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“La Grande Bellezza” trionfa ancora: è Oscar E c’è anche Pasotti

A 15 anni dalla vittoria del grande Roberto Benigni e del suo capolavoro "La vita è bella", l'Italia torna a vincere l'ambita statuetta d'oro grazie a Paolo Sorrentino. Nel cast anche l'attore bergamasco.

Paolo Sorrentino, Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Giorgio Pasotti, la bella vita romana, Jep Gambardella e l’italianissimo cast de "La Grande Bellezza" hanno riportato in Italia il premio Oscar a 15 anni di distanza dal trionfo di Roberto Benigni col capolavoro "La vita è bella". Le previsioni, dunque, erano azzeccatissime: la statuetta d’oro più ambita del mondo del cinema è tornata nel Belpaese.

"Grazie alle mie fonti di ispirazione – ha dichiarato durante la premiazione un elegantissimo Sorrentino -: Talking Heads, Federico Fellini, Martin Scorsese e Maradona. Grazie a Roma e a Napoli e alla mia personale grande bellezza: Daniela, Anna e Carlo". Il tutto in un inglese tanto maccheronico quanto spedito, ben più chiaro di quello dominato dalla chiarissima emozione alla cerimonia dei Golden Globes, il 13 gennaio scorso.

Quello conquistato da "La Grande Bellezza" è un premio Oscar che ha anche il profumo bergamasco: nel cast, infatti, figura anche l’attore bergamasco Giorgio Pasotti che interpreta Stefano, un uomo particolare e misterioso sempre elgantissimo e dal passo claudicante che – senza che venga spiegato il perché – ha con sé una valigetta con tutte le chiavi dei palazzi più belli di Roma. In altre parole, è il custode della "grande bellezza" di cui parla il film.

"La grande bellezza": leggi la recensione

Commenti

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  1. Scritto da Il Conte Minimo

    Ma quando parliamo in italiano con uno straniero, ad esempio un inglese o un tedesco, ci aspettiamo che questo risponda con accento romano o bergamasco? Questo per dire che l’inglese maccheronico in bocca a un italiano va benissimo, è solo una ossessione tutta italiana, da film di Alberto Sordi, quella di parlare inglese con un accento puro.

  2. Scritto da Tino

    anche quando vinciamo un Oscar, riusciamo a trovare la dedica che non ci piace …
    bene così … seguitiamo a martellarci i cabbasisi così quando smettiamo, ci parrà di star bene !

    1. Scritto da Piero

      Relativamente ad un film, e quindi ad un mondo fiabesco di celluloide, sono d’accordo con lei. Poi se scendiamo dall’astronave e guardiamo le città e le persone citate da Sorrentino nella dedica, dobbiamo rilevare che non sono poi così splendide…. L’acqua all’arsenico di Roma o le magagne endemiche di Napoli, cozzano col titolo “Grande Bellezza”.

  3. Scritto da Filippo

    La solita Italia, il fim e la dedica stessa di Sorrentino, della quale non vorrei far parte.

    1. Scritto da voltaire

      ma l’Italia è questa da anni, noi italiani siamo così; Inglesi,Americani ed altri,hanno un senso di appartenenza ed orgoglio di popolo che noi non conosciamo,i Francesi valorizzano ed enfatizzano anche i sassi,noi lasciamo cadere a pezzi Pompei.La grande bellezza è la grande ironia che serve a parlare di noi.

    2. Scritto da Marco

      E la tua quale è? L’Italia Mediaset?

      1. Scritto da Carlo

        Che poi l’Italia Mediaset è la stessa di “La grande bellezza”, loro l’hanno prodotto, loro l’hanno distribuito in Italia e loro lo trasmetteranno fra pochi giorni.

        1. Scritto da ulissebg

          che donk marco….medusa film è di mediaset…ripigliati…radical chic ma pecunia non olet

          1. Scritto da Marco

            Non si capisce se Filippo ce l’ha con l’Italia presa di mira dal film o con chi la rappresenta. La seconda di solito sono quelli che usano ancora “radical-chic”.

  4. Scritto da Vito

    Inopportuna la dedica fatta dal regista a Maradona. Così’ dopo i cortigiani Fabio Fazio e Gianni Mina’ il pube evasore de oro trova una altra sponda in Italia

    1. Scritto da ??

      dato che l’Oascar lo ha vinto Sorrentino penso che possa dedicarlo a chi gli pare e piace.

      1. Scritto da Sergio

        Eh già, chi vince ha sempre ragione (magari nella sua materia, non in tutti i campi dello scibile umano).