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“Yara, orrori e depistaggi” Il libro sulle indagini boicottato dalle librerie

L'ultimo lavoro del giornalista siciliano Bella non è stato richiesto da nessuna libreria bergamasca, se non "Il Libraccio" di Curno. Nelle pagine del libro tante spigolose domande sulle indagini iniziate dopo il rapimento della 13enne: "Si è perso troppo tempo, sin dalle prime battute".

Questo libro non s’ha da vendere. L’hanno deciso le librerie di Bergamo e provincia che, contattate dalla casa editrice Edicom che ha pubblicato il libro "Yara, orrori e depistaggi", non ne hanno voluto sapere di piazzare sui loro scaffali le pagine scritte con cura dopo mesi di attente indagini dal giornalista siciliano Salvo Bella. "Erano state tutte avvertite dell’uscita del mio lavoro – ha spiegato a BgNews Bella – ma nessuna ha detto che era interessata. Eppure, mi pare di aver capito che il caso della piccola Yara interessasse parecchio i bergamaschi che da anni, ormai, aspettano di veder fatta chiarezza su quella strana e drammatica vicenda".

A dir la verità, una libreria ha deciso di vendere il libro, l’unica in tutta la Bergamasca: è "Il Libraccio" del centro commerciale "Le vele" di Curno. "Sono stati gli unici a chiederci il rifornimento – ha commentato ancora il giornalista di Catania -, che è disponibile, per chi lo volesse acquistare, dal 5 febbraio scorso. E’ un vero peccato – ha continuato Bella -, perché nel mio libro ci sono parecchie domande alle quali qualcuno dovrà pur rispondere prima o poi".

Secondo il giornalista nulla avvalorerebbe la pista, finora battuta con decisione dagli inquirenti, del sequestro seguito da omicidio a scopo sessuale. Stando a quanto scritto da Bella, invece, "il delitto sarebbe stato commesso per minaccia e vendetta verso qualcuno, e nelle indagini qualcosa sarebbe andato storto. Il questore Vincenzo Ricciardi – ha spiegato l’autore del libro -, che io ho conosciuto ai tempi dello scandalo che portò alla scoperta dei depistaggi sul delitto di Borsellino, a Caltanisetta, ha dichiarato per tre mesi che avrebbe riportato a casa Yara viva, dando per scontato che la ragazzina fosse in mano ai rapitori. Invece, era già morta nel campo di Chignolo d’Isola. E si è perso parecchio tempo in quella circostanza. Perché? Cos’è successo, poi, con l’unico possibile testimone di questa brutta vicenda, il giovane Tironi? Perché il ragazzo ha prima testimoniato e poi smentito tutto? Aggiungiamoci a queste domande quella che più mi preme: come mai si è mosso perfino il Ministro degli Interni, roba che in passato è successa solo per le più grandi stragi che hanno colpito il Paese? In questa vicenda ci sono tanti, troppi punti che non tornano e che io ho cercato di mettere in luce".

Bella non è proprio l’ultimo arrivato se si parla di indagini giornalistiche: per anni, infatti, ha seguito i più spinosi casi di mafia in Sicilia e in Calabria, subendo le peggiori ripercussioni: "Una volta mi è stata bruciata l’abitazione – ha raccontato – e per due volte sono scampato a un agguato da arma da fuoco. Ma, come potete vedere, non mi sono stancato di portare avanti queste mie battaglie".

Commenti

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  1. Scritto da Salvo Bella

    Gli elementi in mio possesso sono stati da me portati ovviamente a conoscenza dei magistrati. La casa editrice Gruppo Edicom non è una piccola stamperia e per rendersene conto basta visitarne almeno il sito web; per il libro su Yara ha annunciato da mesi che devolverà in beneficenza gli utili. Grazie comunque a quanti credendosi scienziati mi hanno offeso e a quanti – soprattutto lettrici – hanno scritto invece con toni civili.

