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Viscardi, Radio NumerOne “Le critiche a Sanremo? Più classiche del Festival”

Il direttore bergamasco di Radio NumberOne, dalla cittadina ligure: "Ormai lo stile di Sanremo lo conosciamo tutti, quelli che criticano continuamente mi fanno solo sorridere. La canzone più bella? Sicuramente quella di Gualazzi. Ma per la vittoria finale vedo favoriti Renga e Noemi. E occhio ad Arisa".

"Criticare il Festival di Sanremo? Ormai è passato di moda": il direttore di Radio NumberOne Luca Viscardi, direttamente dalla cittadina ligure, è un po’ annoiato con gli "esperti di musica" che, anche quest’anno, non hanno perso l’occasione per esprimere il proprio malcontento sull’attesissimo programma Rai: "Anche oggi ho letto tantissime critiche, tantissimi commenti negativi, tantissime cose cattive – ha commentato Viscardi -, ma i non interessati non potrebbero semplicemente cambiare canale?".

Quindi lei sta apprezzando questa edizione del Festival?

"Non ho detto questo, attenzione. Sto solo sottolineando che queste continue critiche non servono a niente e a nessuno perché, ormai, sono sempre le solite. Chi guarda Sanremo deve sapere quello che troverà, non può pensare di vedere qualcosa di mai visto. E allora perché criticare, ogni anno, sempre con le stesse identiche cose? Chi spara sentenze così, a prescindere, mi fa solo sorridere".

Qual è il suo bilancio dopo due serate?

"Credo che le prime due serate siano state in perfetta linea con il tradizionale stile sanremese. Forse lo show è stato un pizzico sottotono ma del resto il meccanismo è diventato un po’ fuori dal tempo. Ma il Festival di Sanremo ormai è questo, gli organizzatori non possono fare miracoli. Ci sarebbe solo da chiedersi se ha ancora un senso farlo nel 2014".

Perché?

"Semplicemente perché non siamo più negli anni Cinquanta o Sessanta, quando l’artista amato da tutti si poteva vedere solo una volta l’anno quando partecipava a Sanremo. Lì sì che aveva un senso, oggi no dal momento che i cantanti che si esibiscono ormai si fanno foto anche quando sono in bagno".

Insomma, secondo lei Sanremo fa parte di un’epoca passata, è così?

"Esatto, Sanremo ormai non è più un festival ma è diventato una semplice trasmissione televisiva dove contano molto di più lo show e l’ospite. Per questo dico che non ha senso criticare: o ti adegui o cambi canale e guardi altro".

Fazio le è piaciuto finora?

"No, per niente. Anzi, devo dire che qualche sua uscita mi ha messo una certa tristezza. Ma non sono mai stato un grande fan di Fazio, il giudizio che ho di lui non è mai stato positivo a prescindere da Sanremo".

Dal punto di vista musicale come le sembra questa edizione?

"Sotto quel punto di vista la promuoverei. Finalmente, dopo anni e anni, non sono stati ‘scongelati’ quei vecchi personaggi che si vedono a Sanremo e che poi tornano in letargo per il resto della stagione, come se nulla fosse. Ci sono artisti nuovi e meno nuovi che rappresentano in pieno lo stile e la cultura della nostra musica. Parlo di Franky hi-nrg, Noemi, Renga. Possono piacere e possono non piacere, ma sono la nostra musica".

La canzone che le è sembrata più bella?

"Direi quella di Raphael Gualazzi, senza dubbio".

E se dovesse indicarci un favorito?

"Quello è più difficile, perché a Sanremo non sempre la canzone più bella vince. Così, a pelle, direi che i favoriti sono Renga e Noemi. Ma occhio ad Arisa: è in gara con una canzone che piace sempre al pubblico di Sanremo".

Commenti

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  1. Scritto da Mario

    Due presentatori, strapagati che fanno solo perdere credito all’Italia, con Tanta Gente all’altezza che potrebbero benissimo sostituirli e pagare molto meno vedi per esempio Tanti giornalisti di RTL a mio avviso molto meglio per esempio il numero uno il noto Napoletano Fulvi Giuliani, gran parlatore, intelligente e simpaticissimo,quindi meditiamo per le prossime occasioni

  2. Scritto da Maurizio

    Non è San Remo da criticare.
    Occorre criticare la RAI, con i suoi dirigenti che gestiscono il festival.
    Sono da criticare i conduttori per i lauti stipendi.
    E’ da criticare lo spreco di denaro pubblico.
    E’ da criticare il sistema che ti impone il pagamento di un canone per fornire spettacoli che tutto sono meno che di buon gusto, intelligenti ma soprattutto di buona qualità