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Stop dei benzinai Eni–Agip Pompe ferme in Bergamasca fino a venerdì mattina

Stop dei benzinai Eni –Agip per l’interruzione della trattativa da parte della compagnia. Sciopero dalle 19 di martedì 4 marzo fino alle 7 del mattino del 7 marzo. Il presidente Milazzo: “Di fronte a scelte commerciali e politiche disastrose incrociamo le braccia per tutelare le nostre imprese in un momento drammatico per la categoria”.

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Dalle 19 di martedì 4 marzo, scatta lo stop dei benzinai a marchio Eni/Agip, senza escludere ulteriori iniziative di protesta. I gestori chiuderanno i loro impianti il 5 ed il 6 marzo (si riaprirà venerdì mattina dalle 7), nel rispetto del codice di regolamentazione imposto dalla Commissione di garanzia, a seguito dello stallo della trattativa tra la compagnia petrolifera e le organizzazioni di categoria per il rinnovo dell’accordo collettivo, scaduto da oltre due anni.

La protesta vede unite a livello nazionale con fronte comune le tre sigle sindacali– Figisc Confcommercio, Faib Confesercenti, Fegica Cisl- che annunciano l’avvio di una serie di iniziative di protesta oltre all’immediata proclamazione di uno sciopero.

Anche il Gruppo Gestori di Carburanti Figisc- Ascom di Bergamo partecipa all’iniziativa nazionale, imperniata su rivendicazioni fondamentali, a partire dalla tutela dei diritti della categoria, contro la cancellazione della contrattazione collettiva portata avanti dalla compagnia petrolifera: “Siamo costretti a prendere atto dell’incomprensibile atteggiamento di chiusura improvvisamente manifestato da Eni a pochissimi passi dalla conclusione del lungo negoziato. Interrompere le trattative, ad intesa pressoché raggiunta, è una responsabilità grave che si assume Eni in un contesto letteralmente drammatico per le piccole imprese di gestione – rivendica Giuseppe Milazzo, presidente del Gruppo Distributori Carburanti Ascom -. Stiamo pagando scelte commerciali assunte negli ultimi anni dall’industria petrolifera nel suo complesso e da Eni, quale leader del mercato, che si sono rivelate disastrose e fallimentari, come testimoniano anche le più recenti rilevazioni sulle quote mercato”.

Le rivendicazioni della categoria, sintetizzate in cinque punti nei volantini che accompagnano la manifestazione, sono ribadite dal presidente dei benzinai Ascom: “Siamo contro un sistema che distrugge ricchezza e posti di lavoro e intendiamo far cessare le discriminazioni sul prezzo dei carburanti che colpiscono i gestori, garantendo condizioni eque e non discriminatorie per competere sul mercato di riferimento- sottolinea Giuseppe Milazzo- . Vogliamo far sentire la nostra voce per avere un prezzo più giusto e veder garantita la libertà di continuare ad essere impresa. Intendiamo altresì tutelare servizi ed assistenza ai consumatori, battendoci contro il ricorso selvaggio ai self service, il degrado della rete e l’espulsione dei gestori e dei loro dipendenti dal settore”.

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