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Paleari omaggia Parenzan Caffi e Fornasa: “Ateneo cresciuto grazie a loro” fotogallery

Nel suo discorso di apertura dell'anno accademico 2013-2014 il rettore dell'Università di Bergamo Stefano Paleari ha ricordato tre personalità importanti scomparse recentemente che hanno contribuito alla crescita dell'ateneo bergamasco: Walter Fornasa, Mario Caffi e Lucio Parenzan.

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Immaginando l’Università del futuro, nel suo discorso di inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014, il rettore Stefano Paleari ha riservato uno spazio importante a tre figure importanti per l’Ateneo bergamasco, scomparse recentemente: Walter Fornasa, Mario Caffi e Lucio Parenzan che, ognuno a modo proprio, ha contribuito all’arricchimento e alla crescita dell’Università degli studi di Bergamo.

“Nell’anno che è appena trascorso – ha ricordato Paleari – la nostra comunità ha vissuto momenti difficili. E’ ancora vivo e ferisce il ricordo della scomparsa improvvisa del nostro prorettore alla Responsabilità sociale, Walter Fornasa. L’Ateneo raccoglie la sua testimonianza di dedizione e di attenzione ai più deboli. Insegnare è lasciare qualcosa e Walter ci ha insegnato molto”.

Ma l’Università, ha sottolineato il rettore, è anche comunità allargata: a questo proposito sono stati ricordati l’avvocato Mario Caffi e il professor Lucio Parenzan, personalità molto vicine alla città di Bergamo e all’attività della sua università.

Mario Caffi nella sua qualità di docente a contratto e di fine giurista ha contribuito alla nascita della Facoltà di Giurisprudenza. Un’area di competenze nuove per l’Ateneo che proprio quest’anno corona, insieme ad Economia, l’alleanza a tutto campo con l’Accademia della Guardia di Finanza. Un importante traguardo raggiunto che, per la parte accademica, mi vede ringraziare tutti i docenti e tutti i vertici dell’Accademia e della Guardia di Finanza”.

L’ultimo ricordo è stato quello del professor Lucio Parenzan, cardiochirurgo di fama internazionale e pioniere dei trapianti sui bambini: “Voglio qui ricordare il suo amore per la vita, per la scienza, e per la sfida fino alla temerarietà. Per l’Università è stato un grande amico capace di indirizzare i percorsi di apertura internazionale e il legame con il mondo degli Ospedali malgrado l’assenza di una Facoltà di Medicina. Conservo con molta gelosia il suo ultimo messaggio di auguri per il Natale a me indirizzato; poche parole, un monito per il futuro”.

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