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La vendetta scritta contro la mira di Cupido Vota il racconto

Quando Cupido sbaglia mira, spesso colpisce obiettivi sensibili. E sono proprio loro i protagonisti del concorso "Cupido, ma dove ComoAnconadoppiaZZaraOtranto... miri?" promosso dall'Associazione culturale "Il Paese che non c'è" e Bergamonews in occasione di San Valentino. Giunto alla seconda edizione, il concorso non manca di riservare sorprese. Pubblichiamo i racconti finalisti: i lettori possono votare entro giovedì 20 febbraio la miglior storia breve che poi verrà premiata. In palio pacchi di libri.

Quando Cupido sbaglia mira, spesso colpisce obiettivi sensibili. E sono proprio loro i protagonisti del concorso "Cupido, ma dove ComoAnconadoppiaZZaraOtranto… miri?" promosso dall’Associazione culturale "Il Paese che non c’è" e Bergamonews in occasione di San Valentino. Giunto alla seconda edizione, il concorso non manca di riservare sorprese. Pubblichiamo i racconti finalisti: i lettori possono votare entro giovedì 20 febbraio la miglior storia breve che poi verrà premiata. In palio pacchi di libri.
 

IL VIRUS

di Nadia M.

Lo chiamavano così perché faceva star male tutte le donne con cui usciva. Le faceva innamorare e poi le lasciava. Che fosse uno stronzo travestito da superuomo era evidente. Infatti, oltre alle donne, gli ronzavano intorno un’infinità di mosche. Dove c’era lui, arrivavano donne e mosche. Le prime con l’intento di farlo innamorare, le seconde solo per annusarlo un po’ e posarsi su di lui. Se lo infastidivano troppo, lui le allontanava in malo modo, quando non le stecchiva: donne e mosche. Un giorno incontrò Guenda. In minigonna e tacco 12 era uno spettacolo. La invitò a cena. Non fece caso alle piccole antenne che spuntavano dietro le sue orecchie. Guenda infatti era una donna-mosca. Il Virus non lo sapeva, ma non l’aveva incontrata per caso. Lei infatti aveva un piano preciso: vendicare donne e mosche. In auto lui la baciò. All’improvviso sentì una fitta e un forte bruciore alle labbra. “Ma che fai? Morsichi?” urlò lui. “No, pungo” rispose Guenda. “Sono una donna-mosca tse-tse, non te n’eri accorto?“. “ Tu sei pazza! Ma va’ a …” Non fece in tempo a finire la frase. Si addormentò di colpo e per sempre. Così il Virus da “attivo” divenne “dormiente” e smise di fare danni.

COLPO DI FULMINE

di Marco B.

Discendo da una famiglia contadina. Gente concreta come questo ceppo di quercia, piedi piantati in terra e nessun grillo in capo. Espressioni quali “sognare a occhi aperti” o “colpo di fulmine” erano per me prive di senso finché non ho incontrato Lui. Un unico sguardo e il mio cuore si è sciolto, il mio respiro fuso con il suo. Alto come una montagna, muscoli di leone. Occhi verdi di mare. Capelli biondi di grano maturo. Voce calda di un pomeriggio estivo. Bello come solo il Principe Azzurro può essere. Si accorse di me e contraccambiò il mio amore. All’inizio furono occhiate furtive, poi vennero baci appassionati quindi, finalmente, i nostri corpi si congiunsero in un intimo abbraccio. Sua moglie, la regina, ci scoprì. Lui se la cavò con un ceffone, io no. Un tonfo. Il mio capo ruzzola nel piazzale della corte. Adesso so cosa significa “perdere la testa per qualcuno”.

ERA QUASI PERFETTO

Silvana S.

