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I “Forconi” a casa Tentorio “L’Italia sta morendo Il popolo va ascoltato” - BergamoNews
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I “Forconi” a casa Tentorio “L’Italia sta morendo Il popolo va ascoltato”

Torna a farsi sentire anche a Bergamo il Coordinamento 9 dicembre: nella serata di giovedì 20 febbraio alcuni rappresentanti del presidio di Orio al Serio hanno lasciato sotto casa del sindaco Tentorio una bandiera tricolore con la scritta “L’Italia sta morendo, il popolo va ascoltato”.

Torna a farsi sentire il Coordinamento 9 dicembre che, nella serata di giovedì 20 febbraio, si è presentato, con una sua delegazione partita dal presidio di Orio al Serio, sotto casa del sindaco di Bergamo Franco Tentorio.

L’obiettivo era quello di incontrare il primo cittadino per presentargli le motivazioni della protesta e per chiedere risposte.

Incontro che non c’è stato, per l’assenza da casa del sindaco Tentorio, ma che comunque non ha scoraggiato i rappresentanti del Coordinamento che hanno voluto lasciare comunque il proprio messaggio, scritto su una bandiera tricolore: “L’Italia sta morendo, il popolo va ascoltato”.

Non è la prima volta che il Coordinamento 9 dicembre si rivolge direttamente al sindaco Tentorio. Era già successo l’11 gennaio quando, guidate dal referente regionale Umberto Gobbi, una cinquantina di persone, partite dal piazzale della stazione, aveva sfilato fino a Palazzo Frizzoni per chiedere al primo cittadino di Bergamo di unirsi alla protesta.

Delle altre “incursioni” cittadine del presidio di Orio al Serio si ricordano quella dello scorso 10 dicembre, il giorno dopo l’inizio della protesta, quando alcune vetture avevano rallentato il normale traffico in città e pure tre giorni più tardi, quando una quarantina di persone si erano riunite sul piazzale della stazione per provare a sensibilizzare studenti e altri lavoratori riguardo la propria causa e per convincerli ad unirsi al movimento.

Assemblamento sul piazzale della stazione anche il 18 dicembre, giorno della grande manifestazione romana del Coordinamento: il corteo silenzioso verso Palafrizzoni, quel giorno, contò poco più di una decina di persone. Altra manifestazione il 28 dicembre, con una cinquantina di persone a sfilare lungo viale Papa Giovanni.

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