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“Mal di lavoro” Renato Curcio presenta il libro alla Caversazzi

Il saggista laziale illustrerà il suo lavoro in un incontro che si terrà venerdì 28 febbraio. All’appuntamento prenderanno parte anche il direttore dell’Opera Bonomelli – Nuovo Albergo Popolare Giacomo Invernizzi e la studentessa Giulia D’Ambrogio.

Renato Curcio presenta il suo libro “Mal di Lavoro: un momento di socioanalisi della sofferenza” a Bergamo. L’incontro, a ingresso libero, è dedicato in modo particolare ai lavoratori sofferenti, alla scuola e alla grave emarginazione.

L’appuntamento, che vedrà protagonista il saggista laziale, si terrà venerdì 28 febbraio alle 20.30 nella sala Galmozzi della biblioteca Caversazzi in via Tasso, 4.

Edito da Sensibili alle Foglie, il testo costituisce un’attenta analisi del mondo del lavoro di oggi attraverso le numerose sfaccettature della sofferenza che gli è propria: precarietà, sfruttamento, mobbing, iper-lavoro, stress, raggiri, mancanza di tutela legale e sindacale. Mal di lavoro è uno dei risultati prodotti dal “cantiere” di ricerca gestito proprio da Sensibili alle Foglie e dallo stesso Curcio in cui sono raccontati episodi di vita lavorativa odierna, con tutte le contraddizioni e le ingiustizie che la caratterizzano, quali il contrasto paradossale tra diritto al lavoro e diritto alla salute (laddove il mantenimento del primo pregiudica la seconda) e la solitudine cui il lavoratore è spesso costretto.

Nella serata sono previsti anche altri due interventi: quello di Giacomo Invernizzi, direttore dell’Opera Bonomelli – Nuovo Albergo Popolare che parlerà di grave emarginazione; e quello di Giulia D’Ambrogio, studentessa al V anno di liceo classico, che parlerà del disagio nelle scuole provocato dall’attuale sistema socioeconomico. La serata si inquadra in un breve progetto voluto da Caposaldo Associazioni Unite che ha già visto lo scorso 19 dicembre un’analisi della sofferenza economica, in quel caso dei piccoli imprenditori e dei liberi professionisti.

Mercoledì 5 marzo si terrà invece una serata di approfondimento sui contenuti emersi nella conferenza direttamente alla sede di Caposaldo in via Michelangelo da Caravaggio, 7, a Grassobbio a partire dalle 21.30. Anche in questo caso l’iniziativa è liberamente aperta al pubblico.

Renato Curcio, è attualmente direttore editoriale e responsabile del progetto e casa editrice Sensibili alle Foglie, un contesto di ricerca dei problemi della società e del mondo del lavoro odierni che produce regolarmente saggi di “socioanalisi narrativa”. Un precedente lavoro di questo progetto è per esempio Razzismo e indifferenza, del 2010. Caposaldo Associazioni Unite non costituisce una fusione o federazione di movimenti: si tratta, piuttosto, di un coordinamento tra una decina di associazioni prevalentemente bergamasche ma anche bresciane e milanesi, i cui interessi spaziano dall’economia alla politica, dalla spiritualità all’ecologia. Ciò che unisce queste associazioni portandole a sempre più numerose iniziative unitarie è lo scopo che hanno tutte in comune indipendentemente dalle proprie specificità: l’opposizione al Nuovo Ordine Mondiale.

La sede ufficiale di Caposaldo è a Grassobbio, in via Michelangelo da Caravaggio 7. Per il resto, le singole associazioni mantengono identità e autonomia nelle proprie attività. Per avere ulteriori informazioni è possibile contattare Simone Boscali chiamando il numero 3314298972.

Commenti

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  1. Scritto da gigi

    Gli ex-terroristi, ex-criminali di vario tipo, concesse tutte le attenuanti etiche-giudiziarie e anche del tempo che passa…si rifacciano una vita, ma in punta di piedi e senza salire in cattedra come pare abbia intenzione di fare il “saggio” Curcio. Speriamo siano saggi anche i familiari delle vittime e prendano con filosofia cio’ che e’ capitato loro

  2. Scritto da Miki

    Vergognoso! Un terrorista santificato, alla ribalta.

  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Spettabile Redazione, certo che Renato Curcio “saggista laziale” è veramente un opera d’arte di ipocrisia italico-bergamasca da incorniciare! Complimenti al vostro redattore..Tranquilli…so che la censura si abbatterà su questo post…però bravo davvero il redattore..un genio della chiarezza.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Gentile Luca Lazzaretti, Renato Curcio è nato a Monterotondo (nel Lazio) ed è un saggista. Non è ipocrisia: è realtà. Sia meno prevenuto nei confronti di questa redazione, e stia sereno che non c’è censura se non per gli insulti.
      ps. un’opera vuole l’apostrofo.

      1. Scritto da mt_thecap

        Spettabile redazione BGNews, concordo con voi che Curcio essendo nato nel Lazio sia laziale e che sia pure saggista ma, credetemi, è più conosciuto come un brigatista rosso condannato all’ergastolo. Quindi, non sarà bello, ma per correttezza non solo politically dovreste aggiungerlo.
        Saluti.

      2. Scritto da residente

        Visto che Redazione Bergamonews non ritiene importante scriverlo
        Da wiki:
        Curcio viene condannato come mandante dell’omicidio di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, venendo riconosciuto come autore del proclama delle BR rivendicante gli omicidi. Egli non si è mai dissociato né pentito.

  4. Scritto da simona

    Siamo sempre allo stesso punto. Il datore di lavoro è uno sfruttatore, un criminale per definizione; lavorare provoca gravissime malattie: bisognerebbe farsi mandare lo stipendio a casa; la società capitalista è brutta e cattiva…ma chi ha voglia di avviare un’attività e assumere persone con questo sottofondo continuo di contumelie, di lamentele, di minacce, ricatti morali e giudiziari..

    1. Scritto da dark

      Sottoscrivo. E’ una delle realtà drammatiche dell’Italia di oggi,a cui nessun governante ha posto mano e soluzione. Essere onesti – dipendenti e datori di lavoro onesti – sono dalla parte del torto. Fessi, per dirla in altro modo.

    2. Scritto da io

      Ci sono datori di lavoro onesti e datori di lavoro disonesti.
      Ci sono condizioni di lavoro soddisfacenti e altre debilitanti.
      Ci sono lavoratori che stanno bene e lavoratori che non stanno bene.

      Il qualunquismo invece ha una sola faccia: l’inutilità.

      1. Scritto da simona

        Prova ad assumere qualcuno alle tue dipendenze. Poi ne riparliamo.

      2. Scritto da Tu

        Ci sono dipendenti pubblici (onesti????) che leggono il giornale e non aggiornano volontariamente il numerino elettronico che fa avanzare i clienti…. Ma qui il datore di lavoro non li maltratta…..

  5. Scritto da residente

    Redazione BgNews: per caso è il o l’ex brigatista rosso?
    vi è sfuggito di segnalarlo, se sì…

    1. Scritto da Io

      Se uno non sa chi è Renato Curcio è preoccupante. Ovvio che sia lui, no? C’è bisogno di dirlo ogni volta così voi giganti della polemica web potete sproloquiare in libertà?
      Che poi, manco lo sapete chi è davvero Renato Curcio, e cosa ha fatto.
      Andate a votare i vostri Renzi/Alfano/Grillo. Andate, andate.

      1. Scritto da marcello

        si avrebbe almeno il dovero/obbligo di far silenzio e chiedere perdono tutti i giorni a tutti. Non spieghi niente a nessuno l’ergastolano!