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“Interpretare il mondo non basta” Al Mascheroni incontro con Diego Fusaro

Il ricercatore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano sarà protagonista del nuovo appuntamento di Noesis martedì 25 febbraio.

Diego Fusaro sarà il protagonista del nuovo incontro organizzato in merito all’edizione 2013/2014 del corso di filosofia Noesis. L’incontro con il ricercatore dell’università Vita-Salue San Raffaele di Milano si terrà martedì 25 febbraio alle 20 nell’auditorium del liceo scientifico “Mascheroni” a Bergamo.

Titolo e tema della serata sarà “Interpretare il mondo non basta: verso una nuova filosofia della prassi”.

Diplomato al liceo classico "Vittorio Alfieri" di Torino, Diego Fusaro si è laureato in Filosofia della storia nel 2005 e, successivamente, in Filosofia e Storia delle idee nel 2007 con una tesi su Marx presso l’Università degli Studi di Torino. Ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano in Filosofia della storia. È ricercatore presso la stessa Università. Inoltre è amministratore e fondatore del sito filosofico.net. Nelle sue opere Diego Fusaro si è occupato della rivalutazione del pensiero di Marx, nell’ottica della crisi del sistema capitalista moderno. Analizzando lo schema dialettico tipicamente hegeliano applicato alla critica marxiana della società ed attualizzando quei concetti, cerca di far emergere la contraddizione radicale del Capitalismo, ovvero la concezione accelerante verso il futuro che non genera la possibilità di un’alternativa. Per queste problematiche Fusaro propone la soluzione della riflessione filosofica, della "pazienza del concetto", che per sua stessa natura rallenta le vite, in quanto meditazione, e permette all’uomo di rinsavire, di vedere le contraddizioni della società, cercando di rimuoverle.

I suoi interessi, inoltre, orbitano intorno alla formulazione e all’esercizio di una “storia critica delle idee” intesa come disciplina che dirige la sua attenzione diacronicamente sulle faglie e sulle discontinuità che si generano nella trasmissione delle forme culturali e simboliche di una data cultura, e, sincronicamente, sul nesso che viene a instaurarsi in ogni momento storico tra il pensiero e i codici culturali, da una parte, e le condizioni materiali della produzione e del potere, dall’altra.

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