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L’Onu esorta la Santa Sede sui diritti dell’infanzia con qualche scivolone

Il febbraio il Comitato Onu per i diritti dell’infanzia ha esortato la Santa Sede a rivedere la propria posizione su aborto, contraccezione, omosessualità. Un duro attacco che non ha precedenti e che omette l'impegno a difesa della vita da parte della Chiesa, confonde la Santa Sede per una multinazionale, e dimentica la lotta contro la pedofilia all'interno del clero.

di Pier Giuseppe Accornero 

«Il Comitato Onu per i diritti dell’infanzia esorta la Santa Sede a rivedere la propria posizione su aborto, contraccezione, omosessualità». Cosa c’entrano aborto, contraccezione, omosessualità con la tutela dei bambini? Certo che quando un bambino è ucciso nel grembo materno non ha più diritti. Questo la Chiesa dice perché questa è la sua missione, che non cambia con il mutare della cultura e delle mode. Ma una lobby mondiale vuole processare la Chiesa e la morale cattolica con accuse ingiuste e assurde.

PREMESSA

Sarebbero 40 milioni i casi di abuso e violenza sui bambini perpetrati nel mondo. Purtroppo alcuni di questi orrori sono stati compiuti da persone di Chiesa, che nel tempo ha reagito con estrema durezza contro i ministri colpevoli, praticando una tolleranza zero perché anche un solo caso è un caso di troppo. Nel mondo in due anni Benedetto XVI ha ridotto allo stato laicale 384 preti per abusi, pedofilia, violenze sessuali: 260 nel 2011 e 124 nel 2012, in aumento rispetto ai 171 casi del 2008-2009.

La Santa Sede collaborò intensamente alla stesura della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 e la firmò nel 1990.

LE ACCUSE

Il 5 febbraio 2014 il Comitato Onu per i diritti dei bambini e per il rispetto della Convenzione, con sede a Ginevra, rende noto il rapporto conclusivo.

1) Accusa la Santa Sede e la Chiesa «di non aver riconosciuto la portata dei crimini, di non aver adottato le misure necessarie per gestire i casi e proteggere i bambini, di aver adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all’impunità dei colpevoli».

2) Accusa la Santa Sede e la Chiesa «di avere imposto al clero, pena la scomunica, un codice del silenzio».

3) Ordina alla Santa Sede e alla Chiesa «di indagare su tutti i casi e sulla condotta della gerarchia, di rimuovere immediatamente tutti i sacerdoti riconosciuti colpevoli o anche solo sospettati di abusi, di denunciarli alle autorità civili, di consegnare i dossier dei propri archivi così che i colpevoli e quanti hanno coperto i crimini siano giudicati».

LA PRIMA REAZIONE

La Santa Sede reagisce subito il 5 febbraio in modo diplomatico prendendo atto «delle osservazioni conclusive che saranno sottoposte a minuziosi studi ed esami», denuncia «di interferire nell’insegnamento della Chiesa sulla dignità della persona e sull’esercizio della libertà religiosa», rinnova «l’impegno a difesa e protezione del fanciullo in linea con la Convenzione e con i valori morali e religiosi della dottrina cattolica».

LA NOTA DI PADRE LOMBARDI

Più circostanziata e dura la nota del 7 febbraio, con «riflessioni e precisazioni» del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi: «Non è il caso di parlare di scontro fra Onu e Vaticano. Le Nazioni Unite sono una realtà molto importante per l’umanità e la Santa Sede ha sempre dato all’Onu un forte supporto morale per favorire la pace nel mondo e la crescita dei popoli. Tra le Convenzioni promosse dall’Onu la Santa Sede ha aderito a quelle che ritiene più importanti alla luce della sua attività e della sua missione. Fra queste ha aderito, fra i primi al mondo, a quella per i diritti dei bambini perché questo è l’impegno storico della Chiesa» considerando per esempio che le scuole cattoliche nel mondo hanno 50 milioni di alunni.

LIMITI GRAVI

Il testo Onu ha «limiti gravi».

1) «Non tiene conto delle risposte scritte e orali, tanto da far pensare che fosse scritto o impostato prima dell’audizione» del 16 gennaio.

2) «La Santa Sede è diversa dagli altri Stati. Questo fu spiegato molte volte e dettagliatamente: non si capisce o non si vuole capire?»

3) «Con l’insistenza su diversi casi sembra che si sia data attenzione alle Ong pregiudizialmente contrarie alla Chiesa».

4) È grave «non voler riconoscere quanto è stato fatto in questi anni nel riconoscere errori, rinnovare le normative, sviluppare misure formative e preventive».

5) Il Comitato «interferisce nelle posizioni dottrinali e morali della Chiesa su contraccezione, aborto, educazione nelle famiglie, sessualità. Il tono e la pubblicità data dal Comitato sono assolutamente anomali».

