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Nuova accademia Carrara Visita virtuale al museo Guarda video e immagini fotogallery video

Un viaggio virtuale all'interno della “nuova” accademia Carrara, tra le centinaia di capolavori che bergamaschi e visitatori potranno tornare ad ammirare nei prossimi mesi. La Fondazione Credito bergamasco presenta con orgoglio il progetto di allestimento donato alla città e affidato all'architetto Attilio Gobbi. E' come la trama di un film: un inizio avvincente, le inquadrature sono studiate per rapire il visitatore, tra scene spettacolari e momenti raccolti. Parlano le immagini.

Un viaggio virtuale all’interno della “nuova” accademia Carrara, tra le centinaia di capolavori che bergamaschi e visitatori potranno tornare ad ammirare nei prossimi mesi. La Fondazione Credito bergamasco presenta con orgoglio il progetto di allestimento donato alla città e affidato all’architetto Attilio Gobbi. E’ come la trama di un film: un inizio avvincente, le inquadrature sono studiate per rapire il visitatore, tra scene spettacolari e momenti raccolti. Parlano le immagini.

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I TEMPI – Quando riaprirà l’accademia? La convenzione è pronta, mancano solo gli ultimissimi dettagli. Dovrà poi essere validato il progetto esecutivo da parte degli uffici comunali e approvato dalle soprintendenze regionali. Verranno poi le gare d’appalto, di cui una internazionale. Una volta ultimato l’iter di approvazione si procederà con la realizzazione dell’allestimento vero proprio e in ultimo l’accrochage. Secondo l’amministrazione comunale, come spiegato in commissione, si parla di otto mesi dalla stipula della convenzione: autunno 2014. Realisticamente, con procedure complesse e imprevedibili come le gare d’appalto, si avrà qualche ritardo rispetto alle previsioni. “Noi ci auguriamo che venga aperta ieri – commenta con una battuta Cesare Zonca, presidente del Credito bergmasco -, noi riteniamo di aver fatto il nostro compito, rimaniamo a disposizione per eventuali aiuti. E’ evidente che nel percorso da oggi in avanti noi siamo fuori dal gioco. Dobbiamo augurarci che tutte le cose vadano nel miglior modo possibile”. Angelo Piazzoli, segretario della Fondazione Credito bergamasco, sottolinea che “non è stato perso un giorno, anzi, con l’attività dell’architetto Gobbi abbiamo anticipato i tempi in tre passaggi. Il nostro investimento di 1 milione e 250 mila euro è confermato. In convenzione è previsto che in caso di risparmi, i soldi siano destinati sempre alla Carrara. Magari per completare l’ascensore esterno sulla parte sinistra dell’edificio.

L’ALLESTIMENTO – L’architetto Attilio Gobbi spiega il lungo lavoro progettuale svolto sulla Carrara. “Una parte importante del progetto è stata quella di conciliare le sale “fisiche” proposte dal palazzo con i nuclei artistici, tematici o cronologici, che la commissione museografica aveva nel frattempo sapientemente individuato – spiega Gobbi -. In ogni museo la chiarezza del percorso fisico è fondamentale per la chiarezza del percorso artistico. Fosse confuso il primo, lo diventerebbe anche l’altro. Dobbiamo sempre considerare che i visitatori del nuovo museo saranno mossi da interessi di tipo diverso: ci sarà lo studioso, ma anche il generico turista e anche le scolaresche. La sfida è sempre quella di rispondere a tutte quelle diverse esigenze, offrendo qualità e modi di frequentazione spesso molto diversi. Per mantenere alta l’attenzione ci siamo occupati non solo dell’andamento del percorso di visita, ma anche del ritmo, della sequenza di emozioni e degli interessi, dei picchi di maggior impatto e della loro alternanza con quelli di maggior quiete. Proprio come lo storyboard di un film”. 

I testi saranno leggibili facilmente da due metri di distanza, posti non sulla parete, accanto alle opere, ma al piede lungo un basamento – come a richiamare le boiserie degli allestimenti antichi della Carrara – un basamento leggermente inclinato e di colore simile a quello della parete di riferimento. Questo sistema permetterà di riportare, oltre alle informazioni sul titolo, sull’autore, l’anno e la collezione di provenienza dell’opera – e magari non solo in italiano – anche alcuni brevi testi, dei "titoli" riferiti non solo a quell’opera ma spesso a un nucleo di opere. Come se si trattasse della punteggiatura del discorso espositivo. E’ un sistema innovativo che è stato sperimentato già in alcuni allestimenti, alle scuderie del Quirinale e a Brera. “Le didascalie o i testi di sala non devono "spiegare" l’arte – continua Gobbi -. L’arte, se è arte, non è spiegabile. Le didascalie sono solo le scintille che accendono il fuoco, che accendono la voglia di capire. I futuri visitatori della Carrara dovranno uscire dal museo soddisfatti, ma con meno certezze di quando sono entrati. La luce in un museo è tutto. Data la delicatezza dell’argomento, per essere assolutamente certi dei risultati, abbiamo già svolto e stiamo tuttora svolgendo alcuni test sulle luci, sia in laboratorio che in una sala appositamente attrezzata della Carrara. Utilizzeremo proiettori LED ad altissima resa cromatica, e quindi con luce pressoché identica a quella solare, con nessuna distorsione dei colori originali delle opere, priva però delle dannose radiazioni ultraviolette. Nelle sale più grandi la luce sarà uniforme, mentre Nelle sale più raccolte, si utilizzeranno proiettori a fascio ellittico o sagomatori, utili per creare in questi casi un’atmosfera più raccolta e intensa.Le tinte delle pareti verranno scelte assieme alla Soprintendenza ai beni architettonici. E’ difficile rappresentarli fedelmente né a video né su carta: i monitor, le stampe su carta e le proiezioni a parete, alterano ogni volta le tenui tonalità prescelte.Il tempo che un turista medio dedica al Louvre è pari al tempo che un turista medio dedica a Bergamo, ossia due giorni. Il confronto è quindi non tra la Carrara e il Louvre, ma tra Bergamo e il Louvre. Come se la Carrara fossee una preziosissima sala ma di un grande museo "diffuso" in tutta la città. Un esempio: il nuovo museo accoglierà sette dipinti del Lotto, ma altrettanto pale d’altare si trovano già in altrettante chiese di Bergamo. E’ già così, basta rendersene conto e agire di conseguenza, mettendo a sistema le risorse artistiche di cui già disponiamo, mettendole in rete e senza disperderle".

Commenti

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  1. Scritto da Voce

    meno male che c’è chi pensa SERIAMENTE alla cultura nella nostra città. Questi sono i fatti che contano, non i totem o le centinaia di migliaia di euro spese in consulenze come chi ci amministra.