Lui: “Ti devo dire una cosa….non la lascerò mai!” Escursione termica. Il livore della delusione, freddo raggelante. L’insopportabile calore della rabbia, infuocata. Pensavo di soffocare nella contorsione emotiva. Posai il tovagliolo con insolito self control e accennai ad un movimento: intendevo alzarmi e nonostante l’escursione termica, il mio corpo decise di assecondarmi. Io: “questa frase l’ho già sentita” e me ne andai, immaginando un volume Treccani sulla testa per lasciare la scia di un incedere altero e irresistibile. Giocavo ad essere indimenticabile. In realtà IO non ho mai dimenticato… le sue mani nervose sul tovagliolo raffinato, le labbra sottili di chi sa ferire, i baffi lineari un po’ retrò, gli occhi espressivi e intriganti: bello da stordire. E, stordita, sono uscita dalla sua vita; era un uomo non per una donna sola ma per tante, illuse come me. Era quasi perfetto. Ma che uscita di scena da vera star, piantarlo lì, al ristorante, davanti ad uno stinco di maiale( premonitore!) per andarsene con un altro,… il tassista.

GRAN BURLONE

di Cristina R.

Una storia recente e subito un San Valentino da festeggiare…che bello. Decido per una strepitosa serata alle terme, che per l’occasione effettueranno apertura notturna. Prenoto tutto. Entrata, cena, massaggio di coppia: si preannuncia una serata perfetta. Già dal pomeriggio ricevo telefonate sospette…un raffreddore latente, il tempo minaccia pioggia, il gatto vomita in giro per casa. Imperterrita continuo a sognare noi due immersi nell’idromassaggio, tra luci soffuse e candele profumate. Con il piede già sulla porta di casa ricevo l’ennesima telefonata: alla fine, valutati tutti gli elementi del caso, ha deciso che è meglio non vedersi più…ha troppi problemi, è depresso, vuole stare per conto proprio. Chiamo la mia amica…dopo un’ora siamo alle terme, io e lei. Non so se ridere o piangere. Alla fine brindiamo all’amicizia, quella che c’è sempre e che ti aiuta a vivere. Una coppia si bacia nell’acqua della piscina. Lui socchiude gli occhi e mi fa l’occhiolino: Cupido è davvero un gran burlone.

LA FORTUNA

di Laura P.

Sono uscita con un ragazzo M. essendo così favolosamente corretto decise di informarmi subito che a ogni uscita si sarebbe pagato una volta per uno il conto al bar in modo da non spendere troppo! Quando toccava a me, si abbuffava come alla gara di chi magna più salsicce; cocktail aperitivi torte coppe gelato da mezzo chilo quando toccava a lui ci sedevamo e appena vedeva da lontano il cameriere gli urlava per non farlo avvicinare ovviamente due miseri caffè anche se fosse stato ferragosto a rischio disidratazione o inverno coi pinguini in braccio, solo e sempre caffè. Io non bevo caffè; mentre lui degustava la tazzina neanche fosse un giudice di masterchef. Io, la guardavo miseramente. "Perché non bevi il caffè?" "non mi piace" "se vuoi… lo bevo io". Uscimmo il pomeriggio di Pasqua prese dall’auto il mio regalo io emozionata, pensavo a un oggetto carino lo vedo prendere una cosa piccola; un bracciale? No un ovetto di cioccolato ma neanche un ovetto Kinder ma uno del Discount, ed io che fingevo di non poter desiderare altro. All’appuntamento successivo mi chiese cosa ci avevo trovato dentro. Mi lasciò per sms dirmelo di persona gli sarebbe costato di più in benzina. Dio quanto sono stata fortunata!

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE 

di Mara F. 

L’avevo conosciuto per strada, ogni mattina stesso tragitto alla stessa ora in direzioni opposte. Non ci è voluto molto, la città di Genova è più piccola di quello che sembra e grazie ad amicizie in comune conoscerlo non è stata una fatica erculea. L’inizio della storia è stato scoppiettante, ricco di sogni e progetti per il futuro, eravamo un corpo e un’anima, sul dizionario avrebbero apposto la nostra foto accanto alla parola "amore". Ma si sa, prima o poi dai sogni bisogna svegliarsi. Infatti è arrivata lei, il nuovo modello della sottoscritta con alcune migliorie: la scocca si presentava slanciata con due grandi fari anteriori del colore del ghiaccio che sembravano risucchiarti l’anima ad ogni sguardo e cosa non da poco, rispetto a me questo nuovo modello era più giovane di sette anni. Senza pensarci due volte è salito a bordo e non ha più fatto ritorno. La mamma mi ha sempre detto di non raccogliere niente per strada, non a caso si dice che la mamma abbia sempre ragione.

