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Segreteria per l’economia Così papa Francesco controllerà i conti

Una Segreteria per l’Economia e un nuovo Consiglio per l’Economia, composto di 15 membri, 8 ecclesiastici e 7 esperti laici. È la nuova «struttura di coordinamento» per gli affari economici e amministrativi, costituita da Papa Francesco il 24 febbraio.

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Una Segreteria per l’Economia – «che avrà autorità su tutte le attività economiche e amministrative della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano» – e un nuovo Consiglio per l’Economia, composto di 15 membri, 8 ecclesiastici e 7 esperti laici «di varie nazionalità con competenze finanziarie e riconosciuta professionalità». È la nuova «struttura di coordinamento» per gli affari economici e amministrativi, costituita da Papa Francesco il 24 febbraio con il motu proprio «Fidelis dispensator et prudens».

La Segreteria per l’Economia sarà guidata dal cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, come prefetto, avrà un segretario e un revisore, non ancora nominati. All’Apsa è attribuito il ruolo di Banca centrale del Vaticano e la riforme dello Ior seguirà.

PROGRAMMI CON POVERI ED EMARGINATI

Tutto questo, spiega padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, a seguito delle «raccomandazioni della rigorosa revisione» condotta dalla Commissione sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (Cosea), istituita il 18 luglio 2013, raccomandazioni che sono state «esaminate e approvate» dal Consiglio degli 8 cardinali istituito il 13 aprile 2013 e dal Consiglio dei 15 cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, che fu istituito da Giovanni Paolo II nel 1988, Consiglio, quest’ultimo, che scompare. Le modifiche garantiranno una migliore utilizzazione delle risorse» e liberare ranno fondi «per vari programmi, in particolare quelli rivolti al lavoro con i poveri e gli emarginati».

AMMINISTRATORE FEDELE

Scrive il Papa: «Come l’amministratore fedele e prudente ha il compito di curare attentamente quanto gli è stato affidato, così la Chiesa è consapevole della responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni, alla luce della sua missione di evangelizzazione e con particolare premura verso i bisognosi. La gestione dei settori economico e finanziario è intimamente legata alla specifica missione, non solo al servizio del ministero universale del Papa, ma anche in relazione al bene comune, nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona. Così ho preso la decisione, dopo aver considerato attentamente i risultati del lavoro della Commissione, dopo essermi consultato con il Consiglio dei cardinali per la riforma della costituzione apostolica “Pastor Bonus” e con il Consiglio di cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede».

Insomma per Papa Francesco i beni economici sono strumenti che vanno amministrati con assoluta trasparenza, con fedeltà e prudenza a beneficio dell’evangelizzazione e dei poveri.

COMPITI DELLA SEGRETERIA

Deve redigere «il bilancio dettagliato della Santa Sede e del Vaticano», deve seguire «la pianificazione finanziaria e le funzioni di supporto quali le risorse umane e l’approvvigionamento», deve mettere in opera «le direttive formulate dal nuovo Consiglio, che avrà autorità su tutte le attività economico-amministrative, si riunirà periodicamente per valutare direttive e pratiche concrete, per preparare e analizzare i rapporti sulle attività economiche-amministrative».

APSA, BANCA CENTRALE DEL VATICANO

Le modifiche in materia economica e amministrativa – spiega il portavoce – «confermano il ruolo dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) come Banca centrale del Vaticano, con tutti gli obblighi e le responsabilità delle istituzioni analoghe in tutto il mondo. L’Apsa svolge già queste funzioni. Però è anche vero che non ho mai sentito dire “apertis verbis” che l’Apsa è la Banca vaticana: ora viene formalizzata come tale». Invece l’Autorità di informazione finanziaria (Aif) «continuerà a svolgere il suo ruolo attuale e fondamentale di vigilanza prudenziale e disciplinare sulle attività nella Santa Sede e nel Vaticano».

IL RUOLO DEL REVISORE

«È stato chiesto al prefetto della nuova Segreteria per l’Economia – informa padre Lombardi – di iniziare il suo compito il più presto possibile». Il cardinale Pell «preparerà gli statuti finali e le altre questioni connesse, con l’assistenza dei consiglieri, e lavorerà con la Cosea per completare l’attuazione delle disposizioni del Papa».

In un’intervista alla Radio Vaticana, Lombardi spiega che si tratta di «una istituzione nuova e forte, che coordina tutte le realtà operative della Santa Sede e del Vaticano»: prepara e pubblica i bilanci, risponde a un Consiglio per l’economia composto di 15 membri, di cui 8 ecclesiastici (cardinali o vescovi) e 7 laici, esperti qualificati nei problemi economici e finanziari. Il nuovo Consiglio prende il posto del Consiglio dei 15 cardinali, che aveva compiti di discussione sui bilanci della Santa Sede. Il cardinale Pell guiderà questa istituzione, coadiuvato da un segretario e da un revisore generale sul quale confluiscono i compiti di revisione, di bilanci e di analisi su tutte le realtà economiche della Santa Sede e del vaticano. Naturalmente il revisore è di per sé indipendente dalla Segreteria perché ha un compito di revisione.

L’Autorità di informazione finanziaria (Aif) deve collaborare con le unità di informazione finanziaria degli altri Stati nella lotta al riciclaggio di denaro e l’Apsa diventa la Banca centrale del Vaticano.

IOR OGGETTO DI STUDIO

Alla domanda «Cambia il ruolo dello Ior?» padre Lombardi risponde: «Lo Ior continua a essere oggetto di studio e di riflessione, ma non è toccato da questa riorganizzazione, che ha un orizzonte più ampio e che riguarda le dimensioni economiche-amministrative della Santa Sede e del Vaticano nel loro insieme, mentre lo Ior è un’istituzione particolare e con una sua funzione specifica, un tassello di una realtà più ampia».

TRASPARENZA E RAPIDITA’ NELLE DECISIONI

Papa Francesco si qualifica come uomo di decisioni rapide, trasparenti e radicali. Il Consiglio degli 8 cardinali, a conclusione della seduta del 17-19 febbraio, ha messo nero su bianco la proposta del nuovo organismo per centralizzare, razionalizzare e controllare entarte e uscite di tutti gli organismi e gli uffici vaticani. Dopo l’assemblea del Collegio cardinalizio il 20-21, dopo il Concistoro per la creazione dei 19 nuovi cardinali del 22-23, praticamente in un giorno Papa Bergoglio ha deciso. Se è vero che è stato costituito un nuovo organismo, è altrettanto vero che assorbirà e unificherà molte competenze. Per la riforma dello Ior e della Curia in generale, il lavoro non è finito e continuerà nelle due sessioni: il 28-30 aprile dopo la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II fissata per domenica 27 aprile, e il 1°-4 luglio.

Pier Giuseppe Accornero

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