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L’Italia segreta dei gay nel film di Gianni Amelio in anteprima in città

Proiezione in anteprima in Auditorium giovedì 6 marzo, alle 21 dell'ultimo film di Gianni Amelio "Felice chi è diverso" con il giovane bergamasco Aron Sanseverino.

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Felice chi è diverso di Gianni Amelio (regista di Le chiavi di casa, Il primo uomo, L’intrepido), presentato nella sezione Panorama al Festival di Berlino 2014, sarà proiettato in anteprima per Bergamo giovedì 6 marzo alle 21 all’Auditorium di Piazza Libertà.

La programmazione del film proseguirà al cinema Capitol il 7, 8, 9 marzo alle 22.30.

Toccante ritratto di un’Italia segreta, raramente svelata dalle cineprese: l’Italia del mondo omosessuale così come è stato vissuto nel Novecento, dai primi del secolo agli anni ’80.

Un viaggio fatto di storie raccolte dal Nord al Sud del Paese: racconti di repressione, censura, dignità, coraggio, e felicità.

Le testimonianze originali contrastano in modo spesso netto con l’immagine stereotipata dell’omosessuale così com’è stata spesso rappresentata dai mezzi di comunicazione: giornali, cinegiornali, televisione, film.

“Tantissime sono le storie emozionanti del film di Amelio – scrive Pietro Bianchi su Cineforum.it – : dal cantante Umberto Bindi che fece scandalo quando durante un’esibizione indossò il vistoso diamante della madre, a Ninetto Davoli e al suo incontro con Pasolini; da chi venne costreto dalla famiglia per settimane a frequentare una prostituta per “rimettere in riga” ciò che veniva vissuto come “invertito”, a chi invece riuscì a essere accettato solo perché semplicemente una famiglia non l’aveva più in quanto orfano.

Ma le storie più toccanti sono forse quelle che assumono maggiormente una dimensione non pacificata.

C’è quella, bellissima, della trans Lucy Salani che racconta in lacrime come dopo l’operazione che l’ha fatta diventare la donna che ha sempre desiderato essere, “nel sesso non si prova più niente, il sesso semplicemente non si sente più”. Si tratta di un momento in cui Amelio ci fa vedere come il problema della sessualità – per tutti, trans, omosessuali ed eterosessuali – non sia mai quello di un’identità pacificata una volta per tutte, ma quello di un confronto incessante e sempre inquieto con un desiderio.

E poi c’è quella di un adolescente di Bergamo che dà la più grande lezione politica del film, quando un giorno di ottobre, alle 7 di sera, mentre passeggia per le vie del centro città, sente la madre dare del "poveretto" a un ragazzo effeminato che passa per la strada. E decide semplicemente di non aspettare un minuto di più, e trova il coraggio di dire finalmente ad alta voce chi è. Perché quello che siamo non ce lo dice la natura o il nostro passato. Ma è semmai la conseguenza di una decisione che dobbiamo prendere per il futuro. Per la quale, a volte, non è possibile aspettare nemmeno un minuto in più.”

www.lab80.it

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