UN LENTO MILITARE

Una domenica pomeriggio dell’ estate del 1977, io e mia cugina, su un unico motorino scassato, raggiungiamo la discoteca del paese vicino. Dopo aver parcheggiato entriamo e, nell’oscurità del locale affollato e psichedelico, cerchiamo dove sederci. Facciamo qualche giro e troviamo posto vicino a due ragazzi. Quando finalmente riusciamo a metterli a “fuoco” ci accorgiamo che non sono niente male! Con naturalezza io sono attratta, corrisposta, dal militare sulla mia destra e mia cugina, idem, con quello alla sua sinistra. Ogni tanto, io e lei, ci picchiamo nei gomiti in segno d’intesa e quando ci guardiamo dobbiamo stare attente a non farci travolgere dalla nostra “grignarola”. Ma torniamo al ragazzo che tanto mi piaceva. Chiudo gli occhi e lo rivedo: viso meridionale bellissimo, occhi verdi, capelli folti e neri, sorriso smagliante. Dopo tanta dance music in sala partono i lenti e ci chiedono di ballare. Mia cugina, molto più alta del suo militare, dice che guardandoci, sembrava che “il mio” ballasse da solo. Non gli arrivavo neanche allo stomaco!

L’AMORE CHE NON C’E’

di Yami

Le peggiori storie d’amore sono quelle che non esistono. E le mie compagne di liceo possedevano una spiccata predisposizione nell’inventarne sempre di nuove, partendo magari da un piccolo gesto catturato dalle loro pupille attente e avide di pettegolezzi, un breve incontro-scontro del tutto casuale verificatosi tra due ignari individui che si ritrovavano a condividere il medesimo metro quadro per qualche istante. Bastava davvero poco per mettere in moto il loro potenziale scandalistico, spesso anche il nulla. Chiunque poteva diventare il loro bersaglio, specie la classica studentessa parzialmente emarginata e beatamente ingenua, non interessata a mescolarsi alle oche starnazzanti che si accapigliavano in cortile per il bello dell’istituto: quale preda migliore per uno scoop, se non la più insospettabile? Fu così che, per un “Ciao” rivolto a un vecchio compagno delle elementari, riconosciuto per caso tra la folla, a metà giornata mi ritrovai fidanzata. A mia insaputa!

BUON VIAGGIO AMORE MIO

di Claudia

Amore, perché tutti dicono che senza di te starò sicuramente meglio? Ti amavo quando portavo fuori il cane sotto la pioggia mentre tu stavi in poltrona a guardare la tv. Ti amavo quando invitavi i tuoi amici a cena dandomi circa cinque minuti di preavviso. Ti amavo quando passavamo le domeniche allo stadio e io ho sempre odiato il calcio. Ti amavo persino quando per il mio compleanno mi portavi fuori …. a bere un caffè. Ho amato raccogliere i tuoi calzini sporchi sparsi per la casa come se fosse una caccia al tesoro. Ma la cosa che ho amato di più in assoluto della nostra storia … è stato quando ti hanno trasferito in Congo per lavoro …. Buon viaggio Amore mio!!

COLPO DI FULMINE 

di Fabio M.

Fu un colpo di fulmine. Del resto era estate, ci poteva anche stare. Campeggio al lago Trasimeno. Ho 17 anni, lei non so, la bellezza assoluta non ha età. La macchina di suo padre diceva che veniva dalla Francia. Un corpo agile, gambe magistrali, sguardo furtivo e malinconico. Si dondolava sulla sua amata amaca leggendo classici, presumo, arricciandosi una lunga ciocca bionda. Io, occultato nella canadese agognavo di carezzarle i capelli. Non uscivo mai. La spiavo dalla cerniera semi abbassata della tenda lungo le afose ore che trascorreva sola, sulla loro piazzola. E quando non c’era l’aspettavo come un fotografo naturalista, per essere già in posizione e non farmi notare. I miei sbraitavano che non mi avevano portato per stare sempre all’ombra, ma era un’ombra torrida, nella quale ardevo di desiderio, di spirituale concupiscenza. Poi una mattina presto… La piazzola era vuota. Dopo giorni di palpitante reclusione mi trascinai alle acque oscure del lago, a cui entrandovi, aggiunsi qualche lacrima, lamentano che le storie d’amore più tristi sono quelle che non sappiamo cominciare.

