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Basket in carrozzina, in A1 la Sbs Montello: “Vale più il sociale dell’agonismo”

Si è conclusa sabato 1 marzo la stagione della Sbs Montello Basket in carrozzina che ha centrato una storica promozione in serie A1 per la gioia del presidente Mauro Foppa: “L'agonismo è il motore che trascina il tutto ma è quanto facciamo in ambito sociale che conta”.

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Il sociale come obiettivo e l’agonismo come strumento per raggiungerlo: se lungo il percorso, però, c’è anche il tempo di festeggiare grandi traguardi in ambito sportivo allora il successo è doppio.

La Sbs Montello ha dominato il campionato di A2 di basket in carrozzina e, dopo 11 anni di attività, centra una storica promozione nella massima serie: merito di una squadra tutta made in Bergamo che si è confrontata con colossi come Varese, Genova e Treviso, squadre imbottite di professionisti che si sono però dovute inchinare agli orobici.

Una promozione che la squadra dell’allenatore-giocatore Damiano Airoldi, già nel giro della Nazionale, aveva praticamente in tasca al giro di boa del campionato con un ruolino di marcia fatto di sole vittorie: un’imbattibilità caduta solo sabato scorso, all’ultimo atto contro il Don Bosco Genova.

“Una menzione speciale va sicuramente fatta per Damiano – commenta il presidente della Sbs, Special Bergamo Sport, Mauro Foppa – E’ con noi da due anni ed è stato l’ispiratore di questo gruppo, attivissimo anche nel campo sociale dove è riuscito ad avvicinare moltissime persone affette da disabilità alla nostra associazione. In più ha anche creato il ‘vivaio’: la Pro Sbs, che milita in serie B, formerà i giovani del futuro e sarà un bacino importante dal quale attingere in vista della nuova avventura in A1”.

Già, la A1. Un pensiero sul quale il presidente Foppa ha lavorato e al quale ha già fatto l’abitudine: “Ci eravamo andati vicini la scorsa stagione e quest’anno la promozione era il nostro obiettivo. Eravamo consapevoli che in campionato avremmo affrontato squadre fortissime ma, grazie al grande lavoro svolto, siamo riusciti ad ottenere questo risultato strepitoso con, mi piace ribadirlo, tutti ragazzi bergamaschi: Andrea Pedretti, Luca Carrara, Roberto Calvi, Patrik Milesi, Davide Carrara, Riccardo Belloli, Damiano Airoldi, Piero Pedretti, Domenico Canfora e Stefano Villa. Senza dimenticare lo staff con il medico Guido Molinero, la dirigente Sara Annovazzi, il nostro accompagnatore e meccanico Pasquale Merelli e Marco Facoetti”.

Tornando sull’ultima partita stagionale giocata alla palestra di via Carpinoni a Bergamo, Foppa la prende con filosofia: “Sarebbe stato bello chiudere la stagione da imbattuti – ammette – ma siamo arrivati un po’ scarichi e non con tutti gli uomini a disposizione. Forse, però, è stato meglio così: è una sconfitta che ci può fare bene in vista del prossimo anno, ci fa capire che non siamo imbattibili e che c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Nonostante il dispiacere della sconfitta, però, al termine del match è scattata la festa con una sorta di terzo tempo rugbistico che ha coinvolto anche i ragazzi di Genova: “La festa più grande sarà però a giugno alla Special Fest nell’area feste di Orio al Serio che lo scorso anno ha richiamato circa 3mila persone. Sarà la chiusura della stagione, poi penseremo alla prossima: ripartiremo dalla stessa base di quest’anno e, se ci sarà l’opportunità, rafforzeremo anche l’organico. Il nostro main sponsor, la Montello Spa, ci ha assicurato ancora il proprio sostegno e per noi è fondamentale perchè le spese saranno parecchie”.

Ma, a prescindere dall’ambito sportivo, è il ritorno in ambito sociale l’aspetto che la Sbs tiene sempre in primo piano e cura nei minimi dettagli: “L’agonismo è il motore che trascina il tutto – spiega Foppa – ma conta di più quanto facciamo nel sociale: siamo nati nel 2003 con appena 5 persone e oggi siamo una delle società più grandi d’Italia con 104 tesserati tra Sport-terapia, Basket in carrozzina, Handbike e Ciclismo, Tennis in carrozzina, Sci alpino e Vela, di cui uno, Marco Zanotti, ha appena ricevuto la convocazione per le paralimpiadi di Sochi. Moltissimi ragazzi si sono avvicinati alla nostra realtà, il pubblico assiste numerosissimo alle partite del basket, dai pensionati alle scolaresche ai bambini di 2-3 anni. Tra allenamenti, partite ed eventi ci sono almeno 3 appuntamenti al giorno per circa mille all’anno: c’è un ritorno sociale che giova tanto agli atleti quanto alle loro famiglie”.

Il 90% degli atleti Sbs gioca e allo stesso tempo lavora: “I ragazzi non sono solo persone riabilitate dal punto di vista fisico ma, ed è quello che proviamo a fare con tutti grazie ai nostri sponsor, anche reinserite nel tessuto sociale”.

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