  2. Scritto da Olivio

    C’erano un infinità di ipotesi alla immediata scomparsa di Yara. Il tutto man mano si è scartato da se. Depistaggi nelle indagini?? Credo l’unico vero depistaggio sia stato usare Yara per pretendere in fine la banca dati DNA di tutti. Si è perso il filo delle indagini alla vecchia maniera. Le testimonianze parlavano di 2 individui a piedi. Significava molto perché non sicuramente molto distanti come residenti da Brembate di Sopra

  3. Scritto da Christian83

    Ma nell’articolo manca il dettaglio più importante: PERCHE’ LE LIBRERIE SI SONO RIFIUTATE DI COMPRARLO? Non mi dite che non vogliono far soldi, non mi dite che il lettori non l’avrebbero comprato…

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Ben detto: non si dice quali prove o indizi gravi e precisi portino il giornalista a ritenere fondata e credibile una ricostruzione del delitto diversa da quella (sbagliata?) degli inquirenti. E perché scrivere un libro invece di denunciare al magistrato quel che si è scoperto? Nell’articolo, un sacco di domande e nessuna risposta argomentata: se anche il libro si limita a insinuare, che ha d’interessante? Di volumetti misteriosi su presunti misteri siamo già pieni.

    2. Scritto da gigi

      secondo me i potenziali lettori hanno storto il naso quando hanno appreso il nome dell’ autore del libro

  4. Scritto da Vito

    Non ho letto il libro di Bella , due domande all’autore : perché’ si è’ Interessato a questa vicenda dalla lontana Sicilia ( si immagini il contrario…) e inoltre se la tua terra di origine non gli ha fornito spunti da trattare in un libro, per esempio nel film Johnny Stecchino dove si elencano due dei grandi problemi di Palermo (anni 90) : il traffico e l’inquinamento

    1. Scritto da Luigi

      Complimenti! Lei ha vinto il premio “bortolino d’oro 2014”. Ma che razza di domanda becera e’ “perché’ si e’ interessato a questa vicenda…”

  5. Scritto da oscar

    al fine giuste il portatore di verità

  6. Scritto da il polemico

    mesi fa un esponente leghista che prese posizione e suggerì un affiancamento di un magistrato piu esperto a quello che sta indagando,non solo si è preso una querela dal magistrato messo sotto esame,ma pure venne bersagliato pesantemente dagli antileghisti,che di yara non dissero nulla,come se le indagini andavano bene come stavano andando,cioè in un vicolo cieco.attualmente non è dato di sapere se forse sono favorevoli ad un affiancamento ,quindi stupirsi di che?

    1. Scritto da andri

      c’e’ chi riesce a strumentalizzare politicamente anche una tragedia come questa(mi riferisco al lettore).
      Io so che in svizzera si parla di una testimonianza del padre di yara
      contro un suo datore di lavoro
      non so perche’ nessuno ha indagato su questo
      molto strano anche il fatto che nessuno abbia trovato il corpo durante
      le ricerche e che il citato testimone tironi prima dica una cosa poi smentisca(sembra che abiti vicino a yara,anche se non sono sicuro)

  7. Scritto da Pluto

    Tutta l’enorme sceneggiata della ricerca della rapita venne messa in piedi dal Maroni perché a B. c’era un sindaco leghista e c’era di mezzo un marocchino, cosa da cui si sarebbe potuto lucrare parecchio elettoralmente. Ovviamente occorreva farlo con “debita eleganza” per non scoprirsi. Poi siccome tutto é finito in una bolla di sapone e una figuraccia colossale e il Maroni é collassato con la Lega, restano i cocci in carico alla comunità e il lutto alla famiglia.

    1. Scritto da Salvo Bella

      Bastava leggere il mio libro “Yara, orrori e depistaggi” per capire perché hanno tentato di bloccarlo. Chi pensa che la mia inchiesta sia una bazzecola partita dall’oscura Sicilia stia tranquillo: ho scritto il libro, infatti, nella luminosa Lombardia, dove lavoro da vent’anni. Mi piacerebbe solo sapere per quali motivi uno, senza conoscermi, ritiene che la mia firma faccia provare repellenza: mi sa di depistatore, come chi per il libro mi ha minacciato.

  8. Scritto da Gio

    Tanto di cappello alle librerie che si sono rifiutate di far soldi con questa tragedia. Basta sciacalli che si avventano sul dolore degli altri.

    1. Scritto da Vito

      Gio guardi che Lei così’ rivaleggia con me per l’assegnazione del bortolino d’oro che pareva già’ nelle mie mani….

