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Il sindaco di Scanzo: “Il Moscato è identitario, Bergamo dovrebbe copiarci”

Massimiliano Alborghetti si “autorottama” dopo dieci anni alla guida del Comune di Scanzorosciate. Alle elezioni del prossimo 25 maggio non si candiderà nemmeno in lista: spazio di giovani, nella persona di Davide Casati, vicesindaco e candidato a succedergli. Abbiamo intervistato il primo cittadino durante la puntata di #BgNewsTour dedicata a Scanzo.

Massimiliano Alborghetti si “autorottama” dopo dieci anni alla guida del Comune di Scanzorosciate. Alle elezioni del prossimo 25 maggio non si candiderà nemmeno in lista: spazio di giovani, nella persona di Davide Casati, vicesindaco e candidato a succedergli. Abbiamo intervistato il primo cittadino durante la puntata di #BgNewsTour dedicata a Scanzo (leggi qui il liveblog). Alborghetti lascia l’amministrazione soddisfatto del lavoro svolto, sopratutto quello “immateriale”, legato all’identità di un paese conosciuto in tutta Italia come regno del celebre Moscato. Un angolo di Toscana alle porte di Bergamo. “Sono contentissimo di lasciare spazio a una squadra di giovani all’altezza – spiega -. Molti concittadini hanno apprezzato la mia scelta”.

Niente campagna elettorale dopo tanti anni. Che effetto fa? “Penso che sia la giusta conclusione della mia esperienza amministrativa. Restare dentro significa essere sindaco ombra. Io credo che la politica debba essere temporanea. Ho reso servizio alla mia comunità e ora ho finito. Non sono malato di carrierismo”.

Il vanto dei suoi dieci anni da sindaco? “Ci sono tanti obbiettivi materiali raggiunti, ma ce n’è uno immateriale che sta sopra tutto: aver ridato identità, voglia di partecipare della comunità attorno al Moscato di Scanzo. Ora la gente è orgogliosa di essere di Scanzorosciate. Era indispensabile non diventare un quartiere di Bergamo e credo che ci siamo riusciti. E’ stato promosso un percorso di cultura e valorizzazione del territorio che va oltre la festa del Moscato di settembre”.

Tradotto, è quel “fare filiera” di cui tutti parlano e che rimane solo sulla carta? “Esattamente. In tempi non sospetti abbiamo sposato il progetto della “Strada del Moscato di Scanzo”, un tentativo temerario di agganciare produttori, b&b, ristoranti, attività imprenditoriali. Non vuol dire fondersi, ma riconoscersi nell’identità Moscato di Scanzo. Dovrebbe succedere anche a Bergamo. Qui era più facile perché era già chiaro il minimo comune denominatore. La città potrebbe farlo con mille temi, ha solo l’imbarazzo della scelta. L’importante è agire”.

Lei è anche imprenditore. Come si può conciliare due lavori come la guida di un’azienda e di un’amministrazione? “E’ molto difficile, bisogna mettere in conto di sacrificare parte della vita privata. Non esiste alcuna professione paragonabile a quella di sindaco. Spesso vieni messo nel tritacarne, sei portatore di un interesse collettivo ed è un prezzo che bisogna pagare. Bisogna essere disposti a passare notti insonni e pagare colpe non tue”.

Commenti

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  1. Scritto da luca

    Complimenti al nostro sindaco, da cittadino di Scanzorosciate arrivato 10 anni fa da un’altra realtà non posso che dire che in questi 10 anni la realtà tutta di Scanzo e delle sue frazioni è soltanto migliorata. Complimenti ancora e spero davvero in un proseguo dell’ottimo lavoro fatto da questa amministrazione

  2. Scritto da Carlo Saffioti

    Concordo con quanto scritto dal sig franco gandini.

  3. Scritto da Franco Gandini

    Cosa dire, rispetto a tutti quei politici che si sentono eterni ed indispensabili, levo il cappello a una persona che pensa di aver fatto bene uscendo di scena senza pretendere nessun posto di consolazione. Interviste come queste conciliano con la politica

    1. Scritto da Sergio

      No, interviste come queste rendono onore strettamente a chi le rilascia ed attua simili comportamenti. Non mi fanno riconciliare con gli abituali carrozzoni (Uniacque per dirne uno) che accentrano numerosi politici locali trombati col gusto sadico della gabellazione retroattiva del cittadino.

      1. Scritto da Gino

        Quasi tutti i sindaci potendo fare solo due mandati lasciano attivita pokitica dopo 10 anni. Non vedo tanta gloria.

        1. Scritto da luca

          poteva rimanere come assessore, non l’ha fatto. Cosa non scontata, basti guardare in altri Comuni dove gli ex sindaci rimangono in attività con altre cariche