L’APPUNTAMENTO

di Daniela L. 

L’appuntamento era alla Porta di Sant’Agostino. Nelle ultime due settimane si erano sentiti diverse volte al telefono. Non si conoscevano. Le conversazioni erano un po’ spinte ma faceva parte del gioco. “A che ora arrivi?” ,chiese lei. “Alle 9”, rispose lui. Lei non avrebbe potuto vedere “Che tempo che fa”. “Che macchina hai?” chiese lei. “Una Peugeot nera”, rispose lui. Lei detesta le auto francesi. Sono le 9. Lei cammina nervosamente verso Porta Sant’Agostino. Un tipo su una Peugeot nera è fermo in mezzo al crocevia. La faccia fuori dal finestrino. E’ chiaro che non sa dove andare. Lo guarda per bene. “Speriamo non sia lui”, pensa. Lei detesta gli uomini che non sanno prendere una direzione. Squilla il cellulare. “Sono arrivato. Ho parcheggiato proprio ora” Lei torna indietro. Lo guarda da lontano. Era lui.

DOPPIA COPPIA… E SCACCO MATTO!

di Dario S.

Il suo nome, Katya, evocava avventure esotiche capaci di far impallidire anche un diciassettenne come me, con gli ormoni in libera uscita permanente; le bastò sbattere le ciglia, e con me aveva già vinto. I primi giorni volarono tra baci appassionati e tante risate con la mia amica Maria e il suo ragazzo Leo. Poi, a una festa di compleanno, il mio Amorino non c’è, e neanche Leo, è ammalato. Tra un panino e una coca scherzo con Maria…non è che se la stanno spassando insieme?! Ridiamo di gusto, ma Maria (ah, le donne!) prende il telefono…tra l’altro, poverino, Leo è tutto solo a casa…lo provoca: ”Ciao amò, ma…Katya è da te?”…attimi come anni…“Sì…sto con lei adesso…”. Urla e parolacce, note e ignote, riempirono l’aria, la testa divenne pesante per le…fatiche della giornata, ma poi arrivarono le risate isteriche…ma sì, chissenefrega…c’era tempo per l’amore, quello vero…quella era solo una storia d’orgoglio ferito da raccontare a Cupido, un giorno…magari per ricordargli di passare, ogni tanto, dall’accordatore d’archi in fondo alla strada.

UN CUORE 

di Emanuela C.

“Devi smetterla, stammi lontana o non rispondo di me!” avevi urlato al telefono e il silenzio che ne era seguìto tagliava più delle parole. Eppure, oggi sono scivolata accanto al tuo letto e nessuno ci ha fatto caso. Sai che adoro guardarti dormire. Ti ruberei i sogni e i respiri, se solo potessi, lasciando intatti i ricordi belli. I giorni felici stracciati dal vento alternati a notti di mischie furenti, la colonna sonora delle tue promesse illusorie che sbiadiva un po’ sul finale mentre ripetevo ostinata: “Avrai il mio cuore per sempre”. Prima delle frasi odiose e delle ripicche disperate. Un rumore alle spalle: sono arrivati. Non aprire gli occhi, non importa. Questione di ore, avremo tutta la vita per stare insieme. Appena il tempo di sfiorarti le labbra con un bacio trasparente, appena il tempo di cogliere il cenno d’intesa tra i chirurghi dell’équipe Trapianti. “Pronto, signor Torrisi?” L’infermiera solleva le sbarre laterali del letto, sblocca il meccanismo che inchiodava le ruote al pavimento mentre mostra il profilo al primo assistente, in un filo di voce: “Hanno chiamato dalla Rianimazione, anche la donatrice è pronta”. Non aprire gli occhi, amore, non importa. Te l’avevo detto o no, che avresti avuto il mio cuore per sempre?

