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La Mantova del “Nivola” Un museo gioiello per la leggenda Tazio Nuvolari

Nella chiesa sconsacrata del Carmelino a Mantova rivive la leggenda di Tazio Nuvolari, il pilota più grande di tutti i tempi: un museo gioiello nel quale rendere omaggio al valore di un uomo e toccare con mano lo scorrere del tempo.

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di Marco Cimmino

Piove: la strada non invoglia a correre, i limiti di velocità contribuiscono a trasformare questo viaggio nella Bassa padana in un tranquillo – quasi soporifero, anzi – andare a passeggio. L’abitacolo è insonorizzato e, comunque, marmitte e silenziatori, fanno sì che il tuo motore emetta solo una specie di morbido ronzio, che, anche con i finestrini abbassati, percepiresti appena. Hai il servosterzo, il cambio automatico, il controllo di trazione, l’ABS, il computer di bordo, il navigatore, i fari bi-xeno: insomma, è la tua auto che ti parla, che decide, che ti conduce. Tu, in fondo, sei poco più di un passeggero.

Adesso, prova ad immaginarti quella stessa strada, diritta, delimitata da regolari filari di pioppi o di platani, polverosa, bianca, in una luce accecante. Se ti concentri, forse ti sembrerà di sentire, un rumore lontano, che si fa via via più forte, fino a diventare ruggito, rombo di uragano. E nel tuo specchietto, che, come per un miracolo misterioso, si è fatto più piccolo, più artigianalmente svelto, ti parrà di veder comparire, dietro di te, un puntino che si ingrandisce, nella nuvola della polvere: che diventa una macchia e, poi, un radiatore. Un attimo dopo, vedrai sfrecciarti accanto un bolide, di un rosso entusiasmante su cui spicca un quadrifoglio verdissimo: per una frazione di secondo, resterà impressa sulla tua retina l’immagine di un volto. E’ una faccia lunga, un po’ equina, contratta in una smorfia di gioia demoniaca: a proteggere il capo, ridicolmente inadeguato, un caschetto di pelle, intorno al collo un foulard e una giubba gialla. Immancabilmente gialla. Tu non sai: non lo hai mai conosciuto e nemmeno sei mai stato appassionato di queste cose. Ma il suo soprannome, “Nivola”, ti balzerà alla mente, come una folgore: come una freccia che colpisca il bersaglio.

A volte, in queste giornate terribili, di pioggia e di lentezza, in cui tutto sembra paralizzato da una noia infinita, possono ancora accadere certi incanti. Segui la scia luminosa di quell’Alfa lanciata a sasso: arriverai a Mantova, la patria del gran pilota. Lì, in via Giulio Romano, nella bella chiesa sconsacrata del Carmelino, potrai ammirare le sue spoglie: le tute, i caschetti, i guanti, le coppe, le medaglie, le immagini di Tazio Nuvolari, il pilota più grande di tutti i tempi. La sua non fu grandezza matematica: arido conteggio di gare e di vittorie.

Nivola fu il più grande perché nessuno come lui affrontò la corsa con spudorato eroismo: vincendo in automobile come in motocicletta, vincendo perfino senza volante, con le ruote in pezzi, con le costole fracassate. Portava quei bolidi inguidabili, pazzi come cavalli selvaggi, a velocità impossibili: a volte, si fracassava contro un muro o una pianta, quasi sempre vinceva.

Oggi rivive in quel bel piccolo gioiello di museo, riaperto nella nuova sede nel 2012, a 120 anni dalla nascita del pilota. Andare a visitarlo significa rendere omaggio al valore di un uomo, ma anche toccare con mano lo scorrere del tempo: vedere quelle leve cromate, quegli ottoni, quelle ruote a raggi, quei manometri ci dà la misura esatta del nostro progresso scientifico. E, ahimè, del nostro regresso umano.

Tra tutti i cimeli, spicca una tartaruga d’oro: la cheli dannunziana. Il poeta della parola la donò al poeta del volante, dopo la vittoria memorabile del 1931, nella Targa Florio: il telegramma che l’accompagnava recita “All’uomo più veloce, l’animale più lento”. D’Annunzio sapeva scegliere bene sia le amanti che gli eroi.

Vedrai: è una bella occasione questa del museo mantovano. Ti darà buone sensazioni e ti costringerà a qualche riflessione di quelle che van bene in giornate come queste. Sulla via del ritorno, ipnotizzato dal rumore ovattato del tergicristalli, ripensa alla Cisitalia Abarth di Nivola esposta nel museo: minuscola, apparentemente inadeguata, aperta ad ogni insulto delle intemperie, con quelle ruotine sottili. Confrontala con la tua macchina, comoda, moderna e sicura: ecco, questo è il progresso. Poi, di nuovo, ti parrà di vedere un lampo ghignante sfrecciarti vicino, nell’acquazzone: ecco, questo è Nivola….

Orari di apertura

Sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00.

Apertura infrasettimanale su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Chiuso il 1° Gennaio, 15 Agosto, 25 Dicembre.

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