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Atalanta, batosta inattesa La domenica nerissima che non si deve ripetere

Domenica nera per l'Atalanta che contro il Parma incassa la peggior sconfitta stagionale: lo 0-4 finale è un mix tra sfortuna e masochismo, condito da troppe prestazioni individuali sotto la media. I nerazzurri non rimanevano a secco in casa dalla gara contro la Fiorentina del 22 settembre scorso.

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Un po’ sfortunata. Un po’ masochista. Parecchio abbattuta. Per l’Atalanta uscire con le ossa rotte dal Comunale non è roba di tutte le domeniche, anzi è piuttosto insolita: qui, all’Atleti Azzurri d’Italia, Denis e compagni hanno costruito quasi tutto il proprio bottino in campionato, alzando bandiera bianca solamente contro Juventus e Fiorentina.

Lo 0-4 rimediato contro il Parma, i tifosi atalantini possono fare tutti gli scongiuri del caso, rimarrà sicuramente un episodio, perchè di domeniche così storte in tutto e per tutto fortunatamente capitano raramente: un rigore negato dopo pochi secondi, il gol subito al primo affondo avversario a causa di una deviazione sfortunata, un autogol incredibile e il più classico del gol dell’ex sono circostanze che forse nemmeno impegnandosi a fondo si riuscirebbe a riproporre tutte insieme nell’arco di novanta minuti.

Eppure la domenica nera dell’Atalanta era iniziata bene: chissà come si sarebbe messa la partita se il signor Tommasi di Bassano del Grappa avesse giudicato irregolare il tocco di mano, netto, di Lucarelli sul tiro di Raimondi e se Denis, o chi per lui, avesse poi realizzato il conseguente calcio di rigore.

Il Parma ha aspettato, ha sofferto nei primi dieci minuti la partenza quasi furiosa dell’Atalanta ma, appena ne ha avuto occasione, ha colpito: cross di Biabiany, imprendibile a destra dove ha fatto girare la testa per tutta la partita a Brivio, e sinistro di Molinaro, deviato da Stendardo quel tanto che bastava per mandare a vuoto Consigli.

Prima rete in maglia gialloblu per l’ex di Juventus e Stoccarda, replicata al 93′ dalla “prima volta” di Ezequiel Matias Schelotto, fischiatissimo al suo ingresso in campo e per tutta la durata della sua partita.

Nel mezzo l’incredibile autorete di Benalouane, partito col freno a mano tirato e finito in confusione dopo aver battuto Consigli con un appoggio di petto un po’ troppo irruento su un innocuo cross di Cassani dalla destra, e il gol su punizione di Cassano: due gol in rapida successione che testimoniano la fragilità dell’Atalanta quando inizia a sentirsi sfuggire di mano la partita. Era già successo a Napoli, a Parma all’andata, col Sassuolo, a Verona con l’Hellas, in casa contro la Juve e a San Siro col Milan.

Era dal 22 settembre scorso contro la Fiorentina (0-2 il finale) che l’Atalanta non trovava la via della rete davanti ai propri tifosi. Moralez e Denis hanno funzionato solo all’inizio e in un’altra occasione (grande assist del Tanque per Maxi ma colpo di testa debolissimo), lasciando la squadra sostanzialmente “spuntata”. Colantuono ha provato a dare la scossa, forzando l’assetto offensivo inserendo Livaja al posto di Raimondi ma la mossa non ha pagato: il croato è entrato nel momento peggiore possibile, non avendo a disposizione nemmeno un pallone giocabile. Stesso discorso vale per De Luca e, a quel punto, saremmo stati curiosi di vedere all’opera anche il nuovo arrivato Bentancourt.

Cosa si salva dalla batosta subita con il Parma? Se si guarda solo al campo (perchè dagli spalti è arrivata la solita prestazione eccelsa del tifo nerazzurro) poco o pochissimo, forse solo le prestazioni di Baselli e Bonaventura.

Una pagina nera che deve rimanere un episodio e che in ogni caso non deve minare tutte le certezze costruite tra le mura amiche perchè qui si gioca la partita più importante, quella della salvezza: già da domenica occorre provare a ripartire, magari infrangendo il solito tabù trasferta per poi ripresentarsi al Comunale con le batterie più cariche che mai per affrontare il Chievo.

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Commenti

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  1. Scritto da solodea

    Non vuole essere una scusante, anzi, ma vi siete dimenticati anche della doppia ammonizione che andava comminata ad Appiah (o le comminano solo a Cigarini? o alle maglie neroazzurre dell’ATALANTA) al momento del fallo su Raimondi, con conseguente espulsione. Ci sono state tante e troppe situazioni dove l’arbitro Tommasi forse sarebbe stato meglio a … casa sua. Purtroppo e comunque questa non vuole essere una scusante anche perché l’ATALANTA ne ha sempre avute di domeniche come queste.

  2. Scritto da Mario

    Scandaloso, ma sapevano d’essere in campo ?

  3. Scritto da Francesco

    Tutto sommato in partita fino alla debacle di Bananalouane.
    Abbiamo visto una bella partita solo perchè siamo andati in svantaggio subito, altrimenti sarebbe stata un’altra domenica da noia mortale al comunale.
    Si è vista la differenza tra una squadra che ha degli obiettivi, una posizione di classifica invidiabile con una società alle spalle che non mette freni alle ambizioni e una che si sente già salva e a tirato i remi in barca. Condoglianze a chi ieri ha pagato il biglietto.