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Paleari pensa a Università del futuro: “Di qualità e a misura di studente” fotogallery

Il rettore dell'Università degli Studi di Bergamo ha aperto ufficialmente il 45esimo anno accademico dell'ateneo: dopo i ringraziamenti al Comune di Bergamo e agli studenti e il ricordo Walter Fornasa, Mario Caffi e Lucio Parenzan, Stefano Paleari ha basato la sua relazione sulla sua idea di Università del futuro.

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Una nuova concezione di Università che abbatta luoghi comuni che la politica continua a tenere nei riguardi dell’istruzione e la "dittatura del presente" e che riparta invece dalle necessità degli studenti e della società: il rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari ha aperto con questo discorso l’anno accademico 2013-2014 in un Teatro Donizetti gremito da studenti, rappresentanti del mondo politico, sociale ed economico e dalla presenza di 24 Rettori italiani ed esteri.

Dopo i ringraziamenti d’obbligo all’ospite d’onore Jürgen Renn, professore di Storia della Scienza sia alla Humboldt-Universität sia alla Freie Universität di Berlino e direttore del Max Planck in Storia della Scienza sempre a Berlino, e al Comune di Bergamo, sempre molto vicino all’Ateneo in tutte le sue proposte, Paleari ha ricordati tre figure importanti scomparse recentemente, Walter Fornasa, Mario Caffi e Lucio Parenzan, prima di iniziare il suo discorso vero e proprio di inaugurazione del 45esimo anno accademico.

Per meglio capire il presente che viviamo non basta vedere bene solo da vicino e da lontano, occorre anche non dimenticarsi di guardare avanti e indietro: la nostra vita è immersa totalmente nella contemporaneità, piegata sul presente e sulle esigenze del momento. In una società di questi tipo è difficile prevedere le tendenze di lungo periodo. Dobbiamo riprenderci l’orizzonte strategico. Questa analisi sull’eterno presente permette anche di riflettere sull’Università e sulle riforme introdotte negli ultimi anni, non solo in Italia”.

I cambiamenti introdotti, secondo Paleari, raramente hanno preso spunto dalla domanda sul ruolo ultimo e sul fine dell’Istituzione universitaria ma piuttosto sui mezzi e sulle contingenze finanziarie: “Se l’Università si è sempre più configurata come organizzazione burocratica venendo meno alla sua funzione cosmopolita lo si deve alla ‘dittatura del presente’ che ha distrutto il confine tra attività di governo e amministrazione: in Italia da troppo tempo si amministra senza governare o si governa senza amministrare”.

Ma come deve essere l’Università del futuro? Innanzitutto, secondo Paleari, sarà fondamentale “chiedersi per chi e come costruire una nuova idea di Università: per quali bisogni degli studenti e dell’avanzamento scientifico e in quali forme, con quali sostegni e attraverso quali percorsi. L’Università italiana del nuovo millennio dovrebbe individuare un nuovo inizio dalle esigenze degli studenti e della società nel nuovo contesto educativo internazionale”.

L’obiettivo è la qualità, da realizzarsi con numeri non elitari: “Siamo passati dall’Università per pochi – sottolinea Paleari – a quella di massa, ora la questione è come difendere l’accesso al sapere superiore con il buon uso del denaro pubblico, ipotizzando che il mercato da solo non riesca a portare a un tale obiettivo”.

“Occorre quindi seppellire un’ampia stratificazione di norme e cavilli – conclude Paleari – e costruire un nuovo e semplice quadro di regole che porti evolutivamente le Università a promuovere ciò che è necessario, prestando attenzione alle proprie vocazioni e alla capacità di attrarre oltre che di essere in sintonia con un sistema territoriale”.

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Commenti

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  1. Scritto da Luigi

    Un evento di grande spessore e qualità, l’università è una risorsa importante sia per Bergamo che per la società, ieri sono emerse in particolare la centralità degli studenti e la necessità di riprendere orizzonti ampi, alti e di grande respiro, ricominciare a progettare il futuro senza restare imprigionati nella dittatura del presente.

    1. Scritto da uforobot

      ecco mancava “la dittatura del presente” per finire in gloria. wow…