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Baselli super a Udine Ora punteremo davvero sui nostri giovani?

Promosso a pieni voti il giovanissimo regista bresciano che, per la prima volta, fa "parcheggiare" in panchina per scelta tecnica il titolare Cigarini. "Che sia davvero l'ora della svolta?" si chiede il nostro Luciano Passirani, che si permette di dare anche un consiglio al Cola: "Domenica, col Chievo, spazio a Sportiello".

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di Luciano Passirani

Otto punti di margine sulla zona calda condizionano non poco Atalanta e Udinese negli ultimi venti minuti, in pratica dal pareggio di Di Natale si avverte nell’aria come il pari stia bene a tutti. I fischi dei tifosi di Udine rivolti ai loro giocatori, Guidolin compreso, confermano l’impressione. Certo scendere in campo sapendo che quelle dietro come Bologna e Livorno hanno già perso permette questi calcoli, che alla fine condizionano mente e gamba.

In realtà sono convinto che è proprio l’Atalanta a sprecare una grossa opportunità per ritornare a vincere in trasferta e soprattutto a Udine, dove l’ultimo successo, ironia della sorte, è targato Conte, a proposito del quale mi piace ricordare che nella breve esperienza bergamasca sia stato tradito non solo da quelli che stavano con Doni, anche dal suo preparatore atletico Ventrone. Mi chiedo, perché letteralmente sparito dalla ribalta?

Rimane il rammarico, nemmeno lieve. Questa Atalanta, che ha dominato per tutto il primo tempo un avversario apparso atleticamente inferiore, raccoglie troppo poco. Resta impresso nella storia della partita l’incredibile palo di Jack Bonaventura, proprio all’inizio, l’altrettanto tap-in mancato da Yepes a un metro dalla porta, la grande parata di Scuffet su conclusione di Maxi. Succede tutto nei primi quarantacinque minuti, poi l’Atalanta appare troppo rinunciataria. Al resto ci pensano Stendardo, con una inutile furbata su Di Natale che costa il rigore, ed anche Colantuono che sui cambi ancora una volta non convince. Liberi di dire che non tengo simpatia per il mister romano, ma togliere l’ottimo Maxi Moralez visto nei primi sessanta minuti per il De Luca dell’ultima mezz’ora mi ha lasciato parecchio perplesso.

"Lunedì fanno tutti tredici" ironizza Colantuono, "De Luca attacca la profondità, Maxi no". Queste ultime le spiegazioni fornite nel dopo partita, accompagnate da un "Dispiace, partita da vincere, almeno ai punti".

Di buono conviene tenerci l’ottima prestazione di Baselli dal primo minuto, piuttosto che Cigarini. Niente illusioni, "Decido io, sempre" dirà ancora Colantuono precisando che Cigarini è la prima volta che parte dalla panchina per scelta tecnica. Vogliamo scimmiottare l’Udinese e la sua politica dei giovani? In porta ci va il classe ‘96 Scuffet, più di una volta determinante, in panchina Brkic dieci anni di più. Vorrebbe dire da domenica con il Chievo Sportiello classe ‘92 in porta, con Consigli ’87 in panchina per costruire il futuro. Non può farci paura il Chievo che arriva. A patto di giocare da Atalanta. Quella autoritaria del primo tempo di Udine.

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Commenti

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  1. Scritto da Conte

    Qui hanno bruciato Lippi, Guidolin, Conte e continuano a rimpiangere Del Neri che tra un po’ sarà soggetto di “Chi l’ha visto”.
    Se avessimo tenuto conte e messo doni in disparte, ci saremmo salvati e oggi c’era ancora quel signore onesto di Ruggeri al comando.

    1. Scritto da Cris

      Anche inzaghi era uno scarto del parma poi guarda cosa e diventato ? Anche caniggia era uno scarto poi….

    2. Scritto da uno qualunque

      Col senno di poi..Qualche imprecisione!Lippi (proveniente dalla Lucchese in B) finì il campionato settimo in A e l’anno dopo andò al Napoli.Più che bruciarsi, si lanciò a Bergamo.Guidolin veniva dalla C1 ed approdò in serie A.Una scommessa andata male, ma non è che arrivasse con tutte ste aspettative.Conte, in quella situazione, non era l’allenatore giusto.Si mise contro l’intero spogliatoio e giocava con un modulo ed un atteggiamento inadatti alla serie A.Ebbe anche lui le sue colpe.

