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Sanremo e il Governo maratone parallele con la sorpresa Grillo

Si alza il sipario sulla 64ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, una gara che durerà fino a sabato sera. Nello stesso calendario Matteo Renzi, sindaco di Firenze, avrà il compito di sciogliere la riserva e formare il nuovo governo.

Se son rose fioriranno. Nessun adagio pare calzare meglio di questo per descrivere la settimana appena iniziata che vede sotto i riflettori due appuntamenti: la formazione del nuovo governo, affidato al sindaco di Firenze Matteo Renzi, e il 64° Festival di Sanremo.

Niente di più distante, se vogliamo, tra la politica e il varietà.

Eppure entrambi nella stessa settimana che vedrà fiorire e appassirsi – i termini paiono proprio i più appropriati – ipotesi di ministri da una parte e cantanti vincitori ed esclusi dall’altra. Se paiono mondi paralleli, ad unirli è un eroe della comicità prestato alla protesta popolare: Beppe Grillo. Il comico genovese a capo del Movimento 5Stelle ha promesso di fare un’incursione sul palco dell’Ariston per cantarle al Bel Paese.

Insomma, le attese promettono scintille sia per il festival più nazional popolare che c’è, sia per il delicato equilibrio nel centellinare nomi che stabiliscano gli equilibri della maggioranza e quindi del futuro dell’Italia.

Non poteva esserci elemento più eccitante per entrambe le situazioni.

E non sarà facile per nessuno, né per Fabio Fazio e Luciana Littizzetto che presentano la kermesse canora sul palcoscenico dell’Ariston e sabato consegneranno la “palma” al miglior cantante italiano in gara, né per Matteo Renzi che ha deciso di sciogliere la riserva e consegnare la lista dei ministri che comporranno il suo Governo proprio entro sabato. Sul piccolo schermo vedremo passare di tutto. Quindi prepariamoci con il telecomando in mano.

Che sia uno spettacolo nello spettacolo, non c’è dubbio. La canzone italiana sarà solo la colonna sonora. Anche se qui è bene ricordare che non si deve mai sottovalutare un motivetto pop.

L’inno di Forza Italia, “La canzone popolare” di Ivano Fossati per il centrosinistra o “l’Inno” di Gianna Nannini per il Partito Democratico di Bersani sono solamente alcuni esempi che la politica e la canzone non sono proprio così distanti. Così la canzone che vincerà sabato prossimo a Sanremo – tra 14 Big e otto giovani – potrebbe essere l’ipotetica sigla d’apertura del nuovo governo Renzi. Non ci resta che aspettare. Nel frattempo, se la musica non è il vostro forte, non potete disertare Sanremo.

Sulla riviera dei fiori vedremo sfilare Laetitia Casta, Raffaella Carrà, Yusuf Cat Stevens, Ligabue, Claudio Santamaria, Claudio Baglioni, Rufus Wainwright, Renzo Arbore, Enrico Brignano, Gino Paoli, Paolo Nutini, Ligabue, Stromae, Maurizio Crozza e Terence Hill. Sembra di essere a Natale, quando si vedono anche quei parenti lontani che rimangono nel limbo, sospesi tra questo mondo o immaginati già passati oltre. Se la sera sarà spettacolo, di giorno non sarà da meno: con il toto nomine per quello che sarà il prossimo governo. La fantasia al potere non mancherà. Viste le premesse. Dal cilindro dei “si dice che…” verranno estratti tutti i possibili papabili capaci di destare stupore.

E anche noi, comuni mortali, potremo immaginare – perché immaginare costa meno del canone Rai e della Tares – chi ci piacerebbe vedere al governo. Ma alla fine, la lista dei possibili 16 Big, pardon ministri, vedrà la verbalizzazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quindi, l’appuntamento per il vincitore del 64° Sanremo è sabato sera, quando avremo anche il nuovo governo Renzi. Nel frattempo non ci restano che lustrini, fantapolitica e musica da gustare sprofondati sul divano, in un’olimpiade che vedrà tutti gli italiani eccellere nell’infierire sulle rughe della Littizzetto, le papere di Fazio, le mise della Casta….insomma siamo o non siamo il Paese della "Grande Bellezza"?

Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe

    E’ ora di CHIUDERE questo SPR€CO .
    oramai la canzone ITALIANA e’ MORTA.

