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Io, disabile, ma senza figli non ho diritto a un canone agevolato: non è giusto - BergamoNews
Lo sfogo

Io, disabile, ma senza figli non ho diritto a un canone agevolato: non è giusto

Fa pensare la lettera che ci ha mandato Diego: una pensione d'invalidità di 700 euro dopo aver lavorato 20 anni, 420 euro d'affitto al mese più spese condominiali e bollette. Spesso gli mancano i soldi per mangiare. Non chiede aiuti, solo quello che secondo lui è giusto: poter accedere alle graduatorie per i canoni d'affitto agevolati. Ma queste sembrano riservate a chi ha tanti figli e lui non ne ha...

Fa pensare la lettera che ci ha mandato Diego: una pensione d’invalidità di 700 euro dopo aver lavorato 20 anni, 420 euro d’affitto al mese più spese condominiali e bollette. Spesso gli mancano i soldi per mangiare. Non chiede aiuti, solo quello che secondo lui è giusto: poter accedere alle graduatorie per i canoni d’affitto agevolati. Ma queste sembrano riservate a chi ha tanti figli e lui non ne ha…

Scusate se vi stresso, ma vi mando queste mie parole di Sfogo Personale.

Premetto che non sono razzista e felicemente fidanzato con una brava donna boliviana.

Ho 44 anni ed ho una invalidità al 100% con inabilità lavorativa e una pensione di invalidità e lavorativa di circa 700 Euro.

Ho provato con molte speranze a fare il bando delle case popolari di Bergamo nel 2012 e con grande delusione nella graduatoria mi sono classificato oltre il 350esimo posto.

Mi chiedo come sia possibile classificarmi così malamente con questa mia situazione di invalidità ed economica.

Nella graduatoria mi sono passati davanti moltissimi stranieri in Bergamo da non più di 10 anni e questo solo perchè in situazioni di indigenza economica e con molti figli a carico.

Non mi sembra giusto che a me, Bergamasco che comunque ho lavorato più di 20 anni, che ho versato tasse e contributi anche per l’edilizia popolare, con i miei genitori e nonni che hanno sempre pagato le tasse, adesso che ho bisogno per la situazione economica difficile e la mia condizione di invalidità, venga rifiutato un aiuto e diritto della casa popolare: sono costretto a vivere in un monolocale con 420 Euro di affitto al mese che con le varie spese condominiali e bollette e la mia pensione, non mi permette di condurre una vita dignitosa ed economicamente spesso non arrivo a fine mese con la garanzia di mangiare tutti i giorni.

Non chiedo aiuto economico agli assistenti sociali anche perchè aiutano solo famiglie con figli, non mi va di mendicare cibo alla Caritas e vorrei solo un alloggio popolare con affitto agevolato che mi permetterebbe di vivere dignitosamente e tolte le spese, con quello che avanzerebbe dalla mia pensione potrei almeno mangiare.

E’ chiedere troppo secondo voi?

Eppure anche nella mia non piacevole situazione sembra di si e dopo come mi sono classificato malamente nel bando 2012 mi sono arreso e ho perso la speranza al punto che nemmeno ho partecipato al bando del 2013.

Io non ce l’ho con gli stranieri, ma penso che il metodo per attribuire punteggi nelle graduatorie sia totalmente sbagliato.

L’Italia dovrebbe pensare prima alle persone in difficoltà nate e cresciute in questo paese e poi agli stranieri e vi assicuro che la mia fidanzata che è straniera, mi da ragione su queste cose.

Troppo facile ottenere case popolari solo perchè si fanno molti figli. Non glielo ha ordinato il Dottore di fare molti figli e oggi giorno è un lusso e bisogna capire che se non ce lo si può permettere, bisogna trattenersi e non farne lo stesso molti, che intanto ci sono assistenti sociali che aiutano e case popolari garantite.

Questa è una Guerra tra poveri e mi fa rabbia che io devo uscirne malamente senza alcun Diritto e Speranza.

Non potrei decidere anche io di fare un figlio con la mia fidanzata così avanzerei in graduatoria per la casa popolare ed avrei aiuti da assistenti sociali, buoni spesa e sconti vari?

No, non mi sembra giusto fare figli peruUsarli come scudo sociale per garantirsi privilegi e sconti, perchè per decidere di fare figli ci vuole la testa per capire se gli si può offrire una vita dignitosa senza fargli mancare nulla.

Buone cose e scusate lo sfogo personale

Diego

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