CUORE DI MAMMA

di Fam.cuore

Io e lui e l’altra questa e la storia d’amore, mi sono messa con lui ma al ristorante c’era sempre la madre perchè non voleva stare a casa da sola, non siamo mai usciti da soli senza lei, il giorno di san valentino avevamo deciso di passare la notte assieme. Avevamo preparato tutto, cena romantica in un bellissimo ristorante, albergo molto carino e romantico, dopo una bellissima cena, saliamo in camera iniziamo a scherzare e chiacchierare, ci scambiamo i regali e mi regala un bellissimo completino intimo, così mi reco nel bagno a prepararmi per la notte. Impiegandoci un po’ …nel frattempo avevo sentito bussare, ma credevo fosse il cameriere per una sorpresa… invece, esco dal bagno in completino intimo e mi trovo sua madre che mi guarda sgomentata. Immaginate la mia faccia, era venuta (avendo prenotato lei l’albergo per il figlio, sapeva dove si trovava ) perchè il figlio non rispondeva al telefono (era spento). Con la scusa che era tardi per tornare a casa, il figlio le ha offerto di fermarsi lì, e non essendoci stanze libere ho dormito con la madre e il figlio su una brandina. Il giorno dopo ero a casa mi mandò un sms credo inviato dalla mamma con scritto: "mi spiace è finita. Sei poco espansiva: non sei la donna per noi".

L’ILLUSIONE 

di Vanessa B.

Primo giorno di lavoro. Anzi no, primo giorno di prova al lavoro. O meglio, primo giorno di stage. Diciamocela tutta, primo giorno di prova di uno stage non retribuito. Insomma, la mia giornata inizia così, davanti allo specchio, completamente disillusa nei confronti del mondo, con lo sguardo disincantato, un filo di cipria e una passata di rossetto. Attraverso la città, entro in ufficio e mi presento. Non voglio colpire per la mia preparazione linguistica, voglio piacere al capo, è così che si viene scelti. Sorrido con malizia, sbatto le ciglia e gioco con i capelli. Non devo nemmeno fingere, il capo è davvero affascinante, sfoggia battute accattivanti, un corpo curato ed un sorriso dolce. Mi accorgo che mi piace davvero ed improvvisamente mi sento impacciata, balbetto e sento il cuore sbattere sempre più forte nella cassa toracica. E’ un colpo di fulmine, non c’è dubbio. E non poteva andarmi meglio, penso. Ad un certo punto, però, l’uomo si alza e mi dice: “ora avviso il capo che è arrivata!”. Esce dalla stanza ed entra lei, il capo: donna sui sessanta, volto arcigno, corpo boteriano e voce gracchiante: “allora, inizia con l’archiviazione o vuole anche un thè?”. Cupido, ma perché mi hai illusa così??

L’AMORE APPESO A UN FILO… DI RETE

di Sandy B.

Nacque come una cosa innocente. Un semplice like ad una foto ed ecco, il suo profilo mi apparve sulla schermata del computer con una notifica. Incuriosita, gli scrissi un messaggio. Era carino, brillante, niente di troppo speciale, ma aveva un qualcosa di misterioso che mi affascinava. La nostra “storia d’amore”, se tale si può definire, era iniziata così. Per ben 2 anni continuammo ad avere una fitta corrispondenza fra mail, sms, post e ogni altro mezzo comunicativo possibile. Senza mai esserci incontrati. Sì, avete capito bene, nemmeno una volta. Non potete immaginare quanto fosse estenuante la situazione. Volevo riuscire a vederlo almeno una volta, nonostante i 1500 chilometri che ci separavano. Ma non ne avevo i mezzi. Non riuscivo mai a risparmiare abbastanza per poter prenotare quel dannato volo. Tramite un’amica, venni a conoscenza di un nuovo programma televisivo che aiutava le coppie online ad incontrarsi. Capii che era un segno e che avrei dovuto cogliere la palla al balzo. Contattai la redazione e la mia storia fu trovata interessante. Un mese dopo iniziò l’avventura, ben documentata dalle telecamere. Giungemmo a Los Angeles in poche ore di volo e la mia ansia cresceva sempre più. Primo perché non avevo detto nulla al mio amore, secondo perché avevo gli occhi perennemente puntati addosso. Giunti a casa sua, il mio cuore sobbalzava senza sosta. Il conduttore suonò il campanello e ad aprire la porta fu proprio lei, la mia ex migliore amica. Ex, esatto, perché la nostra amicizia era terminata per via di un ragazzo. Non ci potevo credere. Lei continuava a ridere beffarda, mentre io sprofondavo dalla vergogna per l’affronto subito.. davanti alle telecamere.

