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Pd e liste civiche In provincia solo litigi e nessun accordo

Liste civiche e Partito democratico, un matrimonio difficile da combinare. Il centrosinistra in Bergamasca fatica a trovare accordi in vista delle prossime elezioni amministrative. Nei Comuni più grandi, democratici e civici si presenteranno con gruppi distinti, veri e propri avversari. La conseguenza più naturale è una spaccatura che permette al centrodestra (non privo di tensioni interne) di partire con qualche punto di vantaggio.

Liste civiche e Partito democratico, un matrimonio difficile da combinare. Il centrosinistra in Bergamasca fatica a trovare accordi in vista delle prossime elezioni amministrative. Nei Comuni più grandi, democratici e civici si presenteranno con gruppi distinti, veri e propri avversari. La conseguenza più naturale è una spaccatura che permette al centrodestra (non privo di tensioni interne) di partire con qualche punto di vantaggio. L’ultimo caso scoppiato in provincia è Dalmine, dove sulle liste elettorali compariranno ben tre candidati di orientamento centrosinistra più il Movimento 5 Stelle, più probabilmente Rifondazione comunista. Con un’aggravante da non sottovalutare: la quasi omonimia tra “Patto civico” di Valerio Cortese e “Progetto civico” di Vincenzo Orlando che rischia di mandare in confusione gli elettori. Nella città dell’hinterland il centrosinistra provinciale ha provato a lavorare per raggiungere un accordo tra civici e Pd. Il tavolo di confronto si è chiuso con un nulla di fatto, soprattutto per la mancata condivisione sul nome del candidato. La mediazione proposta era rappresentata da Orazio Amboni, sindacalista della Cgil. Nulla di fatto, ognuno per la sua strada (il Pd guidato da Lorella Alessio, Patto civico con Valerio Cortese) pur consapevoli del rischio. 

A Romano di Lombardia la crisi sembra ormai insanabile. Il Pd ha puntato da tempo su Sebastian Nicoli, candidato scelto dall’assemblea locale dopo un lungo lavoro politico e programmatico iniziato più di un anno fa. Il Patto civico schiera però un nome di peso: Mirosa Servidati, prima segretaria del Pd, ora ufficialmente uscita dal partito dopo lo strappo di Matteo Renzi subentrato a Enrico Letta. Anche nella Bassa nessun accordo, anzi, tensione sempre più alta. Lo stesso vale a Seriate, dove i giochi sono ancora aperti. Le trattative però sono difficili a causa delle posizioni irremovibili delle due parti in causa. Il Pd ci prova con Renato Romano, i “civici” rispondono con l’architetto Stefano Loglio. Altro caso: Stezzano. La lista civica "Stezzano99" non è riuscita a trovare un accordo con "Stezzano bene comune". Idem come sopra e Movimento 5 Stelle che si frega le mani. 

Le due forze che compongono il centrosinistra, singolarmente, disinnescano il consenso costruito negli ultimi anni. Il centrodestra, nonostante le analoghe difficoltà, è pronto ad approfittarne mettendo a tacere i dissidi interni. L’occasione è tropo ghiotta per farsela sfuggire.

Commenti

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  1. Scritto da Marco

    Mi meraviglio che ci sia ancora qualcuno che crede al PD e che lo voti quando non riesce nemmeno a decidere chi candidare per un sindaco di un paesino. Dove vuoi che vadano? Qui da me si sono mascherati da lista civica quando tutti sapevano che erano del PD, hanno vinto solo perché il Cdx era diviso, il Csx ha preso meno del 40%

  2. Scritto da Marianna

    Puro egocentrismo e brama di poltrone, altro che servizio ai cittadini!

  3. Scritto da pluto

    Massima dimostrazione della incapacita’ politica dei dirigenti provinciali PD e della cialtronieria dei circoli locali. Basti vedere come dei sindaci NON renziani firmano per un candidato renziano a BG citta’. Piu’ idee confuse di cosi’. Non vale piu’ nemmeno la pena di arrabbiarsi.

  4. Scritto da MAURIZIO

    Il PD osa sollevare la bocca dal fiero pasto per gracchiare sdegnato la sua astinenza. Perché? Perché durante il governo Prodi e di chissà chi altro, il rapporto deficit PIL non era cosi disastroso come durante i governi Berlusconi. Loro sì che hanno governato bene l’amm. pubblica più corrotte d’Europa. Non è più ipocrisia. E’ psicosi : terrore per la verità del proprio essere e negazione della realtà. Sono profondamente malati.

  5. Scritto da Irene Bruscolo

    Ribadisco, drammatica e grave incapacità di mettere da parte le ragioni del proprio rassicurante “mondo piccolo” per evitare la fatica del dialogo e del rispetto per i “differenti”. Dal mio punto di vista una carenza molto grave per chi vuole fare amministrazione e politica (anche locale).

    1. Scritto da Giorgia

      Concordo, ma il Partito Democratico in Provincia di Bergamo, non è INTERNAZIONALE come atteggiamento. A parte quelli che fanno della politica la loro unica ragione di vita e vendono ogni loro minimo tempo solo per fare quello, vabbè quelli sono invasati, che trasformano una passione in ossessione, li capisco, a volte può produrre ottimi risultati. Rimango della mia idea, l’atteggiamento leghista del piccolo e rassicurante è anche del PD, ovvio ci saranno eccezioni, spero.

  6. Scritto da Irene Bruscolo

    Ribadisco, drammatica e grave incapacità di mettere da parte le ragioni del proprio rassicurante “mondo piccolo” per evitare la fatica del dialogo e del rispetto per i “differenti”. Dal mio punto di vista una carenza molto grave per chi vuole fare amministrazione e politica (anche locale).

  7. Scritto da ottavio lanfranchi

    Villa d alme lista civica e anche li niente accordi con partiti

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Grazie per la segnalazione Ottavio
      Isaia Invernizzi