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Aumento bolletta Uniacque I sindaci ricorrono al Tar “Rincari senza logica”

Lo scorso martedì alcuni sindaci del Comitato ACQUA BENE COMUNE hanno presentato ricorso al Tar di Brescia ricorso per chiedere l’annullamento delle delibere provinciali dello scorso 20 dicembre che hanno autorizzato l’aumento retroattivo per il 2013 della tariffa dell’acqua per gli utenti di Uniacque. I motivi sottoposti all’attenzione del Tar sono due e ripropongono le critiche che i sindaci e il Comitato avevano denunciato in più occasioni.

Lo scorso martedì alcuni sindaci del Comitato ACQUA BENE COMUNE hanno presentato ricorso al Tar di Brescia ricorso per chiedere l’annullamento delle delibere provinciali dello scorso 20 dicembre che hanno autorizzato l’aumento retroattivo per il 2013 della tariffa dell’acqua per gli utenti di Uniacque. I motivi sottoposti all’attenzione del Tar sono due e ripropongono le critiche che i sindaci e il Comitato avevano denunciato in più occasioni: "Il non necessario aumento delle tariffe per il raggiungimento degli obbiettivi previsti dal Piano economico finanziario proposto da Uniacque e la mancanza di condivisione e partecipazione durante il percorso decisionale.

"Il maggiore utile di € 10.000.000 ottenuto nel 2013 (€ 23.747.000) rispetto a quello previsto dal Piano economico finanziario di Uniacque (€ 13.979.000) è da considerare a tutti gli effetti un utile di gestione, cosa questa espressamente vietata dalla normativa vigente in tema di gestione dell’acqua – si legge nel comunicato del comitato – . Ciò a ulteriore e definitiva dimostrazione che l’aumento della tariffa dell’acqua voluto dagli Amministratori di Uniacque non risponde a nessuna logica di gestione e di investimento e andrà quindi a gravare inutilmente sulle spalle, già particolarmente tartassate, dei nostri cittadini, così come avevamo da sempre sostenuto.

La normativa regionale, a tutela della partecipazione e della condivisione dei rappresentanti dei cittadini, prevede che le decisioni assunte dalla Conferenza dei Comuni in materia di tariffe e investimenti debbano essere assunte con il voto favorevole dei rappresentanti del 51% della popolazione residente nell’Ato e la presenza della metà più uno dei Comuni dell’Ato. Nessuna delle due condizioni richieste è stata rispettata nella seduta della Conferenza dei Comuni dello scorso 4 dicembre a dimostrazione di quanto avevamo da subito denunciato e cioè della totale mancanza di attivazione, da parte dell’Ufficio d’Ambito e di Uniacque, di percorsi di condivisione e di partecipazione rivolti ai Comuni in merito alle scelte da fare.

Abbiamo altresì appreso che il prossimo 6 marzo i Consiglieri provinciali discuteranno in sede di commissione la richiesta del nostro Comitato di annullare in autotutela le delibere provinciali che autorizzano l’aumento retroattivo della tariffa. Riteniamo di dover sottolineare come il Consiglio provinciale, nonostante quanto emerso in queste settimane, abbia deciso di discutere l’argomento a porte chiuse e di convocare in audizione il solo presidente di Uniacque. Ricordando ai Consiglieri provinciali che l’aumento retroattivo della tariffa è stato approvato lo scorso 20 dicembre con il voto favorevole di soli 12 Consiglieri provinciali su un totale di 36, che Uniacque è una società pubblica e l’acqua è un bene di tutti i cittadini, auspichiamo che da parte del Consiglio Provinciale, ci sia la ferma volontà di affrontare l’argomento in maniera trasparente e approfondita, avendo a riferimento il solo interesse dei cittadini bergamaschi. Continua l’impegno del Comitato ACQUA BENE COMUNE per avere una gestione dell’acqua più efficiente, più vicina e attenta alle esigenze del territorio e più economica".

Commenti

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  1. Scritto da daniela

    oggi arriva la fattura uniacque, apro e scopro che ho consumato 175mc in meno rispetto alla fattura dell’anno scorso e pago 123.16€ in più, cioè 534.33€. Il call center di uniacque è stato veramente carino però, mi hanno detto che posso anche pagare in due rate, il 28/4 e il 28/5, come se cambiasse veramente qualcosa.

  2. Scritto da arianna

    Non ne hanno abbastanza di continuare ad aumentare le tariffe, chiedono anche gli aumenti retroattivi!!

  3. Scritto da Floriano

    I sindaci si ricordano che il loro comune è azionista di uniacque oppure se lo sono scordato? Magari se si leggessero lo statuto di uniacque……

    1. Scritto da Luigi

      Certo che sono azionisti, con una quota infinitesimale, e siccome chi affida il servizio e dovrebbe controllare è l’ATO, ovvero la provincia, di fatto l’azionista non ha alcun potere, se non quello di ricorrere contro scelte assurde che penalizzano i comuni e quindi i cittadini. Forse lei dovrebbe leggere anche le norme che regolano la gestione dell’acqua, non solo lo statuto…

      1. Scritto da Carlo

        Non serve a nulla leggere ed informarci: fanno sempre come gli pare (e naturalmente hanno redatto statuti e regolamenti pieni di comma e cavilli a loro favore, così sono sempre a posto e in regola).

  4. Scritto da perplesso

    Non siamo mica a Roma, non fanno il decreto salva-bergamo

  5. Scritto da Carlo

    I rincari hanno la loro logica ben connotabile nello sfruttamento e vessazione sistematica del cittadino. Nulla di nuovo da parte di enti inutili verso i contribuenti! Imparassero almeno a fare i conti decentemente e a mascherare bene le loro cialtronate… Ma non sprofondano mai sottoterra per la vergogna?

  6. Scritto da Ta

    Ma questi sindaci dov’erano quando hanno dato mandato ad ATO d’iniziare il processo verso il sistema idrico integrato? Dormivano?
    Con bettoni è nata una società senza patrimonio costretta a fare pesanti investimenti per sistemarsi a livello finanziario e adesso che c’è un piano per sistemare una volta per tutte questa rogna che i sig.ri sindaci hanno contribuito (dormienti a quanto pare) a creare, non va più bene? Sveglia!