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Francesco ai neo-cardinali ” Siate santi: imitate la perfezione di Dio”

Nell’omelia di domenica 23 febbraio alla Concelebrazione con i cardinali, Papa Francesco ha invitato i cardinali: "Evitiamo chiacchiere, intrighi, cordate". Parole inequivocabili che chiudono definitivamente una stagione di polemiche e veleni: "Il cardinale entra nella Chiesa di Roma, non entra in una corte. Siate santi. Imitare la santità e la perfezione di Dio può sembrare una meta irraggiungibile".

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«Salutiamo con affetto e venerazione, il Papa emerito, Sua Santità Benedetto XVI, lieti per la sua presenza in mezzo a noi». Il neo-cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, saluta Papa Ratzinger nella sua prima uscita pubblica un anno dopo la rinuncia al papato che scattò alle ore 20 del 28 febbraio 2013.

Con grande umiltà Benedetto XVI si siede in prima fila e partecipa al Concistoro di Papa Francesco su invito del successore che, entrando in basilica, saluta e abbraccia Ratzinger che si toglie lo zucchetto in segno di rispetto e di obbedienza. Francesco ai nuovi porporati che si inginocchiano davanti a lui consegna lo zucchetto, impone la berretta, infila l’anello al dito e assegna una chiesa di Roma come «segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe».

Poi traccia il manifesto spirituale per chi serve la Chiesa invece di servirsene: «Essere discepoli di Gesù è imbarcarci in una avventura di santità e di amore, la cui misura è quella di non avere misura e che può esigere anche il dono della vita, come è avvenuto e avviene per tanti cristiani. La Chiesa ha bisogno di noi affinché siamo uomini di pace e facciamo la pace con le nostre opere, i nostri desideri e le nostre preghiere. Il Vangelo ci purifica interiormente, fa luce nelle nostre coscienze e ci aiuta a sintonizzarci con Gesù». Sono presenti 18 cardinali in quanto Loris Francesco Capovilla per l’età – 98 anni – non se l’è sentita di andare a Roma e riceverà la porpora a Sotto il Monte (Bergamo), paese natale di Angelo Giuseppe Roncalli, sabato 1° marzo dal decano cardinale Angelo Sodano.

Aggiunge Bergoglio: «La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità. Gesù cammina davanti a noi, ci precede e apre la via. Questa è la nostra fiducia e la nostra gioia: essere suoi discepoli, stare con Lui. Gesù non è venuto a insegnare una filosofia e un’ideologia ma una strada da percorrere e la strada si impara camminando. Questo non è facile e non è comodo perché la strada che Gesù sceglie è la via della croce. Se prevale la mentalità del mondo, subentrano le rivalità, le invidie, le fazioni. La Chiesa ha bisogno di voi, della vostra collaborazione e della vostra comunione con me e tra voi, del vostro coraggio per annunciare il Vangelo e dare testimonianza alla verità».

Ancora più esplicita l’omelia di domenica 23 febbraio alla Concelebrazione con i cardinali. L’invito è perentorio: «Evitiamo chiacchiere, intrighi, cordate». Parole inequivocabili che chiudono definitivamente una stagione di polemiche e veleni: «Il cardinale entra nella Chiesa di Roma, non entra in una corte. Siate santi. Imitare la santità e la perfezione di Dio può sembrare una meta irraggiungibile. Noi invece siamo così diversi, così egoisti e orgogliosi eppure la bontà e la bellezza di Dio ci attraggono. Gesù non è venuto a insegnarci le buone maniere, maniere da salotto! Per questo non c’era bisogno che scendesse dal Cielo e morisse sulla croce. A chi vuole seguirlo chiede di amare chi non lo merita, senza contraccambio, per colmare i vuoti d’amore che ci sono nei cuori, nelle relazioni umane, nelle famiglie, nelle comunità. Perciò cari fratelli cardinali, Gesù e la Chiesa ci chiedono di testimoniare con maggiore zelo e ardore questi atteggiamenti di santità. Evitiamo e aiutiamoci a vicenda a evitare abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate, favoritismi, preferenze. Il nostro linguaggio sia quello del Vangelo: “sì, sì; no, no”; i nostri atteggiamenti quelli delle beatitudini, la nostra via quella della santità. Amiamo coloro che ci sono ostili; benediciamo chi sparla di noi; salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita; non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite». Infine Papa Francesco chiede ai cardinali: «Rimaniamo uniti in Cristo e tra noi. Quando nel nostro cuore trova posto il più piccolo dei nostri fratelli, è Dio stesso che trova posto. Quando quel fratello viene lasciato fuori, è Dio che non viene accolto». All’Angelus di domenica 23 febbraio ricorda che «la comunità non appartiene agli apostoli, ma sono gli apostoli ad appartenere alla comunità. Da questa appartenenza deriva che nelle comunità cristiane – diocesi, parrocchie, associazioni, movimenti – le differenze non possono contraddire il fatto che tutti, per il Battesimo, abbiamo la stessa dignità e tutti, in Gesù Cristo, siamo figli di Dio. Coloro che hanno ricevuto un ministero di guida, di predicazione, di amministrare i Sacramenti, non devono ritenersi proprietari e padroni di poteri speciali. La Chiesa affida la testimonianza di questo stile di vita pastorale ai nuovi Cardinali. Il Concistoro ci ha offerto un’occasione preziosa per sperimentare la cattolicità, la universalità della Chiesa, ben rappresentata dalla variegata provenienza del Collegio cardinalizio. Tutti insieme, vescovi, presbiteri, persone consacrate e fedeli laici dobbiamo offrire la testimonianza di una Chiesa fedele a Cristo, animata dal desiderio di servire i fratelli e pronta ad andare incontro con coraggio profetico alle attese e alle esigenze spirituali degli uomini e delle donne del nostro tempo». Il Papa e il Concistoro hanno diffuso una dichiarazione che eleva «una particolare supplica per i cristiani che, in diverse parti del mondo, sono sempre più vittime di intolleranza e di persecuzione» e ricorda le Nazioni teatro di conflitti, tensioni e guerre: Sud Sudan, Nigeria, Ucraina, Siria, Repubblica centrafricana: «Purtroppo molti conflitti vengono descritti come di natura religiosa, non di rado contrapponendo surrettiziamente cristiani e musulmani, mentre si tratta di conflitti che hanno primariamente radici di natura etnica, politica o economica». Il C8, il Consiglio degli 8 cardinali, a conclusione della seduta del 17-19 febbraio hanno messo nero su bianco la proposta di un nuovo organismo, una sorta di ministero delle Finanze per centralizzare e razionalizzare le spese della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Il nuovo organismo dovrebbe esercitare un controllo di tutte le Congregazioni e gli uffici vaticani. Se la proposta sarà accettata, si prevedono tempi brevi per l’attuazione. Se è vero che il primo passo porterà all’istituzione di un nuovo organismo, è altrettanto vero che assorbirà e unificherà molte competenze. Per la riforma dello Ior e della Curia in generale, il lavoro non è finito e continuerà nelle due sessioni: il 28-30 aprile dopo la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II fissata per domenica 27 aprile, e il 1°-4 luglio. Pier Giuseppe Accornero

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