EVANESCENZA

di Anna B.

Lui si era messo in testa di essere un adone: biondo, occhi azzurri, capelli lunghi, un tipo “narciso”, tanto che persino lo specchio impallidiva dinnanzi a lui. Ancora non comprendo perché mi affascinò. Tutto iniziò una sera d’estate mentre passeggiavo in compagnia di un’amica; si presentò e cominciò a parlare di sé come se mi conoscesse da sempre. Nacque un sentimento fra di noi, ma l’ombra di mammina era sempre presente in ogni discussione. La poverina, che quando uscivamo telefonava sostenendo di avere mille mali e per questo dovevamo rientrare; la vittima, che piangeva se non si condividevano i suoi gusti in termini generici, per poi risultare pimpante e aggressiva allo stesso tempo a suo comando. Che pena avevo in cuore! Ma con il suo comportamento ci ha fatti lasciare perché ormai non aveva senso una “relazione a tre”. Lui non ha mai reagito o tentato di parlarle (per quanto mi diceva che l’avrebbe fatto). A me gli “invertebrati”, senza spina dorsale, non piacciono affatto. E l’uomo spavaldo e burlone della vita che pareva ai miei occhi, se ne andò via come una bolla di sapone.

L’ALTRA FACCIA DELL’AMORE

Francesca C.

Io te lo avevo detto: "lasciamo perdere!". Tu invece, inebetito da rose e cuori, la tua freccia hai scoccato. All’ inizio non è stato poi male: era un mezzo damerino, ci baciavamo tutto il pomeriggio sulle panchine al parco ma anche in auto, al cinema e al mercato. Sulla piramide di Giza mi ha portata, sulle rovine di Machu Picchu a lui mi sono avvinghiata, in visita al Taj Mahal dolcemente deflorata. Piu’ tardi il damerino attraversò una crisi mistico-esistenziale e in una baita in mezzo al bosco si volle ritirare. Ora con l’ascia in mano mi pare l’ottavo nano; la camicia a quadri tiene lontano pure i ladri; il viso suo curato in poco tempo diventò ovunque butterato e ben presto mi ritrovai sposata a dottor Jekyll e Mr Hyde!

CATENE D’AMORE

di Sonia T.

Amo l’arte e mi è sempre piaciuto disegnare. Come ogni giorno prendo un foglio, tiro fuori gli attrezzi da lavoro e comincio a imprimere i ricordi sulla tela. Penso a te, che sei bellissima, mentre con calma delineo gli occhi e la bocca carnosa. Penso a noi e a quanto ci siamo amati, in tanti anni di matrimonio e di vita comune. Infine penso che oggi è San Valentino e ti potrò riabbracciare, come ogni anno in questo giorno speciale. Finalmente ho finito il bozzetto e mi appresto a colorarlo, immerso nelle nostalgie e nei rimpianti. Ho il cuore in tumulto, ma aspetto con ansia questo momento: è la festa degli innamorati e io sono ancora pazzo di te. Poi un rumore, la chiave gira nella toppa e sento un click metallico. Il carceriere si affaccia e mi dice: “ Signor Berti, ci sono visite per lei.” Esco felice per venire da te, lanciando un’occhiata alla mia cella che almeno per oggi rimarrà vuota.