6) «La Santa Sede è stata oggetto di un’attenzione mediatica ingiustamente nociva, il Comitato si è attirato molte critiche gravi e fondate», tuttavia «ritroviamo un corretto impegno per il bene dei bambini».

ERRORI PIU’ CLAMOROSI

Sono sostanzialmente tre.

1) Non considera ciò che hanno fatto nel mondo la Santa Sede e le Conferenze episcopali con misure a protezione dei bambini, che non hanno preso altre istituzioni e altri Stati.

2) Alcune Organizzazioni non governative con interessi su aborto, omosessualità e matrimonio gay attaccano la Chiesa in maniera inaccettabile.

3) Si denuncia «il codice del silenzio» ignorando volutamente che i casi di pedofilia sono gravi, complessi e delicati e spesso le famiglie delle vittime chiedono la massima riservatezza finché non emergono elementi certi, e addirittura alcuni casi vengono fuori dopo 30-40 anni e ci sono stati preti che si sono suicidati, salvo poi essere totalmente scagionati e assolti dopo la morte.

NON E’ UNA MULTINAZIONALE

La Chiesa non è una multinazionale mondiale alla quale chiedere di rimuovere i pedofili e di processare i vertici. Il Papa non è il presidente o l’amministratore delegato, che assume e caccia, comanda ed esige. I vescovi e i superiori religiosi non sono i dirigenti, o i rappresentanti, o i prefetti, o i delegati del Papa.

I 413 mila preti e religiosi che operano nel mondo non sono dipendenti del Vaticano. Su questo, all’Onu e sui media, nell’opinione pubblica e nelle comunità, nella cultura e nella politica c’è moltissima ignoranza e confusione: la Chiesa non funziona come organo di controllo dei cattolici, delle parrocchie, delle diocesi, dei vescovi, dei preti, dei frati, delle suore.

Come è assurdo pretendere che la Chiesa controlli tutte le spese a favore dei bambini negli asili, nelle scuole, negli istituti superiori, nelle università, nelle parrocchie e nelle diocesi, come se alla fine il Papa dovesse redigere e firmare il bilancio annuale.

DIFESA DELLA VITA E DEI BAMBINI

Il preambolo della Convenzione parla di difesa della vita e di protezione dei bambini prima e dopo la nascita. Il perentorio ordine alla Chiesa di cambiare posizione sull’aborto è una clamorosa contraddizione. Non c’è scusa per le violenze e lo sfruttamento: sono crimini che non possono mai essere giustificati, vengano commessi a casa e in famiglia, a scuola e nei gruppi, nello sport e nelle organizzazioni religiose. I bambini purtroppo sono ogni giorno vittime della guerra, della fame, delle malattie. Da sempre la Chiesa ha combattuto questi misfatti. Giovanni Paolo II ha affermato che qualsiasi abuso «è sbagliato ed è giustamente considerato un crimine, un peccato orrendo agli occhi di Dio».

Contro i preti pedofili nel 2010 Benedetto XVI ha varato una «legislazione di emergenza» che permette di cacciare per direttissima un sacerdote che sia evidentemente colpevole. Papa Francesco ha continuato sulla stessa strada. L’ultimo intervento è del 31 gennaio 2014: «Pensate al bene dei bambini e dei giovani che nella comunità devono essere sempre protetti e sostenuti».

Commenti

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  1. Scritto da arpaleni

    se I 413 mila preti e religiosi che operano nel mondo non sono dipendenti del Vaticano, il Vaticano, o, per essere più precisi,
    lo Stato del Vaticano, cosa ci sta a fare ???? se poi la Chiesa non funziona come organo di controllo dei cattolici, delle parrocchie, delle diocesi, dei vescovi, dei preti, dei frati, delle suore cosa ci si può aspettare da una simile massa di persone “fuori controllo” ???

  2. Scritto da angelo f.

    Quale lobby imperversa all’ONU? Senza minimamente scusare o giustificare le gravi colpe dei preti pedofili e chi li ha coperti, perchè l’ONU se la prende così tanto con la Chiesa Cattolica quasi che sia solo lei la causa della pedofilia a livello mondiale? Forza laicisti, prendetevela sempre con la Chiesa, vedrete che il mondo andrà sempre meglio! O no?

  3. Scritto da Luigi

    quelli che da anni producono costosissime inchieste per dirti che al mondo ci sono bambini che muoiono di fame, quelli che per fermare le guerre chiamano missioni di pace altre guerre, quelli che mantengono burocrati strapagati per spiegarti che sarebbe bello avere un mondo senza burocrazia.
    l’organizzazione più inutile del mondo…quasi 200 paesi e solo 5 hanno potere di veto nel consiglio di sicurezza, serve altro per capire chi

  4. Scritto da Marco Daz

    ONU chi?