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Vertenze, 6.410 in un anno Ad aprirle sono italiani a tempo indeterminato

Per la prima volta gli Uffici Vertenze di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno presentato unitariamente i dati della propria attività: 6.410 i lavoratori assistiti nel 2013, per un totale di 27 milioni recuperati.

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Oltre 6.410 lavoratori assistiti per circa 27 milioni di euro recuperati nel solo 2013: cifre da capogiro presentate per la prima volta unitariamente dagli Uffici Vertenze di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo che hanno fornito così, attraverso l’andamento dei contenziosi individuali, una fotografia fedele dell’impatto devastante che la crisi ha avuto sul nostro territorio.

Secondo quanto illustrato dai tre responsabili Carmelo Ilardo (Cgil), Salvatore Catalano (Cisl) e Claudio Lodi (Uil), l‘identikit tipo della persona che si rivolge al servizio degli Uffici Vertenze è quello dell’operaio italiano con contratto a tempo indeterminato: chi si è presentato agli sportelli di Cgil, Cisl e Uil è infatti uomo nel 66% dei casi, nel 69% è un lavoratore italiano, 13% straniero comunitario e 18% straniero extra comunitario; il 90% delle persone con contratto a tempo indeterminato, mentre c’è solamente una leggera prevalenza di under 40 (il 51%).

Il numero totale delle pratiche, 6.410, risulta in aumento del 3,3% rispetto allo scorso anno, quando furono 6.205, e si divide in 3.450 vertenze (in calo del 10%) e in 2.960 fallimenti (in aumento del 22%). Nel solo 2013 hanno dichiarato fallimento 332 ditte, numero in ascesa del 16% rispetto alle 285 del 2012.

La motivazione maggiore, nel 68,4% dei casi, che spinge un lavoratore a rivolgersi agli Uffici Vertenze è il recupero crediti, mensilità non pagate o Tfr. A seguire, in lieve calo, il licenziamento (16,5%). Caso particolare quello delle illegittimità contrattuali che, come ha sottolineato Carmelo Ilardo, “sono sì in calo ma perchè la legislazione ha tolto le armi di difesa ai precari”. Anche la situazione del lavoro nero è poco chiara e viene inquadrata in un 13,5% dei casi che non può comunque essere un osservatorio reale: “Soprattutto nei settori dell’edilizia, del commercio e dei servizi – osserva Ilardo – in molti sono costretti ad iniziare in nero, oppure negli intervalli dei contratti a termine: l’instabilità lavorativa, purtroppo, favorisce questo fenomeno. Il lavoratore si tiene stretto quello che ha e si rivolge al sindacato solo quando perde tutto”.

Scendendo nel dettaglio dei dati il settore merceologico più interessato dalle vertenze è quello che comprende commercio, servizi e cooperative sociali, con il 35,9% dei casi, seguito da Edilizia, legno, marmi e affini con il 26,8%. I contenziosi per mancati pagamenti delle retribuzioni e Tfr sono per il 30,9% dei casi da ricercare nel settore di Edilizia e Legno e per il 30% nel Commercio e nei servizi. I maggiori contenziosi per licenziamenti individuali, invece, si concentrano nel Commercio e Servizi (41,9%).

Dai tre rappresentanti degli Uffici Vertenze bergamaschi è arrivato un appello ai lavoratori: “Si rivolgano sempre al sindacato, ovvero all’assistenza naturale, evitando altre vie più costose e a volte meno efficienti”.

Un fenomeno che, purtroppo, è emerso da questa analisi unitaria è quello del ricorso al Fondo di Garanzia dell’Inps: sembrano infatti molte le aziende che non pagano Tfr e le ultime tre mensilità ai lavoratori, lasciando quindi l’incombenza delle retribuzioni al fondo Inps, andando però così a gravare sulle spalle di tutti i contribuenti.

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