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Il rilancio passa dalle città di provincia E Bergamo fa da traino

Il quarto Rapporto sulla competitività delle aree urbane prevede un futuro roseo per Bergamo: grande attrattività, ricambio generazionale superiore alla media e popolazione in aumento di circa 150mila unità.

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Cresce la provincia italiana, scendono le grandi città: il quarto Rapporto sulla competitività delle aree urbane condotto da Sinloc (Sistema iniziative locali) con il contributo della Banca europea degli investimenti e in collaborazione con la fondazione Ismu, Istituto Tagliacarne e Siti, fa emergere la riscossa dei piccoli centri da qui al 2030.

L’indagine non si limita a descrivere e monitorare i principali processi socio-economici territoriali, ma vuole anche fornire supporti conoscitivi e strategici a sostegno delle scelte di pianificazione territoriale: fornire elementi di conoscenza utili a indirizzare in maniera produttiva le risorse investite sui territori.

Il Rapporto sulla competitività delle aree urbane 2013 mette in luce un’Italia debole, in cui si fanno sempre più rilevanti i fenomeni dell’invecchiamento della popolazione, della crescente emigrazione giovanile e intellettuale e del crescente bisogno di colmare il disagio abitativo: i grandi centri urbani soffriranno da Nord a Sud, mentre a meridione si concentrano le aree più critiche, specialmente nelle Isole.

Le cause del peggioramento, in queste aree, sono da ricercare principalmente nell’invecchiamento della popolazione, nell’incapacità di attrarre immigrazione di qualità, ovvero giovani e famiglie, che fanno abbassare il Pil demografico di un territorio.

Città come Milano, Venezia e Torino vedranno aumentare il numero di abitanti ma la popolazione sarà sempre più vecchia, fattore che penalizzerà la competitività.

Le previsioni del Rapporto al 2030 vedono invece tra le favorite nel campo dell’attrattività Bergamo e Brescia che dimostrano una capacità di ricambio generazionale superiore alla media e vedranno aumentare la propria popolazione di circa 150mila abitanti.

Condizioni simili alle due lombarde si riscontrano in alcune realtà emiliane, toscane e marchigiane e in zone floride del Nordest come Belluno, Trento, Treviso e Vicenza. Chi se la passerà peggio di oggi, oltre alle già citate Milano, Torino e Venezia, saranno Bologna, Napoli e Roma. Spostandosi invece sulle Isole nubi all’orizzonte per Agrigento, Cagliari, Catania, Sassari e Siracusa.

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Commenti

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  1. Scritto da Mario

    Bene quindi potenziamo anche tren,i bus, autobus, tram, metro

  2. Scritto da wies

    Bene,speriamo si confermi in futuro,sperando che l’aumento della popolazione resti,almeno in parte,autoctono.