  2. Scritto da nino cortesi

    Quelli del M5* piacciono e non se la tirano.
    Al contrario degli altri che vengono “fuori dagli occhi” come si usa dire a Bergamo.
    Pi
    Più non vanno in Tv e più sono bramati.

  3. Scritto da miro

    intanto li paghiamo Tutti Noi col canone saporito che ci fanno sborsare, è una vergogna

  4. Scritto da Dolores

    Basta non guardarlo. Sugli altri canali non metteranno niente apposta, ma consiglio caldamente di non guardare quella trasmissione inutile, dispendiosa e fatta solo per le case discografiche, le quali foraggeranno i soliti noti in base agli ascolti. Consiglio di boicottare anche e soprattutto l’altra grossa bufala, il grande fratello. Questa sarebbe una gara tra pistola, l’altra tra canzoni. Assurdo: perchè allora non una corsa tra statue?
    Siamo proprio così fessi?

    1. Scritto da rachele

      si molto fessi.per lo meno chi guarda il festival ol il gf.e ti assicuro che sono molti.senza parlare poi di ics factor,uomini e donne,ce posta per te o altri programmi per celebrolesi

  5. Scritto da Mister Bean

    Più pubblicizzano qualcosa e meno ne tengo conto.
    Festival, calcio, Renzi. roba inutile, possiamo farne benissimo a meno.
    Dei problemi veri non ne parla nessuno o quasi. E la tv se ne parla, prende solo la posizione dei padroni del vapore e mai, dico MAI, della gente comune.
    Siamo nel medioevo, divisi tra la plebe e i nobili.

    1. Scritto da Zelig

      Detto da un leghista fa scompisciare dal ridere !

      1. Scritto da Mister Bean

        Già. Pare che tutto sia colpa della lega e anche che il tuo Renzi faccia tutto lui. Ha raddrizzato la concordia e adesso raddrizzerà l’economia italica, dando retta all’adolofina, alle sue amiche banche e al suo mentore l’ingegner carlo, che ha fatto i soldi vendendo per decenni catorci allo stato italico.
        Tu continua pure a guardare sanscemo, magari partecipa anche al televoto. Ricorda quanto prendono il servo fazio e la sua gallinella rossa. Ah, già: colpa della lega.

  6. Scritto da Cambio canale

    Non guardero’ nemmeno un secondo del festival. Ormai siamo alla dittatura rossa,pure li.

    1. Scritto da Sùconlavita

      Allora la guardo ! Presentano Stalin e Rosa Luxemburg ? Sei proprio messo male, ogni tanto rilassati, la vita è bella !

      1. Scritto da La verità fa male

        Rossi o bianchi, Fazio o Grillo o Pippo Baudo (tanto è uguale, trattasi sempre di conduttori viziati e super ricchi pagati con i soldi pubblici del canone RAI, anche se fanno i radical chic o i politically correct) c’è chi come me è sopravvissuto anni senza mai vedere il Festival. Se lo vuol guardare, si rilassi e lo guardi, preferisco una partita di calcio o di basket; c’è chi (come me) del Festival se ne frega, se ne faccia una ragione…

        1. Scritto da carlo

          hai ragione anche io non lo guardo.io seguo il ciclismo ,però mi darebbe fastidio se un politico qualsiasi disturbasse l’ arrivo di una tappa con le sue fesserie

    2. Scritto da Irene Bruscolo

      Più che alla dittatura rossa, direi che siamo al trionfo della sinistra “radical-chic” che a me, elettore di sinistra, mi sta decisamente sugli zebedei. Fazio e la Litizzetto, soprattutto quando sono insieme, sono ormai irritanti e inguardabili.

      1. Scritto da gigi

        non me lo dica, gli uomini preferiscono ancora la valletta
        scosciata che quella racchia intelligentona della Litizzetto

      2. Scritto da Rossana

        Giustissima definizione :
        Radical chic è un’espressione idiomatica, mutuata dall’inglese, per definire gli appartenenti alla ricca borghesia o gli snob provenienti dalla classe media, che, al fine di seguire la moda del momento, per esibizionismo o per inconfessati interessi personali, ostentano idee e tendenze politiche affini alla sinistra radicale (come il comunismo), o comunque opposte al ceto di appartenenza.