunte clausole vessatorie di Booking ed Expedia: "Non possiamo pubblicizzare sui siti degli alberghi prezzi inferiori, pena la sparizione da questi portali".

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Gli alberghi italiani contro le agenzie online. Colpa di alcune presunte clausole vessatorie che, come denunciato dal direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara, impedirebbero alle strutture ricettive di abbassare i prezzi in favore dei clienti. "Pena – spiega Nucara – la sparizione da questi portali".

Nel 2014 la gran parte della ricerca di camere avviene ormai su internet scavalcando non solo le agenzie turistiche tradizionali, ma anche gli stessi alberghi. Peccato che il mercato sia di fatto monopolizzato dai due grandi portali Booking.com ed Expedia.com in grado di comparire stabilmente nella prima pagina di Google, soprattutto per chi è alla ricerca di una camera da diversi giorni. D’altronde la varietà degli hotel segnalati è infinita, come la scelta per il cliente finale che sente di poter toccare con mano la libera concorrenza scegliendo il miglior rapporto qualità/prezzo.

Pochi sanno però che le strutture ricettive per comparire su questi Olta (on line travel agencies) firmano un contratto che vincola loro a riconoscere ovviamente una commissione (che ormai raggiunge il 30% del prezzo finale pagato dal cliente) ma soprattutto impedisce agli albergatori di praticare prezzi più bassi di quelli comunicati a questi due portali pena l’estinzione del contratto e quindi sostanzialmente la sparizione da Google (clausola di parity rate). "E’ come se avessimo perso anche il diritto al nostro nome – ha dichiarato Nucara al Corriere.it – perché le agenzie online hanno una tale forza di indicizzazione che impedisce a noi di replicarla sui siti degli alberghi. Riconosciamo che abbiamo delle lacune ma qui siamo di fronte a due potenze di fuoco in grado di monopolizzare la Rete di per sé teoricamente aperta e concorrenziale".

Per questo Federalberghi ha deciso di fare ricorso all’Antitrust chiedendo "l’annullamento delle clausole vessatorie che limitano la decisione sui prezzi agli alberghi". Con una morale destinata ai clienti: volete una camera? Chiamate direttamente la struttura e chiedete direttamente un prezzo più basso.

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Commenti

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  1. Scritto da arpaleni

    personalmente utilizzo i suddetti portali (cosi come altri, quando capita) unicamente per individuare gli alberghi in cui intendo recarmi. Dopo di che, quando l’albergo scelto dispone di un sito con nr. di telefono, mi rivolgo direttamente al medesimo, più che altro per non pagare ((al portale) tutto l’importo in anticipo.
    Non mi risulta comunque che, cosi facendo, si ottenga un prezzo inferiore (men che meno del 30%) a quello trovato inizialmente sul portale medesimo. Magari !!!!!!

  2. Scritto da aris

    nell’ era di internet (email) e skype (telefonate quasi gratis) è facile contattare gli hotel (anche all’ estero) direttamente e concordare i prezzi con loro. Sempre a dare la colpa agli altri (meno male che gli albergatori ammettono delle lacune…). Nemmeno tripadvisor va bene ai ristoratori…perchè si lasciano giudizi…..Le strutture ricettive turistiche devono aggiornarsi in Italia, ed aggiornare i prezzi (cari) e le camere (povere)

  3. Scritto da muradur

    basta bale…fate pagare meno vedrete che qualcuno verrà a trovarvi, c’è crisi…quindi fate ste offerte…o.no !

  4. Scritto da unodicittalta

    E’ illogico e delittuoso chiedere più soldi del prezzo pubblicato, non fa scandalo (anzi e’ auspicabile) offrire al cliente un prezzo piu’ basso, visto il risparmio derivante dal mancato versamento di commissione alle varie agenzie online; gli albergatori si adeguino, i clienti siano meno pigri e cerchino, laddove possibile, il contatto diretto, lo sconto dovrebbe realizzarsi, se la controparte non si dimostra irragionevole!