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Frana a Serina: “L’intera valle parli con una sola voce”

La strada provinciale della valle Serina continua a far discutere. Questa volta l'intervento è firmato da Andrea Tiraboschi di "Futuro & Tradizione" e da Valeria Faggioli di "Gruppo Giovani per Serina" che chiedono ai sindaci di Algua, Bracca, Cornalba, Costa Serina, Oltre il Colle e Serina di unire le voci: "L'intera valle parli con un a sola voce - scrivono nella lettera aperta che vi proponiamo -, e che questa sia bella forte".

La strada provinciale della valle Serina continua a far discutere. Questa volta l’intervento è firmato da Andrea Tiraboschi di "Futuro & Tradizione" e da Valeria Faggioli di "Gruppo Giovani per Serina" che chiedono ai sindaci di Algua, Bracca, Cornalba, Costa Serina, Oltre il Colle e Serina di unire le voci: "L’intera valle parli con un a sola voce – scrivono nella lettera aperta che vi proponiamo -, e che questa sia bella forte".

Ecco la lettera integrale.

 

Gentili sindaci e loro comunità,

siamo fortemente preoccupati, come voi, per la situazione che va a definirsi riguardo la strada provinciale della valle Serina. E’ evidente a tutti che le ripercussioni che si stanno generando sono di vario genere e di forte impatto nelle nostre comunità. Studenti e pendolari devono anticipare la partenza anche di venti minuti, le coincidenze dei pullman non sono ancora del tutto collaudate, le imprese devono ricorrere a navette per i fornitori e per distribuire i propri prodotti, le strade alternative non sono adeguate per sostenere un traffico pesante e frequente, con tutte le considerazioni del caso infine riguardo la sicurezza.

Abbiamo appreso che insieme alle istituzioni superiori state approntando una serie di interventi di urgenza per far fronte ai primi interventi, come l’asfaltatura e la segnaletica. Ed è già un passo significativo che può ridurre il disagio.

Ora il motivo della nostra lettera riguarda invece il lungo periodo e la strategia che dovremo adottare per risolvere una volta per tutte il problema del provinciale. Come è emerso in questa settimana e dalle informazioni che abbiamo ottenuto, le due tipologie di soluzione che la provincia ha proposto alle amministrazioni sono in un caso di bonificare la parete rocciosa a rischio, mettere reti e paramassi a protezione e ricostruire il ponte. Nel secondo caso, con molti più oneri, si prevede un tunnel con lunghezza variabile a seconda delle risorse disponibili, che non richiede il passaggio lungo il tratto interessato dalla frana e dai 6000 m3 che sono a rischio.

La prima considerazione è che nonostante siano tempi difficili non possiamo abbassare la soglia di sicurezza a seconda delle risorse disponibili. Il primo progetto, anche se probabilmente è il più fattibile, deve essere ancora verificato sia sul lato della fattibilità che sul lato della sicurezza del passaggio.

Gli altri progetti invece, visto le stime (da accertare), richiedono uno sforzo finanziario notevole che non vede ad oggi disponibilità delle istituzioni superiori. Comprensibile visto la carenza di risorse e, benché la volontà dell’assessore Terzi ci faccia ben sperare per un impegno a Roma, è evidente che regione e provincia non punteranno su quel tipo di progetto. Oltre alla fattibilità finanziaria, sarebbe anche utile verificare la fattibilità tecnica di un tunnel proprio sotto quel costone di roccia che rischia di franare.

Finora i dati di fatto, ora alcune considerazioni più sostanziali. La prima è che come comuni e cittadini della valle non possiamo lasciar decidere solamente a tecnici provinciali o regionali la soluzione che verrà adottata sul nostro territorio, in quanto ci sono altre considerazioni che le istituzioni superiori faranno, a partire dalla disponibilità finanziaria o dalle esigenze di altre opere. Inoltre i tecnici della provincia e della regione probabilmente hanno considerato solo alcune ipotesi ma ne potrebbero essere considerate molte altre, dal viadotto lungo il Serina, a una strada che passando per il Gazzo di Costa Serina, arrivi a Bagnella, oltre al un più futuristico tunnel che colleghi Serina a San Pellegrino. E’ evidente che alcuni progetti proposti siano più o meno fattibili ma in questo momento, in mancanza di un progetto su cui puntare, vale la pena considerare ogni alternativa. Inoltre, non avendo a disposizione dei rilievi geologici delle zone su cui si dovrebbe intervenire, si dovrebbe nel più breve tempo possibile ricorrere a sondaggi e valutazioni geologiche in modo tale da escludere almeno i progetti che non godono della fattibilità tecnica. E’ evidente che solo un coordinamento e un continuo relazionarsi fra le amministrazioni della valle Serina porterà a un’individuazione rapida della soluzione su cui puntare. Secondo noi, la soluzione deve puntare in alto, con la maggiore sicurezza e rapidità di esecuzione possibile. Sappiamo che probabilmente non troverete in questo caso il favore delle istituzioni superiori per motivi finanziari. A tal proposito è essenziale che l’intera valle parli con una sola voce e che questa voce sia bella forte. Pensiamo che potrebbe essere utile a tal fine anche la costituzione di un comitato in cui le amministrazioni, le associazioni e anche dei cittadini singoli possano coordinare unitariamente tutte le azioni per ottenere visibilità e attenzione da parte dell’opinione pubblica, della regione e provincia. Solo facendo "rumore" riusciremo ad ottenere visibilità e attenzione.

In sintesi chiediamo quindi unità, coordinamento e coinvolgimento anche delle nostre comunità, partendo magari da un’assemblea da voi convocata per informare con gli elementi che ad oggi si hanno. Noi siamo con voi, con i nostri concittadini della valle per aiutarvi come potremo, per ottenere attenzione e risorse. Tutti insieme, a prescindere dal colore o dai ruoli. La viabilità in montagna è più vitale che in qualsiasi altro posto. Significa mantenere vivi i nostri paesi, accessibili e non troppo infernale la vita di chi sceglie di vivere nel nostro bel territorio. La nostra montagna, che vive soprattutto di turismo, non deve morire. Lavoriamo tutti insieme per questo.

Andrea Tiraboschi e Valeria Faggioli

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