CARO CUPIDO…

di Marco C.

Caro Cupido, quest’anno ho fatto il bravo, non ho spezzato cuori e quando l’hanno spezzato a me non ho ucciso né picchiato nessuno…non fare quella faccia perché se di questi tempi è un merito è anche per colpa tua. In cambio non voglio nulla, tranquillo!..sia tu che babbo natale avete già fin troppi debiti nei miei confronti ( a proposito… dì al vecchio che mi deve ancora il robot dei power rangers!!!) . Permettimi però di avanzarti un paio di critiche, innanzitutto stai meno su chat varie e facebook, è facile starsene appollaiati su un PC facendo innamorare la gente senza farla guardare negli occhi. Ricorda che è la cosa più importante. Torna nelle strade, sui treni, nelle fabbriche, svolazza in giro insomma. Vedi, la gente si è incattivita e stenta a sopportare chiunque e qualunque cosa e quando le persone non vivono bene tra loro in realtà non stanno vivendo. Lo so, lo so..lo smog è tanto e i piccioni parecchi, ma tu sei un dio…fatti rispettare!!! . Per finire torniamo a chi viene picchiata o uccisa per presunto amore; caro mio bel Robin Hood devi avere una mira piuttosto scarsa se permetti a un uomo di alzare le mani sulla propria donna e se poi quest’ultime decidono di rimanerci assieme ugualmente, mi fai sorgere qualche dubbio sul concetto d’amore . Ma questi forse, sono problemi che riguardano più l’uomo sulla terra che gli dei nell’Olimpo… è inutile quindi darti tanta responsabilità, in fondo sei solo un bambino… . P.S. Non scordarti del robot dei power rangers.

(IN)SPIEGABILE INDIFFERENZA

di Andrea D.

Era bellissimo. Alto, moro, occhi scuri, molto muscoloso. Era straniero, forse tedesco. Faceva furore nel rione. Tutte lo corteggiavano. Mi innamorai e decisi anch’io di provarci, d’altronde sono la più bella del quartiere. Bionda, occhi chiari, magra, in perfetta forma e sempre profumata. Potevo avere chiunque, ma decisi di avere lui. Tutte le mattine uscivo alle 7 con la mia amica, per avere manforte. Sapevo i suoi orari, conoscevo ogni suo movimento. Lo incontravo vicino al Roxy Bar e, come sempre, non mi degnava neanche di un’occhiata. Triste e disperata tornavo a casa, ma cocciuta ci riprovavo il giorno seguente. Niente da fare, neanche uno sguardo. Un giorno la mia amica si avvicinò all’orecchio e mi disse: “Non perdere tempo con quello, tanto è castrato!” Sussultai d’orgoglio. Tirai su il collo, fiera di non aver perso il mio sex-appeal, gli passai accanto e gli scodinzolai sul muso. Appena si girò, corsi incontro a un Setter che mi accolse sbavando.

IL COCKTAIL DELL’ILLUSIONE

di Francesca C.

Un calice di rosso, due dita di bianco. Due rum e pera, un amaro e due vodke, allungate con un sorso d’ arancia. I tuoi occhi, i miei sorrisi e la tua bocca, che sussurrava piano una domanda inaspettata: “Sicura di non voler pensare alle conseguenze?”. E dopo sei anni di vani tentativi finalmente le nostre labbra che si sfiorano per la prima volta, accarezzate dall’illusione che Cupido, con l’aiuto dall’alcol, avesse finalmente raddrizzato la sua sbadatissima mira e unito due cuori solitari e stanchi. Invece ci rendemmo presto conto che le nostre bocche trovavano nell’altra solo dell’immediato conforto, che i nostri baci suonavano vuoti e le speranze disattese: avevamo aspettato troppo a lungo e i nostri pensieri erano rivolti a qualcun altro. Ci guardammo e scoppiammo a ridere entrambi, mentre da improvvisati amanti tornavamo amici in un abbraccio, l’abbraccio di due anime così simili e allo stesso tempo così profondamente incompatibili.