    2. Scritto da bastamediadeldolore

      concordo mille volte con il post di Gio

      1. Scritto da Paola

        Si sceglie sempre il male minore: dato che la ragazza purtroppo non è più resuscitabile (perché nessuno dei cercatori la seppe trovare la sera stessa del rapimento), si cerca almeno di analizzare cosa andò storto perché non s ripetano più esperienze negative simili…….

        1. Scritto da bastamediadeldolore

          analizzate fin che volete, ma non usate vicende tragiche per farne dei fouilleton. E’questo che i media fanno, ed è questo che tanta parte del popolo vuole. Personalmente quando la tv parla della cronaca nera, cambio canale. Preferisco pregare per le vittime e per i carnefici, non desidero alimentare questo triste commercio di cronaca nera usata come romanzi.

  9. Scritto da Tullia

    Sono bergamasca e vengo a conoscenza solo ora dell’uscita di questo libro…… non mancherò di comprarlo…… e di spargere la voce…….

    1. Scritto da Strega

      Spero che lei non sia tra le mie conoscenze perché in quel caso se mi consiglierà sta porcata riceverà quello che si merita uno sputo. NON si lucra sulla morte, specialmente su quella di una ragazzina.

      1. Scritto da Luigi

        Approfondire un argomento e’ lucrare?
        Ah, ora si capisce la sua ignoranza! Lei e’ contro il lucro!

  10. Scritto da Narno Pinotti

    In Italia si pubblicano più di dieci libri al giorno. Una libreria vende lo spazio limitato di scaffali per esporre un fiume di volumi che, in 95 casi su 100, nel giro di tre settimane finiranno sotto il bancone, invisibili a tutti, o nel pacco dei resi. Con questi dati, mi sembra difficile parlare di “boicottaggio”. A prescindere dalla qualità del libro, che nessun libraio ha il tempo di leggere e valutare.

    1. Scritto da R.C. Bg

      Io credo che a Bergamo il libro si sarebbe venduto da solo, e in ogni caso trovo un controsenso il rifiuto delle librerie. Questa drammatica vicenda ha molto scosso e incuriosito i bergamaschi e penso che un punto di vista in più sia comunque degno di lettura. Certo se non lo si vede nelle librerie con buona probabilità la maggior parte della gente continuerà a ignorarne l’esistenza.

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Esistono canali consolidati per diffondere un libro: gli agenti delle case editrici in primis, poi le presentazioni o promozioni. Edicom sembra perlopiù uno stampatore di libri di giornalisti; se per piazzare un libro deve telefonare o mandare un’email alle singole librerie di Bergamo, il confronto con i metodi promozionali consueti si fa imbarazzante. Meglio un bel comunicato stampa che adombra il complotto: qualcuno che lo mette in pagina così com’è si troverà. E infatti.

    2. Scritto da A.Z. Bg

      Il problema è che di alcuni casi non si deve sapere la verità per motivi,penso,di politally correct.Questo è uno e fa specie che a Bergamo nessuna libreria lo voglia vendere,ma altri casi dove libri di indagine molto accurati dimostrano almeno la trascuratezza delle indagini,hanno fatto la stessa fine,sia i casi che i libri.Per esempio Erba.A meno che i problemi che hanno portato al rifiuto non siano altri ben più pericolosi.

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Trascuratezza? Le analisi hanno dimostrato che sui leggins di Yara lasciò tracce di DNA un maschio che con Giuseppe Guerinoni aveva, senza dubbio possibile, il rapporto di figlio a padre. È certo che l’assassino di Yara è un figlio naturale del Guerinoni, magari mai riconosciuto. Qui comincia il difficile: non si può prelevare un tampone salivare a forza, né arrestare la mezza valle dove il Guerinoni faceva servizio. Certo, da qualche parte c’è una madre che sa, o sospetta, e tace.

    3. Scritto da Piero

      Anche se il libro fosse di scarsa qualità, un caso del genere ha scosso fortemente l’opinione pubblica e non credo che sarebbe del tutto snobbato in bergamasca… Le sue giuste analisi sono confacenti a titoli e storie che -appunto- nel 95% dei casi sono sconosciute prima di leggere il libro…. Qui si sa bene di cosa parla il libro, anche senza che il libraio abbia avuto il tempo di leggerlo.