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Zonca: “A Bergamo una divisione bancaria e la fondazione Creberg”

L'avvocato Cesare Zonca, presidente del Credito Bergamasco, nel commentare i risultati di bilancio del 2013 spiega che cosa resterà a Bergamo dopo la fusione per incorporazione dell'istituto bancario nel gruppo Banco Popolare.

L’appuntamento è per un commento sul progetto di bilancio 2013 del Credito Bergamasco, ma diventa l’occasione per descrivere il futuro del Creberg dopo la fusione per incorporazione nel Banco Popolare che avverrà il prossimo 25 aprile. Cesare Zonca, presidente dell’istituto bancario, non si sottrae. Anzi disponibilissimo spiega che: “Dal Banco Popolare abbiamo avuto due importanti assicurazioni. La prima è la divisione bancaria. Bergamo, come Lodi, Novara e Lucca avrà la sua divisione bancaria che manterrà tutti i posti di lavoro e le filiali del Credito Bergamasco. Abbiamo ottenuto che questa banca mantenga la sua struttura principale, costituita da persone di altissimo livello e preparazione, come è tradizione del Credito Bergamasco. La seconda assicurazione che abbiamo avuto è il mantenimento della Fondazione Creberg che riceverà due milioni di euro all’anno affinché possa continuare la sua opera culturale e scientifica sul territorio. Ci aspetta il prossimo appuntamento nel 2015 con la grande mostra su Palma il Vecchio. Direi che anche in questo caso, manterremo una struttura che ha offerto alla città e al territorio importanti occasioni di cultura e non solo. Soprattutto da quando Angelo Piazzoli si è buttato con anima e corpo sulle attività della Fondazione Creberg”.

Zonca non manca di sottolineare come il Credito Bergamasco abbia rinnovato il “suo impegno” per sostenere le attività di Promoberg, entrerà con 750 mila euro nell’Ente Fiera Bergamo, oltre a mantenere il suo ruolo in Sacbo (società che gestisce lo scalo di Orio al Serio), la collaborazione con il teatro Creberg e tante altre iniziative da tempo legate all’istituto bancario con sede in Porta Nuova. La fusione per incorporazione non vedrà annullarsi il ruolo di Bergamo all’interno del Banco Popolare che conta 230 mila soci in tutto, di cui 20 mila del Credito Bergamasco. Anzi. Oltre a Cesare Zonca che dovrebbe entrare nel consiglio del gruppo bancario con sede a Verona, ci sarà spazio anche per un bergamasco nel comitato esecutivo, uno tra i sindaci e uno nella SGS Bp, la società di servizi delle banche del gruppo che conta 1.300 dipendenti. Ancora prematuro fare nomi su chi dirigerà la divisione bergamasca del Banco Popolare, anche se ufficiosamente pare che tutte le cariche rispondano a dirigenti orobici già ai vertici del Credito Bergamasco.

Zonca rimarca anche il dividendo di 0,55 euro per azione.

“Non credo sia un dato trascurabile” ammette, il prossimo dividendo del Banco Popolare sarà staccato non prima del 2017 sull’utile del 2016, considerato anche l’ormai imminente aumento di capitale del Banco. Il Credito Bergamasco quindi rimane nel cuore della divisione Bergamo del Banco Popolare e Zonca, uomo di legge e di banca, non manca di fare una lucida analisi sulla situazione economica.

“Spesso le banche vengono accusate di non concedere credito alle aziende per fare finanza, per investire in Bot – afferma –. Credo sia venuto il tempo di dire una cosa: ho analizzato le richieste di credito e non ho trovato molti imprenditori che chiedono credito per innovare le proprie aziende o per le start up. Alle banche piace fare le banche, e quindi a prestare denaro. Agli imprenditori, in particolare a quelli bergamaschi, chiedo solamente di osare, di fare il proprio lavoro e di investire in ricerca. La banca è qui pronta per aiutarli e sostenerli”.

Commenti

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  1. Scritto da Il Conte Minimo

    L’ultima affermazione dell’avv. Zonca è incredibile: non avrebbe visto richieste di finanziamenti per innovazione e start up.
    Probabilmente chi fa innovazione ha perso le speranze di chiedere alle banche finanziamenti, tant’è che han preso piede forme di finanziamento come il crowdfunding.
    Poi che dire, “alle banche piace fare le banche” dice Zonca, “degli amici” aggiungerei io.