      1. Scritto da digeo

        Conte non si mise contro l’intero spogliatoio, diciamo che i senatori (doni, manfredini, guarente, pinto) si misero contro di lui. Ma alcuni giocatori con lui andarono molto bene e non gli erano contro: Padoin, ceravolo, valdes, lo stesso tiribocchi fece 11 gol.

        1. Scritto da uno qualunque

          Diciamo che quando un allenatore, all’arrivo in società, rompe i rapporti con i giocatori più rappresentativi (inclusi capitano e vice) oltre che tecnicamente più forti, si dice comunemente che “si è messo contro lo spogliatoio”. L’allenatore è pagato anche per gestire il gruppo e farsi seguire. Se ciò non accade è anche, se non soprattutto, colpa sua. Che poi Ceravolo fosse felice di giocare, mi pare abbastanza scontato.

          1. Scritto da digeo

            Oppure possiamo anche dire che, quando un allenatore nuovo arriva, i giocatori più rappresentativi potrebbero/dovrebbero facilitarne l’inserimento. Altrimenti sono rappresentativi di che cosa?

          2. Scritto da uno qualunque

            Oppure può smettere di inventare assurdità.La gestione dei gruppi di lavoro e delle loro dinamiche interne sono fondamentali in ogni ambiente.E’ responsabilità del capo (in questo caso l’allenatore) capirle,sfruttarle,contrastarle o assecondarle al solo scopo di raggiungere gli obbiettivi.Se fallisce è il principale responsabile.Va bene che voleva a tutti i costi un articolo su cui fare polemica,però potrebbe cercare di mantenere un minimo standard di obbiettività.Se poi si diverte così..

          3. Scritto da digeo

            Forse manca un pò di obiettività a lei..che non riesce ad ammettere quello che tutti hanno visto,cioè che Doni si è messo di traverso a Conte….le eventuali colpe di Conte (424 eccc…) sono un altro tema…..però poi gli anni successivi hanno premiato il lavoro di Conte e non quello di Doni…ci sarà una ragione,oppure manco di obiettività anche in questo?? Doni oggi vende bibite a Palma di Maiorca e Conte allena la Juve; questo è vero o me lo invento io?

          4. Scritto da uno qualunque

            Lei vuol solo fare polemica a caso.Se un allenatore si scontra con il capitano,allora amato dalla piazza, dalla società e seguito dai compagni,sbaglia perchè non è in grado di gestire il gruppo. Fa parte del suo ruolo gestire anche queste situazioni ed avere persone che lo seguano,a maggior ragione se ci si trova in una società senza punti di riferimento.Non è complicato.Doni sta dove sta per i noti fatti di calcioscommesse, altrimenti lo troveremmo a Zingonia, idolatrato come un tempo.

          5. Scritto da digeo

            Ma scusi, perchè al capitano non dobbiamo attribuire alcuna responsabilità? Ci si scontra sempre in due……Gregucci non si scontrò con nessuno…fino a che nella partita di Bari (0-4) tenne fuori Doni e perse il posto…ora una domanda: è corretto che in una società di serie A comandi il capitano? Un allenatore comunque professionista perchè deve subire questo?

          6. Scritto da uno qualunque

            Ma chi ha mai detto che Doni non ha responsabilità?!?Lei legge quel che vuole solo per fare polemica.Un allenatore professionista se non capisce le dinamiche sociali che ci sono in un gruppo e non capisce che scontrarsi con quel Doni in quella Atalanta,con quella non-società era un suicidio, HA SBAGLIATO IN PARTENZA.Non aveva credibilità interna,nè con la piazza,nè figure forti in società alle spalle: doveva essere più intelligente.Capèsela! Gregucci 4,partite 0 pt,1 gol.Serviva altro?