AMORE IN CHAT

di Roberta B.

Da quando divido l’ufficio con Sergio lavorare è diventato insopportabile, un collega più odioso non potevo trovarlo, per giunta con un pessimo senso estetico: camicie color lavanda e pantaloni arancio, un suicidio cromatico! L’unica nota positiva lavorativa resta la chat delle 13 col mio “amico” Cuoricino, l’unico uomo con cui mi trovo in perfetta sintonia. Pensare che tutti mi ripetono che c’è solo falsità nei contatti online. Ad accomunarci è probabilmente anche la nostra situazione lavorativa: lui convive con una collega isterica che sfoggia mise anoressiche nonostante necessiti di un’urgente dieta dimagrante. Oggi, dopo un anno, abbiamo deciso di fare il grande passo: accendere la videocamera. Mi sposto appena per centrarmi nell’obiettivo, mettendo in mostra l’ampio scollo del mio abito rosso, Sergio sobbalza cacciando un urlo e il mio schermo si tinge d’indaco. Soffoco un grido sporgendomi oltre il divisorio, l’espressione spaventata di lui incrocia la mia inorridita. Porca miseria! Cupido, ma dove ComoAnconadoppiaZZaraOtranto miri?

EPPURE NON SOPPORTAVA I CANI 

di Chiara M.

Luci, colori, musica per le strade, un profumo dolce e frizzante nell’aria: è la vigilia di Natale. Carica di entusiasmo mi presento da lui, a sorpresa, con un regalo tanto particolare quanto inatteso, certa del suo stupore e della sua incontenibile emozione. Tutto mi sembra perfetto e curato nei dettagli. Salgo le scale, apro la porta di casa sua e una strana scoperta mi accoglie all’ingresso. Lui, completamente svestito, sguardo immobile, bocca spalancata, emette uno strano verso e inizia una disperata ricerca dei suoi “stracci” sparsi sul divano. Lei, muta e impacciata, cerca di avvolgersi in una coperta. In loro compagnia, un cagnolino color cioccolato, che abbaia e rompe il silenzio. Incredula e sconvolta, mi sento paralizzata e incapace di qualsiasi azione e reazione. Il mio regalo cade a terra e va in frantumi, insieme ai miei sogni, ai miei progetti, alle mie certezze. Mi aveva sempre detto di non sopportare i cani!

NON CREDO AGLI OROSCOPI

di Claudia P.

“Scorpione: giornata decisiva in campo sentimentale. Una curiosa coincidenza può farvi incontrare l’anima gemella. Non tutti i mali vengono per nuocere.” Una voce persuasiva mi prospettava un roseo futuro. Tutto gongolante, mi apprestai ad uscire di casa. Girai la chiave nel cruscotto del motorino vecchio di cinque anni. Non partiva. Serbatoio vuoto. Portafogli anche. Iniziai a maledire il mondo intero in lingue a me sconosciute fio a quel momento al pensiero di dover andare a lavoro a piedi. Ma l’oroscopo di quella mattina si ripresentò con tutta la sua forza. Proprio durante il tragitto mi scontrai con una ragazza bellissima. Fu amore a prima vista. Almeno da parte mia. Indiana, di quelle col pallino rosso in mezzo alla fronte, simpatica, gentile. Frettolosa. Feci appena in tempo a sapere il suo nome prima di vederla sparire sull’autobus. Poche ore dopo, l’avevo già rintracciata su FB. Mesi e mesi di corteggiamento virtuale, con lei tanto carina e gentile in chat ma che sistematicamente tirava fuori una scusa per non uscire con me. Insisti e insisti, alla fine riuscii ad invitarla a cena. Lì la batosta finale: “Tu sei davvero una bella persona, ma, vedi…io sono promessa sposa in India da quando avevo quattro anni. Mi dispiace!” …avrei voluto che la terra mi inghiottisse. ComoAnconadoppiaZZaraOtranto di oroscopo!

Commenti

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  1. Scritto da Giuliano Ferri

    mi è piaciuto il racconto IL VIRUS.