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Caos Ztl: i cittadini si aiutano col web e un’app per smartphone

In Lombardia si sta diffondendo sempre di più l’abitudine di “proteggere” i centri storici con le Ztl: un affare da 300 milioni l’anno per le Amministrazioni comunali mentre i cittadini provano ad orientarsi con l’aiuto di un’app e di un sito internet.

La tutela dei centri storici della città italiane, sovente caratterizzate da un impianto medioevale che mal si concilia con il traffico veicolare moderno, è un dato di fatto ormai condiviso da tutti. Non tutti però, sono in grado di riconoscere che questo può diventare un vero business per le amministrazioni locali, sempre più orientate alla ricerca di risorse economiche per risanare le asfittiche casse comunali.

Ormai sono più di 150 le amministrazioni comunali che si sono dotate di strumenti di controllo automatico degli accessi alle loro Ztl, per un numero complessivo di oltre 1.100 telecamere attive in tutto il territorio nazionale. Ogni anno si stima che vengano rilevate più di cinque milioni di infrazioni per accessi non consentiti ai centri storici e spesso queste contravvenzioni sono più frutto di non conoscenza delle regole, che di deliberata volontà di infrangerle. Il fatturato che ne deriva per le amministrazioni comunali risulta essere superiore ai 300 milioni di euro l’anno.

Non c’è quindi da stupirsi se molte Amministrazioni si stanno dotando di tale strumento, fenomeno questo ormai non più relegato ai soli comuni capoluogo di provincia o di regione, ma anche a centri minori. In Lombardia, ad esempio, oltre ai comuni capoluogo di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia e Sondrio, sono controllate con telecamere anche le ZTL di Albino, Bariano, Bellagio, Busto Arsizio, Cernusco sul Naviglio, Concorezzo, Corsico, Curtatone, Lovere, Malgrate, Mede, Mediglia, Melegnano, Melzo, Paullo, Peschiera Borromeo, Saronno, Sesto Calende, Spino d’Adda, Treviglio, Vizzolo Predabissi.

Inoltre, ogni comune si sta dotando di una sua regola spesso molto diversa della altre e non è facile riuscire ad orientarsi al riguardo. Non è infatti un caso che l’80% delle multe erogate dai comuni siano a cittadini non residenti nel comune medesimo: circostanza, questa, che permette alle amministrazioni locali di risanare i propri bilanci senza pesare sulle tasche dei propri cittadini.

Il risultato è che i cittadini, per evitare tali “salassi”, tendono a smettere di frequentare i centri storici, a beneficio dei centri commerciali o degli outlet. Al fine di invertire questo trend è stato creato il sito www.accessibilitacentristorici.it, che ha l’obiettivo, non solo di fornire le informazioni dettagliate sulle Ztl (regole di accesso, posizione delle telecamere, mappa della ZTL, riferimenti alle Amministrazioni locali per approfondimenti), ma anche quello di valorizzare tali aree indicando le strutture recettive, i ristoranti e i monumenti presenti all’interno delle Ztl .

Non dobbiamo infatti dimenticarci che i centri storici italiani costituiscono il nostro patrimonio e non possiamo permetterci di non sfruttarlo adeguatamente: in un contesto così altamente competitivo e di fronte ad una crisi economica che non dà segno di finire essi costituiscono il valore aggiunto che l’Italia deve assolutamente valorizzare.

La conoscenza delle opportunità, ma anche delle regole presenti nei centri storici sono il primo passo per invertire questa tendenza e consentire ai cittadini di continuare a frequentare e a godere di tutte le opportunità fornite dei nostri centri storici italiani.

Di grande utilità, inoltre, può essere l’app “Warning ZTL” sviluppata per ora in ambiente Android, ma presto anche in ambiente iOS, la quale supporta gli automobilisti che vogliono accedere ad una Ztl segnalando la posizione delle telecamere, nonché il loro stato di funzionamento.

Commenti

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  1. Scritto da Piero

    Diciamo che ci si incappa anche per la scarsa chiarezza della segnaletica e della cartellonistica: frasi con doppia negazione, burocratese, orari che includono altri che escludono, etc… Quando basterebbe un normalissimo semaforo di dimensioni standard all’inizio della ztl con rosso o verde acceso, ad indicare ai cittadini accesso sì/accesso no. È che così, troppo pochi incapperebbero nella sanzione che serve anche a ripagare tutto l’ambaradan di telecamere e business che ci gira attorno.

  2. Scritto da modernita'

    Sembra un articolo scritto qualche decennio fa, quando frequentare i “centri urbani medievali” con l’auto privata era considerato “moderno”.

  3. Scritto da gigi

    Come facevamo venti anni fa senza app ? Non basta apprendere tutto sul sito del comune ?