          7. Scritto da digeo

            Il problema e’ proprio quello che dice lei: lui non aveva credibilità verso la piazza perché la piazza dava colpevolmente credibilita a doni. Lui venendo da fuori non poteva sapere che la situazione era così disastrata ed eravamo in mano ad un capitano dello spessore morale di doni

          8. Scritto da uno qualunque

            1)Doni fino a quel momento non aveva motivi per non avere credibilità.Non era stato ancora condannato.2)Conte a Bergamo ha avuto “preveggenza” su Doni, salvo poi essere condannato(e pure il vice..)proprio perchè a Siena-Bari non si sarebbe accorto di niente di quello che gli accadeva intorno..3)Se uno non conosce il suo nuovo ambiente di lavoro e pensa come prima cosa di azzerarlo,supportato da un presidente di 24 anni e da un dg che vive in un altra città, STA SBAGLIANDO TUTTO!Capésela!

          9. Scritto da digeo

            Vedo che non ho speranze di farle capire che tra un giocatore ed un allenatore è giusto che comandi un allenatore….le ricordo che nel litigio del neri / zampagna fu proprio il giocatore ad essere fatto fuori e la stagione proseguì comunque molto bene…suvvia, diciamo con onestà che sarebbe stato meglio supportare conte piuttosto che doni…

      2. Scritto da sergio

        aggiungerei che ruggeri non è che ha venduto l’ atalanta per conte,ma durante la stagione purtroppo gli è capitato quello che sappiamo..altro piccolissimo dettaglio..

        1. Scritto da digeo

          Se lei si riferisce alla malattia del padre, non fu di quella stagione ma di due stagioni prima (gennaio 2008, del neri in panchina); dopo l’addio di del neri nell’estate 2009 fu fatta la scelta assurda di Gregucci (e qui i detrattori di Marino si dimenticano questa enorme cappellata di Osti; l’origine di tutti i guai di quella stagione fu la scellerata scelta di questo allenatore); poi su Conte possiamo discutere quanto vogliamo, ma il grave errore fu Gregucci non Conte.

          1. Scritto da sergio

            ah si vero, beh intendevo che senza il povero ivan la società era allo sbando poi, basta vedere gli acquisti di gennaio poi..

  2. Scritto da d

    Colantuono è spesso un mistero.

  3. Scritto da digeo

    Caro Passirani, anche lei, durante l’esperienza bergamasca di Conte, stava dalla parte di Doni. Celebre fu il suo ironico commento dopo la sconfitta in casa con il Napoli ed il litigio di Conte col pubblico: “Lui è troppo bravo per l’Atalanta, deve andare alla Juve”.
    Detto fatto. Sembrava Conte la causa di tutti i mali di quell’Atalanta, i fatti hanno poi dimostrato che non era così

    1. Scritto da ALBERTO

      Digeo, tutti hanno appreso il suo poco rispetto per la morte di Bertuzzo.
      Solo per l’ansia di attaccare il pezzo di Passirani. Contento che è arrivato? Giù la maschera Digeo.

      1. Scritto da digeo

        Io non ho mancato di rispetto per la morte di Bertuzzo, ma cosa sta dicendo? Guardi i miei commenti. Ho solo detto che la morte di bertuzzo andava giustamente ricordata, ma non capivo perchè non ci fosse il pezzo di passirani, che è arrivato il giorno dopo.
        tutto qui

        1. Scritto da sergio

          ma lascia stare, quando l’ atalanta gioca bene e non si sa che dire sono tutti un pò nervosetti…passirani si è dovuto inventare un caso ventrone, fai tu..

          1. Scritto da Alberto

            Infatti Conte a Torino non si è portato Ventrone e ha abbandonato il folle 4-2-4- che insieme alla fronda di Doni e company ha determinato il suo fallimento a Bergamo. Se vogliamo parlare di verità – Lo dice Lei a Digeo?

          2. Scritto da digeo

            Si vede proprio che lei ha la memoria corta, oppure non vuole ricordare…Il 424 di Conte sarà stato sicuramente un modulo sbagliato, e senz’altro non è un tipo di allenatore da scegliere a stagione in corso. Però è un dato di fatto che con il suo 424 fece 5 risultati utili consecutivi mostrando un buon calcio prima del litigio con Doni a Livorno; da quella partita la situazione precipitò. Con Conte anzichè Gregucci dall’inizio è lecito pensare che le cose sarebbero andate diversamente

          3. Scritto da sergio

            interessantissimo guarda, erano mesi che non dormivo chiedendomi dove fosse finito ventrone